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La tecnica oltre Netflix: con quali camere si girano le serie TV di successo?

Dietro le serie TV di Netflix c'è ovviamente tantissima tecnica: ecco con quali camere il colosso americano realizza i suoi successi...

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Chi è abbonato a Netflix già da un po' lo sa bene: la piattaforma americana non fa che sfornare continuamente prodotti originali di ogni tipo, lato cinema come serie TV. La qualità dei contenuti certo non è sempre a livelli standard, anzi soffre di alti e bassi come del resto è normale che sia, però almeno dal lato tecnico c'è sempre pochissimo da recriminare. La società lavora di continuo allo sviluppo delle app per garantirvi un'esperienza ottimale in mobilità come a casa, non importa che abbiate una console di gioco, un box multimediale o direttamente una Smart TV, e anche via browser la qualità dei file non è affatto male. Inoltre l'intera struttura è molto leggera, flessibile, i file si caricano anche con poca banda e godono sempre delle ultime tecnologie, pensiamo ad esempio al 4K e all'HDR.
Tutte qualità possibili soltanto agli investimenti che la casa di produzione ha fatto in questi anni a livello produttivo, oggi ad esempio andremo a curiosare sui set delle serie TV più famose per capire quali camere siano state utilizzate di volta in volta, e se ci sono delle regole standard da seguire per garantire una qualità minima, magari coinvolgendo anche i lettori della sezione Tech di Everyeye.

4K, 6K e 8K

Partiamo dal fatto che per Netflix le camere da utilizzare su un set si dividono in due categorie: primarie e secondarie. Le prime servono a girare il materiale principale, con gli attori protagonisti, le seconde invece sono fondamentali per eventuale materiale aggiuntivo, B-roll, scene sottacqua o pericolose, durante le quali è persino possibile danneggiare l'attrezzatura. Se sulle secondarie c'è più spazio di manovra, con possibilità di usare modelli dalle caratteristiche differenti, le camere primarie delle produzioni Netflix devono assolutamente avere ALMENO un sensore 4K nativo, è un requisito praticamente fondamentale.
Inoltre devono avere una profondità colore pari a 10-bit Log o 16-bit Linear, la capacità di produrre file RAW con metadati dettagliati e inviare il segnale assolutamente non trattato in nessun modo, senza filtri o altro. Sul mercato esistono molte camere in grado di soddisfare questi requisiti, le più usate da Netflix però sono circa 14, partiamo ad esempio dalla serie più chiacchierata delle ultime settimane: Stranger Things.

RED e Panasonic

La caccia al Demogorgone dei giovani ragazzi di Hawkins è stata girata con la RED Epic Dragon, almeno nel corso della stagione uno. Con la stagione due è stato fatto un piccolo salto in avanti, ovvero si è passati alla RED Weapon Helium, una camera che senza "potenziamenti" costa circa 50.000 dollari in grado di registrare file RAW Redcode a 6K e 8K, con l'ausilio di obiettivi professionali Leica Summilux-C. La RED Epic Dragon torna invece protagonista anche sui set delle principali serie TV Marvel, come ad esempio Daredevil, Luke Cage, Jessica Jones e The Punisher. Iron Fist e i Defenders hanno invece potuto contare sulle RED Weapon Dragon. Per trovare qualcosa di più "modesto" bisogna andare sul set di Master of None, la premiata serie ideata da Aziz Ansari, che ha sfruttato una camera leggera e versatile come la Panasonic VariCam 35, un dispositivo professionale che costa all'incirca 17.000 dollari.
Una soluzione meno "epica" rispetto alle serie che abbiamo nominato prima, non a caso la qualità dell'immagine differisce molto, ma adatta allo scopo. Le storie raccontate in Master of None hanno un "che" di familiare, sono intime, divertenti, leggere, e necessitano di un tipo d'immagine "più morbida", confortevole, segno che a volte la scelta della camera da usare dipende anche dal risultato finale che si vuole ottenere (oltre ovviamente al costo).

La rivincita di iPhone

Se escludiamo dunque Master of None, sembra proprio che RED detti legge in campo professionale, almeno all'interno di Netflix. In realtà anche le camere ARRI (marchio storico dell'era analogica che si è completamente reinventato negli ultimi decenni) hanno le loro belle serie TV da mostrare: pensiamo a Orange is the New Black per esempio, dove incontriamo la ARRI Alexa, la medesima camera che ha girato qualche scena di Luke Cage. Per girare Icarus invece la grande N si è affidata a una Canon C300, una macchina già più abbordabile da parte di noi comuni mortali, e una Canon C300 Mark II per The Confession Tapes.
Ovviamente sino ad ora abbiamo parlato di camere primarie, tornando invece alle camere secondarie è curioso venire a sapere che per American Vandal la troupe ha usato spesso un iPhone per le scene dal look amatoriale, l'esempio perfetto per capire che per completare le scene principali si può usare davvero di tutto, purché sia funzionale al prodotto finale. Dunque ora sapete di cosa avete bisogno per dare ai vostri filmati un aspetto professionale, degno di finire su Netflix; ovviamente la qualità finale non è data solo dalle camere, bisogna considerare la caratura degli obiettivi, la post-produzione e altri mille fattori che soltanto i professionisti sanno come gestire al meglio, ma almeno sapete da dove partire.