Moon Knight e She-Hulk: i grandi protagonisti del Disney+ Day

I teaser di Moon Knight e She-Hulk sono forse state le sorprese più riuscite del Disney+ Day, ma cosa ci rivelano su questi due personaggi?

Moon Knight e She-Hulk: i grandi protagonisti del Disney+ Day
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In un Disney+ Day in realtà piuttosto deludente, specialmente viste le alte aspettative e il marketing un po' martellante operato dalla Casa di Topolino, a prendersi relativamente la scena e a far discutere di sé è stata, come spesso accade, la Marvel. E per rimarcare la generale piattezza dell'evento, basti pensare che in fondo la Casa delle Idee non aveva realmente bisogno di annunciare altre cose né di mostrare alcunché; sarà stato l'anno pieno di produzioni che stiamo ancora attraversando e al cui appello mancano ancora Hawkeye e l'attesissimo Spider-Man: No Way Home - proprio oggi è uscito il nuovo trailer di Spider-Man No Way Home, ma la sensazione è che le sorprese forti dovessero giungere dalle altre componenti sotto l'alveo di Disney - ogni riferimento al quasi inesistente panel di Star Wars è puramente casuale.

Detto ciò, sono stati presentati dei teaser interessanti, e a catturare la nostra attenzione sono stati principalmente i brevi filmati che hanno segnato l'esordio di Moon Knight e She-Hulk. Due serie per certi versi agli opposti, per tematiche e toni, che di conseguenza scatenano reazioni ben differenti - la prima una dose generosa di preoccupazione e la seconda una discreta esaltazione. Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capirne i motivi.

Dai dubbi ad aggiunte perfette

Partiamo dal buon Marc Spector, interpretato da un Oscar Isaac che sia nelle interviste sia in questo primo sguardo ci ha ricordato l'approccio di Henry Cavill a The Witcher (avete già letto la nostra anteprima di The Witcher 2, vero?): Isaacs è talmente dentro il personaggio e cosi entusiasta di poterlo interpretare che sembra stia dando il 200%, ecco cosa ci ha trasmesso il teaser.

E non è assolutamente un dato da sottovalutare vista l'estrema complessità del protagonista, di cui vengono messe innanzitutto in mostra le differenti identità. Spector, infatti, all'inizio ha creato diversi alter ego per ottenere informazioni dai più disparati ambiti sociali, che poi però si sono sviluppate in un vero e proprio disturbo dissociativo dell'identità - in tal senso non è un caso che Isaacs sembri parlare con un accento piuttosto peculiare e molto diverso dal suo.

Già una simile quanto semplice considerazione solleva leggermente le aspettative sul telefilm Marvel, che almeno nella fase iniziale non vuole puntare ad una semplificazione di un personaggio maestoso, trend tra i più comuni negli ultimi anni. Basti pensare ad alcune scelte dello stesso MCU, ad un Legion che banalizza molti tratti unici di David Haller o ai recenti film di Venom, che annientano la distinzione tra il simbionte e, appunto, Venom - quest'ultimo nei fumetti è il frutto dell'unione tra il simbionte ed Eddie, non l'alieno in sé.

Ma qui sorgono delle domande spinose poiché, come scrivevamo nella nostra recensione di Eternals, è vero che il cinecomic di Chloe Zao ha cambiato il volto della Marvel su molti aspetti, dandone un'esperienza più matura; è al contempo anche vero che non sappiamo ancora quanto e se questo influirà sulle altre produzioni. Ad oggi ci sembra lampante che un protagonista cruento, cupo e visceralmente folle come Marc non abbia posto nell'attuale Marvel Cinematic Universe, che ha fatto del suo marchio di fabbrica un linguaggio - sia filologico che visivo - molto distante dalle epopee di Moon Knight e Khonsu, nonostante le atmosfere del teaser appaiano quantomeno adeguate e i riferimenti ad un albo straordinario come Sogno facciano sperare e spiccare voli pindarici.

Dubbi che invece non attraversano minimamente il filmato che ci introduce Jennifer Walters, a.k.a. She-Hulk e che si integra magistralmente nei toni della cosiddetta formula Marvel per il suo mix di spensieratezza e serietà, trasmesso nel giro di due battute dal filmato. A ciò si può aggiungere una ventata di aria fresca con lo sfrenato citazionismo e le continue rotture della quarta parete. In poche parole una perfetta aggiunta al tessuto narrativo e tematico del MCU che consente di allargare il ruolo di Hulk nel canone, dopo il mezzo passo falso del film del 2008.

She-Hulk è in potenza, similmente a Ms. Marvel, il personaggio giusto al momento giusto e la bravura di Tatiana Maslany è ormai una certezza. Certo, She-Hulk è una proprietà intellettuale che va gestita ed introdotta con sapienza e lungimiranza, ma apre un quantitativo non trascurabile di porte intriganti e di generi televisivi stessi da poter esplorare - magari persino riprendere alcuni spunti dal Daredevil di Netflix, per la commistione di legal thriller e drama supereroistico. I Marvel Studios, particolarmente quando hanno l'opportunità di riportare in auge delle testate, di rado hanno fallito e forse sarà il momento dove evolveranno una volta per tutte la loro creatura.