Kingdom Hearts: ha davvero senso una serie TV su Disney+?

Kingdom Hearts potrebbe diventare una serie animata: ha senso un progetto del genere? E cosa potrebbe raccontare?

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  • Kingdom Hearts. Questa parola riecheggia potente nelle menti e nei cuori dei fan del franchise, non senza una punta di timore e - da qualche tempo a questa parte - persino di esasperazione. Dopo una dozzina di titoli, una ramificazione narrativa sempre più complessa e qualche timido accenno di espansione multimediale (esiste già un manga di Kingdom Hearts, tutt'ora in corso), arriva la notizia che nessun appassionato si sarebbe mai aspettato: l'eclettica saga di Tetsuya Nomura potrebbe diventare una serie TV di animazione, pronta a debuttare su Disney+ in un futuro non meglio precisato.

    Un rumor, più che una notizia: una voce rimbalzata per alcune settimane, recentemente (in apparenza) confermata da alcuni autorevoli insider. Un sussurro che sa di bomba, una promessa che sa quasi di rischio. Ma avrebbe davvero senso una serie TV su Kingdom Hearts? Forse sì, ma c'è qualche condizione da rispettare.

    Americano o giapponese? Perché non entrambi?

    Ricapitoliamo cosa "sappiamo" finora. L'epopea di Sora, Paperino e Pippo dovrebbe diventare uno show animato, realizzato in computer grafica in Unreal Engine. Dietro le quinte del progetto tornerebbero i doppiatori americani che, in originale, hanno prestato le loro voci ai protagonisti della serie (e supponiamo sarà lo stesso anche nell'edizione giapponese), e l'occasione potrebbe diventare ghiotta per dare agli eroi di Square-Enix persino un doppiaggio italiano.

    Non conosciamo né lo staff di animazione né i nomi coinvolti nella produzione del progetto. Sarà interessante capire, a tal proposito, quali saranno gli studi coinvolti nella realizzazione della serie: non è da escludere una collaborazione "nippo-americana", con sceneggiatori in forza a Square-Enix pronti a supportare animatori e designer occidentali.

    In realtà, pensiamo che questa occasione rappresenti per Disney una possibilità preziosa e intrigante: accogliere tra le proprie fila uno studio di animazione orientale - se non addirittura una parte del team che ha lavorato agli ultimi capitoli della saga videoludica - e realizzare il primo anime in assoluto da produrre e distribuire su DIsney+. Il colosso americano non è in fondo nuovo a collaborazioni di questo tipo: basti pensare a Star Wars Resistance, che nell'estetica e nello staff stesso richiama diversi stilemi dell'industria nipponica, o ad alcune produzioni animate sugli Avengers, che annoverano uno stile molto simile agli anime giapponesi.

    I dubbi, le speranze e i rischi

    Ma, quindi, c'è bisogno di una serie su Kingdom Hearts? Forse sì, ma come dicevamo dovremmo considerare alcuni fattori. Al momento non conosciamo gli eventuali piani narrativi del progetto, e ignoriamo se la serie TV sarà un adattamento 1:1 dei videogiochi o se la produzione sceglierà di intraprendere strade diverse.

    La nostra speranza è che il progetto non si riveli esclusivamente una copia carbone del materiale originale: certo, la prospettiva di rivivere i primi eventi della saga (giochi pubblicati da il 2002 e il 2005) in una veste grafica moderna, quindi a mo' di remake visivo, è senza dubbio allettante. Gradiremmo, però, che il team andasse oltre, e che seguendo la linea narrativa della saga videoludica riesca ad ampliare o approfondire storyline e tematiche che Tetsuya Nomura ha solo accennato all'interno delle sue creazioni.

    La traccia cronologica e strutturale potrebbe prendere a modello quella della versione manga: una suddivisione in capitoli, in questo caso in stagioni, che scandirebbero l'avanzare della trama attraverso i titoli numerati della saga, inframmezzando tra un macro-evento e l'altro anche le vicende incluse negli episodi "minori" (pensiamo a Chain of Memories o 358/2 Days, tanto per citare i collegamenti tra i primi capitoli della serie, senza neanche scomodare le iterazioni successive prima di KH3).

    D'altro canto non ci dispiacerebbe vedere adattate, in versione animata, le vicende che hanno dato le origini alla saga, incluse nel videogioco mobile Kingdom Hearts Union Cross e per adesso ben lungi dal ricevere un trattamento più esaustivo all'interno dell'universo videoludico, che sia in forma di remake o di pieno supporto all'utenza in tutto il mondo (localizzarlo in italiano, ad esempio, potrebbe rappresentare il superamento di un primo scoglio che impedisce ad una parte del pubblico di approcciarvisi con serenità).

    Sarebbe insomma un'occasione preziosa, tanto per Square-Enix quanto per Disney, per far conoscere la loro creatura al pubblico non strettamente videoludico, ma anche per fornire ai fan della prima ora uno spunto sia narrativo che artistico per espandere ulteriormente l'universo di Kingdom Hearts. Che sia un faro di luce verso chi, nonostante la presenza ormai quasi completa dell'intera serie su PlayStation 4 e Xbox One, non è mai riuscito a fare chiarezza nell'intreccio narrativo di Tetsuya Nomura? O questo fantomatico progetto, piuttosto, si collegherà ai prossimi capitoli per integrare ulteriormente il disegno primario del brand videoludico?