Da Lost a The Walking Dead: addio a Fox, pioniere della serialità in Italia

L'estate del 2022 segna il doloroso addio ad un colosso dell'intrattenimento: dal 1 Luglio il canale Fox ha chiuso per sempre le trasmissioni.

Da Lost a The Walking Dead: addio a Fox, pioniere della serialità in Italia
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Il pianeta delle serie tv è una piccola meteora se rapportato all'interno della galassia cinematografica, inizialmente pensato per tappare i buchi di un palinsesto televisivo in evoluzione, negli ultimissimi anni ha invece goduto di seguito spropositato: questa esplosione in popolarità è coincisa con un aumento sostanziale del valore medio delle sue produzioni, le quali cominciarono prima a flirtare con i generi destinati al grande schermo per poi distaccarsene e trovare una dimensione tutta loro. La durata inferiore rispetto ad un lungometraggio e la distribuzione periodica degli episodi si uniscono ad una sceneggiatura che punta in maniera decisa sui cliffhanger finali per alimentare l'attesa e la chiacchiera mediatica, attraverso modalità di proposizione che nascono e si evolvono negli Stati Uniti mentre tutto il resto del mondo è costretto ad inseguire le ultime mode.

La serialità in Italia si è distaccata con difficoltà dalle programmazioni generaliste, ma quando ci è riuscita ha dato il via ad un uragano di novità che tuttora vortica e seduce un numero sempre crescente di appassionati, ed è giusto sottolineare come sia stato il palinsesto di una tv satellitare ad accendere la miccia per questa magnifica deflagrazione divisa in puntate: Fox ha portato nel bel paese un modo tutto nuovo di godere la tv, ha offerto programmi mai visti prima e si è fatta pioniera dell'intrattenimento grazie ad un tipo di proposta che è di fatto diventata la consuetudine dei nostri giorni. Dal primo luglio questa icona della serialità ha cessato di esistere, ma il suo contributo al genere rimane tuttora impareggiabile.

Dispersi e felici

La costola dedicata all'intrattenimento del colosso mediatico guidato da Rupert Murdoch poteva contare sui diritti di trasmissione di un numero sconfinato di serie tv, ed una delle intuizioni migliori è stata dividerle per generi in reti diverse - riempendone i palinsesti di repliche nel corso della giornata per tenere la memoria dell'utente sempre fresca e catturare anche coloro che si sono persi le prime messe in onda - creando una targhettizzazione che rendeva felici gli spettatori consapevoli dei loro gusti: Fox Crime era il canale per gli amanti del giallo e del mistero, Fox Animation era sempre fisso sulle tv degli appassionati dei Simpson e di Futurama, mentre Fox Life ha letteralmente inserito nella cultura italiana la serialità Factual, il genere oggi più seguito a livello mondiale, che prima dell'avvento di Fox nemmeno esisteva nel nostro paese.

Ma non è solo nell'abbondanza proposta che va ricercata l'importanza del palinsesto, perché la qualità portata sui nostri schermi - unita al dilagare culturale di un mondo serial da noi ancora immaturo - ha lanciato veri e propri tormentoni televisivi. Sul canale satellitare abbiamo seguito le avventure dei sopravvissuti al volo Oceanic 815, con quel Lost che è diventato un cult immortale della tv, capace di convincere un pubblico poco avvezzo alle novità ad attendere la messa in onda in contemporanea (o quasi) con gli Stati Uniti, guardando l'ultimo episodio senza doppiaggio, solo per soddisfare immediatamente la sete di conoscenza accesa da quei finali sospesi.

Lo stesso trattamento da opera imprescindibile ha reso The Walking Dead un fenomeno globale, proprio come Gray's Anatomy - trasmessa in Italia ancora dai lungimiranti produttori Fox - inchiodata oggi nei palinsesti di quasi tutte le reti generaliste, mentre l'ultima grande serie tv ad essersi conclusa sul canale è stata This Is Us.

La fuori serie leggendaria

Abbiamo finora elogiato questo iconico palinsesto satellitare per la sua innovazione, per aver dato finalmente un senso concreto alla serialità e per essere riuscito a cambiare le abitudini televisive degli italiani, ma abbiamo lasciato per il finale il motivo che ci lega con più affetto a questo canale scomparso: Fox ha prodotto e trasmesso Boris, un italianissimo capolavoro senza tempo che ha inciso sulla cultura popolare come pochissimi altri prodotti seriali sono riusciti a fare.

Il pretesto narrativo della serie tratteggia un vero e proprio salto nel vuoto da parte dei responsabili Fox, perché sembrava impossibile rendere avvincenti le peripezie di un addetto ai lavori sul set di una pessima fiction italiana, eppure la gigantesca popolarità riscontrata dalla serie è davanti ai nostri occhi (del cuore) a dimostrarci il contrario. L'apparente genere di nicchia ha portato ad ascolti poco confortanti sul canale satellitare, ma nonostante ciò la produzione è continuata fino alla stagione conclusiva - mentre la quarta andrà in onda su Disney+, e noi ci siamo lanciati in supposizioni chiedendoci come sarà Boris 4 - con i dirigenti consci del fatto che la fama di Boris proveniva soprattutto dal mondo nero della pirateria e dello streaming.

La storia ha voluto che potessimo godere di questa serie fenomenale fino al suo epilogo anche senza un guadagno sostanzioso da parte del network, perché in Fox erano consapevoli che non stavano semplicemente trasmettendo un programma, ma - ancora una volta, come hanno fatto per quasi 20 anni di onorabilissima carriera - stavano cambiando per sempre il corso della serialità italiana.