Speciale Millennium

La seconda serie creata dalla mente geniale di Chris Carter

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Millennium

“This Generation is a wicked generation; it seeks for a sign, and yet no sign shall be given to it...”
Millennium, il secondo telefilm di Chris Carter, creato nel 1996 quando la Fox gli chiese se poteva tirar fuori dal suo cilindro magico un altro prodotto di grande qualità e di successo come X-Files. Carter rispose di avere già pronto qualcosa, affermando che tra le sue varie ispirazioni per questo nuovo progetto c'era il thriller Seven di David Fincher. La serie conta tre stagioni, andate in onda tra il 1996 e il 1999 ed è ambientata negli anni che porteranno quindi al nuovo millennio, l'anno 2000. La storia vede protagonista l'ex agente dell'FBI, Frank Black, un consulente con l'abilità, o il “dono”, di vedere nella mente dei criminali, al servizio di un gruppo misterioso chiamato Millennium.

Wait....Worry....Who Cares?

Frank Black, oltre ad essere un ex agente dell'FBI, è anche un profiler forense che lavora con il gruppo Millennium e funge da consulente per alcuni terribili casi di omicidio. Frank, come abbiamo detto, ha un dono, quello di vedere il mondo attraverso gli occhi degli assassini e dei serial killers, anche se lui non si definisce assolutamente un sensitivo. Frank si è trasferito a Seattle con sua moglie Catherine e sua figlia Jordan, dopo che qualcuno aveva cominciato a mandargli foto di sua moglie per spaventarlo...riuscendoci, dato che Frank cadde in uno stato di totale paranoia, non riuscendo più ad uscire di casa e sentendosi sempre in dovere di proteggere perennemente la sua famiglia. Peter Watts, membro del gruppo Millennium, lo convinse però a sfruttare il suo dono entrando a far parte del gruppo, con lo scopo di difendere le persone dal male di questa generazione, offrendogli in cambio la protezione per la sua famiglia. La prima stagione di Millennium si concentra molto su casi non collegati a quello che sarebbe il poco delineato plot principale, quasi tutti gli episodi della stagione saranno infatti incentrati sulla cattura di terrificanti serial killers e solo occasionalmente ci saranno dei riferimenti a quello che è il vero scopo del gruppo. La serie mostra da subito come l'elemento religioso sia assolutamente importante all'interno di essa, se già in X-Files la religione fu un elemento trattato in diversi episodi, soprattutto per la fede di Scully, in Millennium questo elemento sarà una costante della serie, sia per quanto riguarda Frank, la sua famiglia e diversi casi su cui Frank indagherà, ma soprattutto perchè il gruppo Millennium è stato creato in base a forti credenze religiose basate su antiche profezie. Proprio come X-Files, la serie parte alla grande, il pilot della serie è sicuramente uno dei migliori episodi della prima stagione e non solo, Frank, arrivato a Seattle, deve subito investigare su una serie di omicidi a sfondo sessuale commessi da un serial killer guidato da alcune profezie. Tutti gli episodi della prima stagione sono degni di nota, nello specifico è giusto citare 522666, dove Frank e Peter investigano su un dinamitardo seriale che si eccita nell'assistere all'esplosione delle sue bombe, oppure Covenant, episodio nel quale Frank deve sviluppare il profilo psicologico di uno sceriffo che ha ucciso la propria famiglia. Due episodi saranno invece fondamentali per l'introduzione di quello che potrebbe essere l'unico vero nemico principale della serie: nel terrificante episodio Lamentation sarà infatti introdotto il personaggio di Lucy Butler, che rivedremo già nell'episodio successivo Powers, Principalities, Thrones and Dominions. Il finale di questa prima stagione sarà poi collegato all'inizio della serie, ma sarà “diviso” con l'episodio iniziale della seconda stagione.

The time is near...

