I Simpson: top e flop della 30esima stagione

30 anni di Simpson, 30 anni di risate e di avventure spericolate in quel di Springfield. Come avranno festeggiato questo traguardo straordinario?

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Trenta è un numero veramente imponente, quasi spaventoso, quando si parla di una serie tv. Dovrebbe essere un momento di grande celebrazione, perché per arrivare a un simile traguardo significa essere entrati nella storia della tv e ben oltre, nella cultura popolare del proprio paese. Nel caso dei Simpson, nell'immaginario collettivo di molti paesi. Eppure questa 30esima stagione non arriva nel momento migliore per la celebre famiglia gialla di Springfield: è iniziata con delle critiche (la polemica su Apu e sugli stereotipi razzisti veicolati dal personaggio) e si è chiusa nelle critiche (per una canzoncina satirica sullo stato di New York presente nella 21esima puntata).
È inutile nasconderlo, la 30esima stagione fa un netto passo indietro rispetto alle ultime annate decisamente più positive, ma è anche l'emblema di quanto sia complicato in questo preciso momento storico sceneggiare una serie animata la cui comicità si basa soprattutto sugli stereotipi. C'è stata però comunque qualche ottimo episodio, al pari di alcune puntate che proprio non riusciamo a capire come siano state ideate.

TOP - Quando la creatività sale al potere


3. Heartbreak Hotel (30x02)

Veniamo a scoprire che Marge e Homer sono due fan sfegatati di un reality show chiamato "The Amazing Place" (una parodia dell'americano Survivor) e che negli anni hanno tentato in tutti i modi di parteciparvi. Finalmente, con l'aiuto di Bart e Lisa, riescono a essere scelti, ma falliscono subito la prova iniziale e vengono quindi mandati in un hotel dove radunano tutti gli eliminati fino alla fine del programma. Una polizza contro eventuali spoiler o leak, mettiamola così. Heartbreak Hotel è la tipica puntata in cui gli sceneggiatori scelgono di sperimentare, non solo a livello visivo (meravigliosa la sezione in bianco e nero) e citazionistico (tutti a cantare Elvis Presley) ma anche per i rapporti tra i personaggi, in questo caso Marge e Homer. Ne esce una puntata godibile, veloce e priva di momenti morti, con in più un Homer canterino che è sempre l'indizio per della buona qualità, una regola intramontabile.

2. The Clown Stays In The Picture (30x14)

Parodia meravigliosa e a tratti geniale su come un film viene realizzato, basterebbe anche solo questa scarna descrizione per rendere appetibile questa puntata. In pratica, Bart e Lisa indagano sul passato da attore di Krusty - vi innamorerete di Good Cop Dog Cop e ne vorrete assolutamente vedere il sequel - e sulla travagliata storia della trasposizione cinematografica del suo libro preferito, Dune. Cioè, The Sands Of Space, piccolo lapsus.

Per la realizzazione di un simile progetto, tutta la città di Springfield venne chiamata a partecipare sotto gli ordini del regista/attore principale Krusty, che però non sembra molto adatto a prendere decisioni. Davvero brillante, non c'è altro modo per descrivere l'episodio: chiunque sia un minimo avvezzo a ciò che accade dietro le quinte di un film troverà una miniera d'oro tutta da ridere, dalla prima all'ultima scena. E se avete mai girato un lungometraggio amatoriale, vi conviene fare un giro in Messico, magari lì è stato rilasciato ed è diventato un'amata commedia, anche se doveva essere originariamente un dramma esistenziale.

1. My Way On The Highway To Heaven (30x03)

Il vero capolavoro della stagione rimane però questo. Dio e San Pietro discutono, seduti comodamente sul divano in un paradiso semideserto, su dei nuovi criteri per garantire a più persone la salvezza eterna. Potrebbe essere la trama di un episodio a tinte allucinogene di Black Mirror, pensandoci bene. Un incipit magistrale per una puntata che aderisce a uno dei format più acclamati della serie creata da Matt Groening, ovvero tre vicende separate ma con una morale comune.

