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Manifest: la serie che ritorna su Netflix è il nuovo Lost?

Ripercorriamo il travagliato percorso di Manifest, lo show cancellato e poi ripreso da Netflix che ha più di un'analogia con Lost.

Manifest: la serie che ritorna su Netflix è il nuovo Lost?
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È inutile negarlo, dopo il finale di Lost avvenuto ormai più di dieci anni fa, sentivamo la mancanza di una serie che potesse farci riassaporare quel gusto fantascientifico con il quale gli episodi di Abrams e Lindelof ci avevano tanto deliziati. È per questo che vogliamo portare alla vostra attenzione la serie Manifest, un titolo sicuramente di nicchia, sconosciuto ai più, che nelle ultime settimane ha scalato la classifica Netflix dominandola. Uno show dal percorso travagliato - Manifest è stata cancellata alla terza tornata di episodi, eppure Netflix ha ordinato una nuova stagione di Manifest -, ma vale la pena soffermarci a chiedere: stiamo forse assistendo ad un Lost 2.0?

I misteri del volo 828

A dare il la alla nostra storia è ancora una volta un aereo. In Manifest, però, sarà il volo 828 a catapultarci in una realtà che rasenta sia la tragedia che il soprannaturale. Nel primo capitolo, troviamo Ben Stone e la sua famiglia costretti a dividersi in due voli differenti per tornare a casa.

Il primo atterra senza problemi, ma l'aereo Montego 828 prima di giungere nell'aeroporto di destinazione va incontro ad una turbolenza e ad un destino beffardo. Se infatti per i passeggeri si è trattato solo di un attimo di paura durante il quale il tempo non sembra essere passato, per chi è rimasto a terra sono trascorsi cinque anni e mezzo. La prima stagione si concentra principalmente sulla reunion della famiglia Stone. Ben e Michaela, i gemelli, e il figlio di lui, Cal, sono tra i passeggeri del volo 828 e si ritrovano a dover affrontare una realtà del tutto mutata una volta tornati a casa. Ad aggiungersi ai drammatici cambiamenti che i nostri protagonisti devono affrontare e accettare, vi è l'elemento mystery thriller dal sapore così familiare eppur mai sgradito. Michaela e Ben, insieme a tutti i passeggeri del volo 828, percepiscono la presenza di una voce nella loro testa, che li guida e li fa assistere a fenomeni inspiegabili. E mentre i gemelli cercano di scoprire la verità, ogni strada da loro percorsa li porta a dedurre che il tempo in cui i passeggeri sono scomparsi corrisponde a quello che rimane loro da vivere.

E se la prima stagione si conclude con un sapore amaro, la seconda tranche di puntate della serie fantascientifica allude chiaramente ad un futuro di speranza per i protagonisti. In questa season oltre ad assistere ad un episodio di sopravvivenza alla propria data di morte prefissata, si aggiunge al cast di personaggi anche la figlia di due passeggeri del volo 828, considerata il futuro e l'evoluzione della razza umana, poiché è la prima ad aver ereditato l'anomalia genetica senza essersi trovata sul volo della Montego, né essendo stata esposta al fulmine oscuro. Ma il vero quesito con cui ci lascia la seconda stagione è decisamente più intrigante; sembrerebbe infatti che i passeggeri atterrati cinque anni e mezzo dopo non siano davvero quelli del volo della Montego Airlines.

Cambio di prospettiva

La terza stagione irrompe in modo sicuramente più maturo, scollegandosi dalle vicende strettamente incentrate sulla famiglia Stone. Questa penultima stagione, vuole mandarci un messaggio chiaro: la vita non è facile come lo spettatore può credere e non basteranno le buone intenzioni dei nostri protagonisti per salvare tutti. Comprendiamo questo concetto con l'apparizione di un ulteriore personaggio speculare a Ben, Eagan, il quale sarà per tutta la season in competizione con il protagonista per decretare chi dei due sia in grado di guidare al meglio il gruppo di passeggeri. Ma loro due non saranno l'unico binomio a spaccare in due la stagione; infatti, questo arco narrativo sarà diviso sia al livello di trama che di ideologie e soprattutto, di narrazione delle stesse.

Ed è così che esploriamo nella prima metà un clima di grandi aspettative, ma amare conclusioni, nonché l'estremo legame tra personaggi e l'ineluttabilità del loro destino. Nella seconda metà, invece, queste sensazioni lasceranno spazio all'esplorazione di un complesso percorso di redenzione fino ad arrivare ad un finale non privo di difetti ma decisamente interessante, intriso di tematiche religiose e di simbolismi satanici, che si aggiungono al già straripante cocktail di domande alle quali questa terza stagione non è riuscita ancora a dare una risposta.

Da questo punto di vista, speriamo vivamente che Manifest non sia il degno successore di Lost, ma per fortuna avremo i venti episodi della quarta ed ultima stagione di Manifest pronti a soddisfare, o deludere, tutte le nostre curiosità (a proposito, avete già letto le 5 folli teorie su Manifest?). Nell'attesa di ricevere aggiornamenti, adesso la parola passa come sempre a voi. Cosa ne pensate della serie con protagonista il volo 828? Fateci sapere la vostra nello spazio riservato ai commenti.