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Monty Python's Flying Circus: la rivoluzione televisiva Made in UK

È disponibile su Netflix il celeberrimo programma comico inglese, un prodotto il cui spirito erudito e anarchico rimane intatto dopo quasi 50 anni.

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Dal 5 ottobre 1969 al 5 dicembre 1974 la BBC fu la sede ufficiale della follia umoristica dei Monty Python, cinque inglesi e un americano uniti dal desiderio di far ridere in modo insolito, irriverente e intelligente. Ora sono disponibili su Netflix le malefatte televisive di Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin, 45 episodi (di cui sei senza Cleese, che lasciò la serie al termine della terza stagione) all'insegna della satira, del surrealismo e della libertà creativa pura, un autentico fenomeno culturale il cui impatto si fece sentire anche fuori dall'Inghilterra. Basti pensare che Lorne Michaels, il creatore di Saturday Night Live, ha esplicitamente citato i Python come fonte di ispirazione per il celebre varietà statunitense (dove Cleese e Palin ricrearono nel 1997 il mitico sketch del pappagallo), e per lo spettacolo di commiato del gruppo nel 2014 si sono offerti come partecipanti speciali anche comici internazionali come il canadese Mike Myers, la cui passione per il sestetto è evidente nella sua abitudine di interpretare personaggi britannici come Austin Powers.

Abbasso le istituzioni!


Forti del loro background accademico (Chapman e Cleese si conobbero a Cambridge, dove aveva studiato anche Idle, mentre Jones e Palin dettero inizio alla loro partnership creativa a Oxford), i Python mettono spesso alla berlina gli organi di potere con una grande ferocia satirica, evidente soprattutto nello sketch del Ministero della Camminata Strana, dove Cleese si dà a notevoli acrobazie mentre spiega che esiste un ramo del governo interamente dedito allo studio delle camminate bislacche delle persone ("Scusi il ritardo, la mia camminata si è fatta più strana ultimamente, e quindi ci metto di più ad arrivare al lavoro"). Sono frequentemente prese di mira anche la stessa BBC e la polizia, sempre con lo stesso tocco anarchico ma erudito, ed è proprio l'intelligenza a contraddistinguere l'approccio dei Python, che basano molti sketch su premesse insolite come la filosofia o la letteratura (una parodia dei quiz televisivi richiede l'abilità di riassumere l'opera di Marcel Proust), dando anche agli argomenti meno raffinati un certo tocco di classe ("E ora qualcosa di completamente diverso: un uomo con tre chiappe!").

Formula atipica

Pur ponendosi volutamente come qualcosa di difficile da categorizzare (il che portò alla creazione dell'aggettivo "Pythonesque" in inglese), lo show non è del tutto immune alle regole della serialità per i programmi a sketch: tre diverse formule introduttive fanno parte dell'incipit della maggior parte delle puntate (e in casi contrari ci viene ricordato apertamente), e alcuni personaggi fanno capolino in più episodi, soprattutto il misterioso cavaliere che picchia la gente con un pollo di gomma (una delle poche performance fisiche di Gilliam, il cui ruolo principale era realizzare le transizioni animate). Questo senza dimenticare l'Inquisizione Spagnola, che fa irruzione in sketch a caso per tutta la durata dell'episodio salvo poi farsi "sconfiggere" dai titoli di coda. Come direbbe Amleto, c'è molta logica in tale follia, ma pur sempre follia rimane, e il programma stesso non è che una piccola parte del genio dei Python, con alcune chicche invisibili sugli schermi: tra la terza e la quarta stagione il team ricevette una lettera dove una spettatrice esprimeva il proprio disappunto per le voci sull'omosessualità di uno del gruppo (Chapman, scomparso nel 1989, era gay). Dato che Cleese aveva lasciato la serie, gli altri Python risposero alla missiva dicendo che la persona in questione era stata identificata e lapidata.

Un classico intramontabile

Grazie a Netflix è ora possibile (ri)scoprire il talento combinato di sei mostri sacri della comicità: la calma autoritaria di Chapman, l'istrionismo di Cleese, i contributi grotteschi di Gilliam, la musicalità di Idle, la stramberia di Jones e la versatilità di Palin, un pacchetto completo che il passare del tempo, nonostante la scomparsa prematura di uno dei Python, non ha scalfito. Solo loro potevano permettersi, al termine dell'ultima rappresentazione dello spettacolo di addio quattro anni fa, di congedarsi definitivamente dai fan con la scritta finale "Fuori dalle balle!". Qualunque altro messaggio non sarebbe stato coerente con il loro essere fieramente qualcosa di completamente diverso.