E vi posso assicurare che qui gli sceneggiatori hanno concepito una delle migliori selezioni di storie di questi 30 anni: risse tra francesi e nazisti al ritmo della marsigliese e di "Non, je ne regrette rien", Siddharta Gautama/Lisa che sopporta il fratello giocare a una versione molto realistica, per così dire, di League Of Legends, una couch gag in cui Homer viene trasportato in una maniera bizzarra nella sigla di Bob's Burger, Dio che non riconosce l'esistenza degli atei e un oceano di osservazioni e strizzatine d'occhio squisitamente acute e attuali. Un episodio fresco, nuovo, diverso, un esempio da cui i Simpson dovranno ripartire per un futuro raggiante.

Flop - Tra superficialità e ripetizione ossessiva


3. E My Sports (30x17)

Uno dei peggiori espedienti per parlare un po' più approfonditamente del tema dei videogiochi per certe fasce d'età. Homer scopre che Bart e alcuni suoi amici hanno formato un team di esport per competere in tornei dai montepremi molto allettanti. Di conseguenza, decide lui stesso di allenarli pur di sfruttare al massimo la situazione. Già il fatto che si stia parlando di una puntata dei Simpson che di comico non ha assolutamente nulla, con alcuni tra i più fiacchi tentativi di parodia degli ultimi anni, la dice lunga. In fondo, però, riesce a scorrere velocemente, senza particolari picchi o oscenità. Amorfa, senza reali contenuti, quando invece le possibilità di satira erano praticamente infinite e i possibili messaggi da mandare a dir poco fondamentali, in America in primis. Uno spreco che non sa di nulla, se non per qualche minuscola parentesi, come l'intera famiglia che vive d'amore e d'accordo senza la presenza di Bart.

2. The Girl On The Bus (30x12)

Lisa, nella sua solitudine priva di amicizie, scorge per caso dal finestrino del pulmino della scuola una ragazza che suona il clarinetto. Nasce così una bella amicizia con Sam, ma Lisa si ritrova costretta a nascondere la verità sulla sua famiglia, particolarmente imbarazzante rispetto ai genitori dotti e acculturati della ragazza. Un po' come con Allison nella sesta stagione. Un po' come con Juliet nella ventesima. C'è davvero poco da dire su questa puntata, ed è palese. Già vista e rivista, e adesso di nuovo, senza novità e senza nuovi spunti. Anzi, possibilmente qui manca ancora più verve rispetto alle altre due. Non atroce, si son viste puntate ben più orripilanti, ma stanca, svogliata, senza ritmo, battute o gag degne di nota. Insipida e insulsa. Non sarebbe ora di trovare un'amica stabile a Lisa?

1. I'm Just a Girl Who Can't Say No (30x20)

Questa è la puntata di cui non si riesce a capire l'esistenza o la genesi, composta da idee incomprensibili e sottotrame indegne del peggior cinepanettone nostrano. In pratica, Marge si assume la responsabilità di dirigere uno spettacolo teatrale, nello specifico un musical rap sul fondatore della città, Jebediah Springfield, scritto da Lisa. Musical, rap, Lisa, Jebediah Springfield: tutti stilemi già fin troppo abusati nel corso degli anni, una puntata già vista, senza alcuna verve o originalità, che mescola elementi totalmente a caso affidandoli ai protagonisti meno adatti.

E non è finita qui: nel frattempo Homer partecipa a delle sedute in palestra chiamate "Daddy and Me" insieme a Maggie, solo per vedere la bella Chloe. Tutto qui, non c'è alcun risvolto e in tutto sono tipo due scene, forse un minuto di visione. Non hanno nemmeno pensato di inserire una minuscola morale sul tradimento e sulla fedeltà, solo per fare contenuto con altre idee trite e ritrite. Neanche questo. Il perfetto coronamento per una puntata che non doveva esistere.