L'amica Geniale affronta con onestà la violenza di genere e le molestie

Gli episodi 5 e 6 de L'Amica Geniale esplorano le conseguenze della violenza sulle donne, nelle sue varie forme.

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Il mondo de L' Amica Geniale è un mondo violento. Il rione si basa su leggi interne dettate da chi è al potere, in questo caso la famiglia Solara, e chi è al potere se l'è guadagnato, appunto, con la violenza. Questo non può che ripercuotersi sulla vita di tutti i giorni dei protagonisti, che abbiamo visto nei precedenti episodi insultarsi, picchiarsi, spararsi. Non ne sono ovviamente esenti le donne della serie, che subiscono la violenza praticata su base quotidiana dagli uomini e la internalizzano al punto di praticarla tra di loro, come nella scena in cui Melina si scaglia contro le donne del palazzo. In un mondo così sfacciatamente e platealmente violento, gli episodi 5 e 6 della serie diretta da Saverio Costanzo si soffermano su un tipo di violenza più subdola e più strettamente legata al genere di chi la perpetra e la subisce.

La Proposta

Il quinto episodio, "Le Scarpe", si apre con Lila (Gaia Girace) che tenta di fare i conti con la sparatoria vista alla festa di Capodanno. La bambina che sfidava i maschi scagliando loro contro dei sassi, la ragazza che andava in giro con un coltello per proteggere le sue amiche e se stessa dalla pericolosa possibilità di un giro in macchina coi fratelli Solara si trova improvvisamente davanti alla concretezza e alla bestialità della violenza che anima il rione, e ciò inizialmente la destabilizza, ma fa poi in modo che la sua difesa si sviluppi in modi alternativi. Se la violenza fisica consumatasi tra i Solara e la famiglia di Lila nasce da motivazioni strettamente materiali e può, quindi, essere dimenticata, quella subita da Lila quando Marcello (Elvis Esposito) la chiede in moglie e la sua stessa famiglia si allea con lui pur di costringerla a sposarlo ha conseguenze più profonde. Gennaro può dimenticare l'umiliazione subita da Marcello per via della sua povertà e della sua posizione sociale inferiore, reso miope dalla possibilità che avere Marcello come alleato possa cancellare del tutto il motivo dell'umiliazione; Lila, però, non può dimenticare la resistenza di Ada, toccata e trascinata in macchina dai Solara contro la sua volontà (anche se la stessa Ada sembra aver deciso di passarci sopra e preferire i Solara come alleati).

Lila vs Solara

Per via delle sue caratteristiche capacità di empatia, Lila ha fatto sua la violenza subita da Ada e da tutte le ragazze molestate dai Solara, ed è decisa a combatterla non più con la forza, che ormai le fa ribrezzo, ma nell'unico modo in cui può, ossia rifiutando Marcello. Resistere a lui, però, vuol dire resistere alla pressione psicologica esercitata da suo fratello e da suo padre: accogliendo Marcello in casa come un figlio diventano sordi alle proteste di Lila, ponendo così una condizione alla sua accettazione nella sua stessa famiglia. Non solo le è stata preclusa la strada dell'istruzione, viene anche forzata in quella del matrimonio, per di più con un uomo che disprezza, per il bene della famiglia. E se Lila si era presa a carico l'umiliazione di tutte le ragazze del rione, qui si trova a combattere da sola. E a vincere.

L'Isola

Nel frattempo, infatti, Elena (Margherita Mazzucco) è a Ischia, a vivere un'estate luminosa e leggera. A Elena è permessa la libertà che a Lila è stata negata, il che le dà spazio per crescere e fiorire, apparentemente lontana dai meccanismi corrotti del rione. Eppure, anche nel piccolo paradiso in cui si trova, il rione la segue, prima di tutto sotto forma di senso di colpa, e in secondo luogo nella persona di Donato Sarratore (Emanuele Valenti). Donato Sarratore, apparentemente, è l'anti-Marcello. È un uomo colto, dai modi gentili, lontano dallo stereotipo di mascolinità machista a cui le donne del rione sono abituate. E infatti conquista Melina, talmente convinta del suo amore per lei da impazzirne, e poi scappa, evitando di assumersi qualsiasi responsabilità e lasciando a lei solo quel che le basta per continuare a desiderarlo e a difenderlo.

I Sarratore

Elena è naturalmente affascinata da lui come lo è da qualsiasi cosa sia lontana dal posto in cui è cresciuta. Lui, poi, è particolarmente interessante per due ragioni. Per prima cosa è l'esempio che dal rione si può uscire, e che esso non costituisce necessariamente un'onta: se Donato Sarratore, che ha vissuto nello stesso posto in cui ha vissuto lei, è riuscito nel suo sogno da bambina, ossia pubblicare un libro, magari può anche lei. Soprattutto, però, Donato è padre di Nino, che è la sua copia in miniatura eppure si dice tanto diverso da lui. Elena si lascia affascinare dal fascino posticcio di Donato in un tentativo di avvicinarsi a suo figlio, più sfuggevole. Non si accorge degli sguardi viscidi che le lancia, del suo interesse morboso per le sue origini umili e per i suoi studi. Donato, che è un uomo vanitoso e insicuro, sa perfettamente su quale tipo di donna è in grado di esercitare attrazione: Elena, per i motivi elencati prima, è una preda facile. Senza contare il fatto che abbia quindici anni. Non solo, quindi, Donato ne guadagna gli sguardi di ammirazione, ma soprattutto la fiducia, e l'illusione di poter essere a proprio agio perché compresa e apprezzata.

Parallele

Come aveva capito Lila, però, e come dice Nino, Donato è un uomo vile, ipocrita e codardo, che fa leva sull'illusione di essere diverso ma, in fondo, è come gli altri. Violento in modo meno evidente, quasi inattaccabile, accoglie Elena trattandola costantemente con sottile condiscendenza, rifiutandosi di vedere oltre ciò che lui ha deciso lei sia. Sfruttando la sua posizione di uomo adulto e rispettabile, si avvicina sempre più a lei fino a prendersi la libertà di violentarla, annullandola così completamente. Elena, infatti, nasconde la cosa per decenni, prima di metterla per iscritto: "Seppi subito che il disgusto nei confronti di sarratore e il ribrezzo che io stessa mi facevo mi avrebbero impedito di aprire bocca", ci dice lei stessa, dando voce alle tante, troppe donne che nella realtà nascondono gli abusi subiti per lo stesso motivo ancora oggi, nel 2018. Oltre alla violenza fisica, ecco allora quella psicologica, che si traduce nel senso di colpa e nella vergogna instillata da Donato in Elena, così abituata alla violenza da non essere pienamente in grado di delineare i limiti di ciò che è lecito e ciò che non lo è.

"L'isola" è un episodio doloroso, che però tratta di un argomento delicato - ed estremamente attuale, nonostante l'ambientazione - con grazia e precisione. Il focus è saldo sulle esperienze di Elena e Lila, dell'impatto che la violenza ha su di loro, di come entrambe reagiscono e la contrastano. Non diventa mai voyeuristico, mai melodrammatico: mostra le due protagoniste in trappola, che vivono esperienze parallele in luoghi diversi, e dà loro lo spazio per resistere. Nel far questo, offre un ritratto limpido e non annacquato dei vari modi in cui la violenza, soprattutto quella di genere, si manifesta. Di come i Donato Sarratore e i Marcello Solara siano ovunque. Di come, però, non siamo sole.