La seconda stagione porta uno stravolgimento alla serie, purtroppo del tutto negativo, questo a causa del fatto che Chris Carter tornò a concentrarsi esclusivamente su X-Files, lasciando la seconda stagione di Millennium in mano a Glen Morgan e James Wong, già sceneggiatori di alcuni episodi di X-Files e creatori di Final Destination. I due purtroppo stravolsero tutto ciò che aveva fatto Chris Carter nella prima stagione, aggiungendo elementi sovrannaturali alla serie ma, soprattutto, aggiungendo un black humor alla X-Files che però stona completamente con l'aspetto decisamente serioso di Millennium. A differenza della prima serie, la mitologia di Millennium si sviluppa molto di più in questa stagione, rivelando i veri intenti e i veri obbiettivi del gruppo e portando Frank a scontrarsi spessissimo con i membri di esso. Verrà inoltre aggiunto un nuovo personaggio, quello di Lara Means, che entrerà a far parte del gruppo Millennium e mostrerà un'abilità simile a quella di Frank, anche se mai ben definita. In quello che è definibile un vero e proprio disastro ad opera di James Wong e Glen Morgan, ci sono comunque alcuni episodi salvabili, sicuramente il primo episodio della stagione, The Beginning and the End, direttamente legato all'ultimo della prima, Midnight of the Century, episodio legato al natale e alla riconciliazione di Frank con suo padre e poi Luminary, episodio chiaramente basato sul libro Into the Wild ma anche su Steve Faltham, che nel 1991 lasciò un lavoro sicuro ed una bella casa per vivere in un vecchio e malandato furgone sulle fredde rive di Loch Ness. Luminary cerca di capire perchè le persone facciano certe cose e si domanda invece quanto lontani saremmo noi dal farle. Altri episodi degni di nota sono In Arcadia Ego, che affronta argomenti sensibili come la viltà dell'omofobia messa contro il calore dell'amore corrisposto e A Room with no view, altro episodio dedicato a Lucy Butler, con Christopher Masterson di Malcolm in the Middle vittima di un rapimento. Nonostante lo humor aggiunto alla serie non sia stata assolutamente una scelta positiva, un episodio come Somehow, Satan Got Behind Me è da citare, pieno di black humor; quattro demoni terreni camuffati da uomini di mezza età discutono della condizione umana e delle loro ultime avventure nella ricerca di anime da dannare e mandare all'inferno. Per quanto gli episodi citati possano essere buoni, non bastano per alzare il livello di una stagione che, come detto, è un disastro che si concluderà con un finale confusionario, illogico e senza senso.

...The time is now!

Nella terza stagione diremo finalmente addio a James Wong e Glen Morgan, dando il benvenuto a Chip Johannessen, già produttore della serie e scrittore di alcuni dei migliori episodi, soprattutto della stagione passata. Chris Carter sarà presente soprattutto all'inizio per rimediare a tutti i punti negativi lasciati da Wong e Morgan. Frank tornerà a vivere a Washington D.C. e tornerà a lavorare con l'FBI, dove avrà anche una partner, Emma Hollis, interpretata da Klea Scott, che diventerà un po' la “protetta” di Frank, essendo una giovane e promettente agente speciale. Emma, oltre a voler fare carriera, dovrà anche occuparsi del padre malato di Alzheimer, fatto che diventerà fondamentale alla fine della serie; il cast poi sarà leggermente modificato: rimosso il personaggio inspiegabile di Lara Means, anche Peter Watts avrà una presenza molto meno assidua, per questo saranno presenti nuovi personaggi. Uno dei migliori episodi della stagione,...Thirteen Years Later, annovera la mitica presenza dei Kiss, in una puntata ricca di citazioni Horror, dove Frank ed Emma indagheranno su un killer che inizia a sterminare i membri di una produzione cinematografica basata su un caso che Frank risolse alcuni anni prima. Da un episodio più humor passiamo ad un episodio decisamente più forte, come Through a Glass, Darkly, puntata meditativa, che tocca argomenti che la maggior parte dei telefilm non toccherebbero nemmeno con i guanti, avventurandosi infatti nel territorio delle molestie ai bambini. Tom McCleister offre una prestazione emozionante nel ruolo di Max Brunell, mentre la sceneggiatura ci lascia incerti fino alla fine. La puntata Antipas vedrà invece l'ultima apparizione di Lucy Butler, in quello che, scritto da Chris Carter, è probabilmente il miglior episodio della stagione. Lucy Butler vuole distruggere la famiglia di un politico ed avere un bambino da Frank. In Millennium non ci sono mostri, creature o alieni come in X-Files, nella serie i mostri sono quelli che risiedono dentro ogni uomo, questo episodio è però una particolare eccezione, così come gli altri episodi con Lucy Butler. La stagione, e quindi la serie, si concluderà con un finale tutt'altro che esaustivo, questo a causa del fatto che furono girati due finali, uno nel caso in cui la serie fosse stata rinnovata per la quarta stagione e l'altro nel caso in cui, come è poi successo, la serie fosse stata cancellata. Millennium quindi non riuscì ad arrivare al Millennio, non come serie almeno, dato che Chris Carter riuscì finalmente a fare il tanto chiaccherato CrossOver con X-Files, nell'episodio omonimo della settima stagione, Millennium. L'episodio ci porterà nel ventunesimo secolo, ma prima Mulder e Scully chiederanno aiuto a Frank Black per fermare dei fanatici religiosi. Questo CrossOver comunque non sarà purtroppo, o forse dovremmo dire fortunatamente, un finale per Millennium, ma lascerà ancora una volta la porta aperta ad un ipotetico seguito.

