Gomorra, donne al potere: l'evoluzione dei personaggi femminili nella serie

Da Imma a Patrizia, passando per la spietata Scianel: il ruolo delle donne in Gomorra a cavallo tra il romanzo e la storia

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Come in ogni prodotto seriale che si rispetti, anche lo script di Gomorra - La Serie riserva un'attenzione certosina a ogni personaggio che ne compone la storia. In un panorama audiovisivo in cui, a fare le grandi storie, sono in prevalenza uomini - eroi, antieroi o grandi cattivi - spiccano esperienze come quelle della serie targata Sky in cui le figure femminili, seppur in numero minore rispetto a quelle maschili, hanno contribuito pesantemente agli sviluppi più significativi del racconto. Ciò, peraltro, è figlio non soltanto di particolari esigenze di scrittura, ma trova fondamento in una precisa collocazione storico-culturale che da sempre contraddistingue le gerarchie e i costumi mafiosi. Che sia donna Imma, Scianel o Patrizia - ovvero le esponenti del gentil sesso più "forti" della serie, al netto di qualche comprimario un po' più deboluccio ma comunque importante - la sostanza non cambia: la camorra è anche femmina.

Una madre al potere

Che donna Imma Savastano, moglie di don Pietro, fosse destinata a un ruolo preponderante nella prima stagione di Gomorra lo si era intuito innanzitutto dall'immenso talento recitativo di Maria Pia Calzone. La donna è stata poi tolta di mezzo negli episodi finali, uccisa per mano di Ciro Di Marzio in quello che si è rivelato soltanto l'inizio di un lungo percorso fatto di sangue, dolore e redenzione per l'Immortale. Nel corso dei quasi dodici episodi in cui è comparsa, tuttavia, Imma ha avuto un peso notevole nello sviluppo degli eventi ma soprattutto dei protagonisti: la sua evoluzione, da semplice moglie del boss a vera e propria leader del clan, è cresciuta di pari passo con i due antieroi indiscussi dello show, ovvero Genny e Ciro. Lo strapotere del clan dei Savastano, infatti, vacilla quando il boss (il grande Fortunato Cerlino) viene incastrato da un suo stesso errore - viene infatti "beccato" dalla polizia con indosso una giacca non sua, che sfortunatamente contiene della droga - e rinchiuso in carcere. Il testimone passa quindi all'inesperto figlio Genny (Salvatore Esposito), che sarà inizialmente diviso tra la guida di sua madre Imma e il suo mentore - nonché migliore amico - Ciro Di Marzio.

Gli eventi della prima stagione porteranno poi donna Imma a prendere il controllo della famiglia, riuscendo con dei sotterfugi a inviare suo figlio Genny in Honduras per gestire alcuni affari con il narcotraffico e Ciro in Spagna per tentare di riappacificare i Savastano con il clan di Salvatore Conte - un evento, quest'ultimo, che determinerà la nascita dell'alleanza volta a scardinare definitivamente la leadership dei Savastano dal quartiere di Scampia. Non a caso, nella seconda parte della prima stagione dello show di Sollima, c'è l'escalation di donna Imma: il ruolo delle donne nelle organizzazioni mafiose è prepotentemente venuto a galla negli ultimi anni, ma non bisogna affatto pensare che si tratti di un emergere improvviso. È un'inesattezza storica associare, sin dalle origini nell'Ottocento, le organizzazioni mafiose unicamente al binomio padre-figlio. Secondo diversi studiosi, le donne sono sempre state presenti nelle tre mafie italiane, per quanto l'esasperato maschilismo tipico del mondo criminale abbia sempre teso a negarne la presenza.

Le donne mafiose

Sin dai primi anni le donne hanno infatti svolto ruoli di primo piano all'interno delle cosche. Solo nella ‘ndrangheta, per esempio, è prevista la figura di una "sorella d'omertà", una carica formale che non prevede il giuramento tipico dell'organizzazione. Le donne mafiose sono state coinvolte in molteplici settori, dal traffico di droga e armi all'amministrazione economica fino anche alla riscossione delle estorsioni o alla gestione del denaro illecito. In Cosa Nostra e nella ‘ndrangheta, tuttavia, la presenza femminile non è mai stata appariscente come nella camorra: qui sono state spesso figure femminili a tirare le fila delle attività della famiglia, spesso addirittura programmando i delitti da compiere.

