Moon Knight: Oscar Isaac è la migliore scelta che la Marvel potesse fare

Già dopo l'esordio di Moon Knight ci sentiamo sicuri nell'affermare la bontà della scelta di Oscar Isaac, con un'interpretazione a dir poco favolosa.

Moon Knight: Oscar Isaac è la migliore scelta che la Marvel potesse fare
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Che Moon Knight non fosse un personaggio semplice da interpretare è ormai chiaro a chiunque. Anche un profano dei fumetti comprenderebbe la delicatezza di un ruolo del genere davanti ad una breve presentazione di Marc Spector, un mercenario affetto da sindrome post-traumatica da stress evolutasi poi in un disturbo dissociativo dell'identità e, come se non bastasse, asservito ad una misteriosa divinità egizia volubile ed egoista. È letteralmente una matrioska, una scatola di significati e sfumature da rendere su schermo incastonata dentro un'altra e racchiusa dentro un'altra ancora. Come ritrarre un simile personaggio?

Si potrebbe definire una sfida dal coefficiente di difficoltà elevatissimo, prendendo in prestito un'espressione dal mondo delle telecronache calcistiche. Ed al contempo sono proprio queste le occasioni capaci di stimolare la fantasia di un attore, ruoli che fuoriescono drammaticamente dalla loro comfort zone, che richiedono una preparazione maniacale ed un'attenzione ai dettagli, persino i più piccoli ed in apparenza insignificanti, ben superiore alla media. Il primo episodio di Moon Knight - qui potete recuperare la nostra recensione di Moon Knight 1x01 - ha già messo in evidenza, tra le altre cose, quanto in tal senso la scelta di Oscar Isaac nei panni del protagonista sia stata meravigliosamente lungimirante, una scommessa vinta ad ora su tutta la linea dai Marvel Studios.

Un attore eclettico

E, diciamoci la verità, ci sono pochi attori che nell'ultimo decennio possono vantare una carriera eclettica, ricca e completa come quella di Isaac, divisa in un ottimo equilibrio tra produzioni dalla potenza commerciale immensa e progetti molto più contenuti o di nicchia, che dir si voglia.

Ma in un modo o nell'altro l'attore ha sempre - o quasi - lasciato il suo segno oggi divenuto un marchio di fabbrica: ad esempio, a prescindere dalle infinite discussioni che si possono tenere sulla validità e le numerose problematiche che hanno afflitto la trilogia sequel di Star Wars, è innegabile che quel cast fosse riuscito a creare una grande chimica, specialmente appunto Isaac e Boyega - le atmosfere alla buddy cop tra Poe e Finn ne Il Risveglio della Forza continuano ad essere alcuni tra i momenti meglio riusciti dell'intera trilogia; però è un volto che si può ritrovare anche in un film molto più piccolo come l'intenso Il Collezionista di carte di una vecchia volpe come Paul Schrader, un delizioso crime drama dalle forti sfumature psicologiche che si regge interamente sulla sua strepitosa performance e la capacità incredibile di lavorare sul tono di voce, su cui Isaac ha un controllo quasi assoluto.

Lo si può ritrovare nel franchise degli X-Men - un po' nascosto sotto il complesso trucco di Apocalisse - o in uno dei blockbuster Netflix come Triple Frontier, per poi rincontrarlo in un capolavoro indimenticabile quale A proposito di Davis o in lungometraggi, seppur dalla qualità altalenante, particolarmente impegnati, tra Operation Finale o The Promise. Senza dimenticare, per introdurre il tema Marvel, il suo doppiaggio di Miguel O'Hara/Spider-Man 2099 nel finale di Un Nuovo Universo e nei prossimi sequel, proprio per non farci mancare nulla.

Cosi giungiamo a Moon Knight, un ruolo talmente atipico al punto che anche solo ipotizzare una rosa di candidati credibili ci è sempre sembrato un compito ai limiti dell'impossibile. O almeno, qualora la visione del MCU si fosse attenuta al Marc Spector moderno, segnato dalla radicale riscrittura del 2006: un personaggio contorto, imprevedibile, sfaccettato, violento e costantemente immerso in eventi e atmosfere al confine tra la sanità e la follia. I Marvel Studios sono invece andati sicuri su un solo nome ed è bastato il primo trailer di Moon Knight a convincerci di una simile scelta.

Perfetto per Moon Knight

Adesso ci sentiamo più che mai certi nell'affermare con fermezza che Oscar Isaac è stata la migliore decisione possibile, poiché il suo Steven Grant è un concentrato strepitoso di micro-espressioni facciali, gestualità timida e introversa, linguaggio e postura del corpo che parlano più di mille battute. Si è addirittura cimentato in un accento inglese già iconico, con la sua affettuosa pronuncia di "Later, gators" che ha spopolato sul web; non è un caso, infatti, se vi consigliamo caldamente la visione della nuova serie Marvel in lingua originale, nonostante il nostrano Gabriele Sabatini svolga comunque un lavoro più che decoroso.

È però la sua performance ad essere la chiave di un'interpretazione che, se confermata su livelli del genere lungo l'intera miniserie, avrebbe a dir poco del clamoroso. D'altronde sono bastati pochi secondi in scena della controparte Marc per riavere la sensazione di star ammirando un altro personaggio, non c'è il minimo pericolo di confondersi tra le due personalità tanto è incisiva e brillante la recitazione di Isaac su ogni livello. Forse, per l'ennesima volta, Feige e i suoi collaboratori ci hanno visto giusto e noi non vediamo l'ora di proseguire questo quasi one-man show.