This is who are

Quando Chris Carter mostrò Millennium ai produttori della Fox per la prima volta, ci fu subito qualche problema a causa delle possibili censure. Millennium infatti, a differenza di X-Files, possiede uno stile, soprattutto a livello visivo, decisamente più freddo ed oscuro, con immagini ben più cruenti che quasi non si curano della possibile sensibilità dello spettatore medio. Chris Carter riuscì comunque a non far censurare la sua creatura, permettendo così alla serie di esprimersi al meglio nella prima stagione. Questo anche grazie ad una regia sensazionale, affidata quasi sempre a Thomas J. Wright, abile nel proporre scene agghiaccianti ma anche scene più evocative, come ad esempio nel già citato Luminary, dove Wright riesce davvero a farci percepire l'immenso freddo dell'Alaska, con una regia che rispecchia perfettamente l'aspetto introspettivo ed umano dell'episodio. Il cast poi è eccezionale, Chris Carter aveva sempre voluto lavorare con Lance Henriksen e finalmente lo convinse, affidandogli il ruolo di protagonista assoluto in Millennium, ossia quello di Frank Black. Henriksen offre prestazioni eccezionali come pochissimi altri attori nella storia del telefilm, la sua calma in alcune scene è a dir poco disarmante ma saprà regalarci anche momenti di tensione. Henriksen è però supportato da un'ottima Megan Gallagher come Catherine Black e da Terry O'Quinn come Peter Watts. Esattamente come in X-Files poi, anche gli attori occasionali che interpretano i criminali della settimana toccano vette davvero alte di eccellenza, oltre al già citato Tom McCleister, meritano una citazione attori come Joe Chrest nel ruolo del dinamitardo della prima stagione, Rodney Eastman nel ruolo di Sammael, personaggio che sembrerebbe una sorta di arcangelo, e, ovviamente, la fantastica Sarah-Jane Redmond nel terrificante ruolo di Lucy Butler. Impossibile non parlare delle epiche musiche di Mark Snow, che in Millennium riesce ad eccellere tanto quanto in X-Files, con tracce inquietanti ma in alcuni episodi anche poetiche, per non parlare poi della geniale theme song della sigla della serie, dallo stile celtico che si inserisce tra le migliori di sempre. Da vincitore, o meglio, da vincitrice, ne esce come sempre la scrittura di Chris Carter e compagnia. Soprattutto nella prima stagione, Millennium è capace di offrire sceneggiature incredibili strabordanti di cultura, nonché di citazioni religiose, derivanti soprattutto da testi apocrifi del tutto in linea con le idee del gruppo Millennium. Quando abbiamo parlato dei contenuti decisamente più forti di Millennium rispetto ad X-Files, non ci riferivamo solo a quelli visivi, anche il linguaggio è molto più freddo, soprattutto quando Frank si riferisce a degli omicidi, per esempio, a sfondo sessuale come nelle puntate 522666 e Broken World.

MILLENNIUM - SPECIAL MAN IS THE CRUELEST ANIMAL I smell blood and an era of prominent madmen. Millennium è un prodotto assolutamente controverso: capolavoro innovativo ed indiscutibile nella prima stagione, disastro ad opera di Wong e Morgan nella seconda e paziente ricucito e rattoppato nella terza. Un'opera potenzialmente geniale, con un'anima propria e ben differenziata da X-Files, che dopo una sola stagione ha avuto una vita travagliata. Nonostante ciò, Millennium è un qualcosa che riesce ottimamente a scavare dentro di noi, violando il nostro intimo, le nostre paure e i nostri timori, penetrandoci quasi sotto la pelle, proponendosi agli spettatori più attenti e recettivi che non hanno paura di aprire la mente ad un qualcosa di più complesso, che non si lasciano intaccare dalla spietatezza delle immagini e di alcuni dialoghi. Ancora oggi Millennium è privo di un vero finale; se è vero che la questione “Millennio” si sia conclusa tramite il crossover con X-Files, è anche vero che molte sono le questioni ancora aperte per la serie, motivo per il quale da anni Lance Henriksen e Terry O'Quinn stanno portando avanti la loro personale campagna per riuscire un giorno a tirar fuori un film, esplicativo se non conclusivo, del secondo figlio della mente di Chris Carter, conosciuto come Millennium.