La presenza delle donne nella camorra, peraltro, ne rappresenta l'essenza stessa, in un'organizzazione mafiosa che trova radici in una città come Napoli, nella quale gran parte dell'illegalità urbana è spesso stata gestita da figure femminili. Così come è una pratica comune che le mogli dei boss napoletani si ritrovino a svolgere un ruolo di primo piano nel clan, nel caso il marito finisca in prigione, essendo l'unico tramite tra il capo e il mondo esterno. Ed è proprio questo il ruolo svolto da Imma Savastano, che da semplice messaggera tra gli uomini di Don Pietro e il boss stesso si ritrova ai vertici del clan quando il marito viene trasferito al 41 bis e impossibilitato a qualunque tipo di altro contatto al di fuori di moglie e figlio.

Ma con Gennaro in Honduras e il braccio destro del boss, Ciro, in Spagna, è Imma a caricarsi sulle spalle il peso del clan Savastano. Con conseguenze tragiche, che porteranno alla trasformazione fisica e psicologica di Genny e al tradimento di Ciro, nonché alla morte della stessa donna e al conseguente ritorno di Don Pietro, evaso dal 41 bis durante un trasferimento. Una situazione che costituisce il plot principale della seconda stagione, andata in onda nel 2016 su Sky Atlantic e destinata a consacrare definitivamente la serie di Sollima sul panorama internazionale.

Tra romanzo e realtà

Il personaggio di donna Imma, come abbiamo visto, rappresenta quanto di più possa avvicinarsi alla realtà camorrista: sarà col passare degli episodi di Gomorra - La Serie che, così come il racconto stesso inizia a farsi più romanzato e meno vicino al documentarismo nel corso della seconda stagione, anche il ruolo dei personaggi (principali o secondari che siano) subisce qualche leggero cambio di rotta. Ed ecco che ci ritroviamo un numero maggiore di figure femminili nel racconto scritto da Roberto Saviano e soci: nel corso delle ultime due stagioni, da Scianel a Patrizia, da Marinella a Carmela, ognuna con un ruolo specifico e ben definito. Alle ultime due è stato consegnato un ruolo più marginale, ma comunque importante nello sviluppo di certi personaggi: le azioni di Marinella portano all'incarceazione e alla successiva scarcerazione di Scianel, così come abbiamo visto quanto la morte di Carmela abbia influenzato la psicologia di Enzo Sangue blu, nonché gli eventi sanguinosi e il drammatico finale di Gomorra 3. Le due protagoniste interpretate da Cristina Donadio e Cristiana Dell'Anna, invece, rappresentano il volto più "epico" delle donne di Gomorra: forti, decise e determinate a fare terra bruciata pur di raggiungere i propri obiettivi o proteggere i propri cari. Scianel è una boss spietata, crudele, diventata col tempo una specie di macchietta a causa della sua parlantina verace e dei suoi atteggiamenti spregiudicati, una vera e propria "donna alpha" che disprezza gli uomini e il maschilismo latente presente nella società criminale in cui vive, al punto da voler prendere da sola il potere della malavita napoletana e da sviluppare una vera e propria "ossessione" per Patrizia, invitandola a non cadere mai "vittima" dell'amore per un uomo.

Dal canto suo Patrizia attraversa il processo evolutivo più interessante di tutte le comprimarie femminili: all'inizio coraggiosamente ostile ai metodi dei Savastano e decisa a tenere i suoi fratelli lontani da quel mondo, finisce poi per invaghirsi di Pietro, diventandone amante e braccio destro, nonché unico tramite con il mondo esterno nel suo periodo da latitante; nella terza stagione, con la morte del boss, la sua personalità attraversa caratteri ambigui, rendendosi protagonista di una serie di doppi giochi e apparentemente alleandosi con Scianel. Sarà nell'ultimo episodio di Gomorra 3 che verrà a galla la sua vera natura, uccidendo Scianel e dimostrando di essere rimasta fedele - sin dall'inizio - all'unica famiglia che "non si tocca": i Savastano.
Chi nel bene e chi nel male, insomma, le donne di Gomorra - La Serie hanno sempre esercitato un ruolo di primo piano dietro le quinte del teatro di orrore e sangue scatenato dai protagonisti maschili dello show targato Sky Atlantic. Un'evoluzione che, siamo sicuri, proseguirà anche nella quarta stagione, che potrebbe definitivamente consacrare il personaggio di Patrizia - rimasta, ad ora, l'unica controparte "forte" del gentil sesso al netto di un'Azzurra, la moglie di Genny, destinata semplicemente a recitare la parte di comprimaria a margine - come vera e propria pretendente al trono criminale di Napoli.