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Luke Cage, l'eroe indistruttibile della Marvel

Mentre sbarca su Netflix la seconda stagione delle sue avventure televisive, ripercorriamo la storia dell'eroe dalla pelle impenetrabile.

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È dal 1972 che Carl Lucas, alias Luke Cage, occupa le pagine delle pubblicazioni della Marvel Comics, sia da solo che come membro di squadre come gli Avengers, i Fantastici Quattro, i Thunderbolts e, come visto anche sullo schermo con la sua trasferta su Netflix, i Defenders (dove appare anche l'amico Iron Fist, con il quale Luke forma un duo eroico da anni). Un personaggio emblematico, storicamente importante in quanto primo supereroe di colore ad avere diritto a un mensile tutto suo (Black Panther, creato nel 1966, dovette aspettare fino al 1977), dall'impatto culturale significativo, anche in aree inattese: quando negli anni Ottanta il giovane attore Nicolas Coppola, appassionato di fumetti, scelse di cambiare nome per evitare accuse di nepotismo (suo zio è Francis Ford Coppola), si ispirò a Luke e divenne così Nicolas Cage. In occasione della sua seconda stagione personale, abbiamo voluto ripercorrere la storia cartacea e televisiva del personaggio. Attenzione: questo articolo contiene spoiler dei nuovi episodi.

Eroe in vendita


La caratteristica principale di Cage è che, a differenza della maggior parte degli eroi Marvel, lui non usa i propri poteri, ottenuti grazie a una procedura sperimentale mentre era in prigione per un crimine che non aveva commesso, per motivi altruistici. Tornato nella natia Harlem dopo essere evaso, Carl Lucas, divenuto ora Luke Cage, decide infatti di mettere le proprie capacità - forza sovrumana, pelle praticamente impenetrabile e guarigione accelerata - al servizio del migliore offerente. Questa filosofia rischia di compromettere la sua collaborazione iniziale con i Defenders, e la situazione viene risolta quando il facoltoso Nighthawk offre a Cage un vero e proprio stipendio per evitare che lui abbandoni il team. Successivamente, con l'avversario divenuto amico Iron Fist, Cage - noto anche come Power Man - fonda una vera e propria agenzia, gli Eroi in Vendita, ma il duo si scioglie provvisoriamente quando Luke viene accusato dell'apparente omicidio dell'amico e costretto a diventare latitante, salvo poi essere scagionato quando si scopre che Iron Fist è ancora vivo.

Una relazione tormentata


Nell'autunno del 2001, quasi trent'anni dopo il suo debutto cartaceo, Cage diventa un comprimario importante in Alias, la serie inaugurale dell'etichetta per adulti Max Comics, con protagonista Jessica Jones. I due sono al centro, nel primo numero, di una scena di sesso, ma il loro rapporto si evolve successivamente in termini più convenzionali, arrivando fino al matrimonio e alla nascita della loro figlia.

Nello stesso periodo ha luogo la versione fumettistica di Civil War, incentrata sullo smascheramento dei supereroi, e qui entra in gioco la componente politica della caratterizzazione di Cage, il quale rifiuta di registrarsi e diventa uno dei Secret Avengers guidati da Captain America, perché secondo lui la proposta di legge è simile alle procedure di segregazione razziale in voga fino al 1965. Un passo in avanti di non poco conto per un personaggio che, a differenza del più anziano T'Challa, fu inizialmente creato per sfruttare il filone cinematografico della Blaxploitation, senza per forza pensare al sottotesto sociopolitico.

Dalla carta allo schermo


La Sony inizia a progettare un lungometraggio dedicato a Luke nel 2003, con John Singleton come favorito per la regia mentre per il ruolo principale vengono fatti i nomi di Jamie Foxx, Dwayne Johnson e Idris Elba. Dopo diversi tentativi infruttuosi, i diritti del personaggio tornano in mano alla Marvel, che decide di rendere Cage uno dei quattro Defenders nell'ambito della sua partnership creativa con Netflix. In questa sede Luke debutta nella prima stagione di Jessica Jones, omaggiando i primi numeri di Alias, mentre nella sua serie personale intreccia una relazione con Claire Temple, la sua prima compagna nella cronologia fumettistica dopo che lui ha ottenuto i suoi poteri.

La prima stagione delle sue avventure in solitario è un urlo di rabbia contro le ingiustizie subite dagli afroamericani, con allusioni esplicite sul piano tematico e visivo ai soprusi della polizia e movimenti come Black Lives Matter. Un'esplorazione tematica che continua nel secondo ciclo, ma non senza dimenticare le radici cartacee del personaggio: in vista di un possibile evento crossover simile a The Defenders, Luke fa nuovamente squadra con l'altro Eroe in Vendita, Iron Fist. Ma la vera svolta è nell'episodio finale, dove il vigilante invulnerabile scopre di essere l'erede della defunta Mariah Dillard e diventa a tutti gli effetti il boss di Harlem. Un'evoluzione dai toni volutamente ambigui e legati all'attualità poiché Luke adotta lo slogan "Make Harlem Great Again!", un rimando esplicito ai metodi, filosoficamente opposti ai suoi, di Donald Trump, emblema del peggio di New York. E se Cage fosse destinato a diventare ciò che ha sempre combattuto? La risposta, probabilmente, negli anni a venire.