Marvel

Moon Knight: l'umorismo sta rovinando la serie Marvel?

Da quando è iniziata, su Moon Knight è calata la spada di Damocle dell'umorismo tipico del MCU, ma la situazione è davvero così tragica?

Moon Knight: l'umorismo sta rovinando la serie Marvel?
Articolo a cura di

Amato incondizionatamente da alcuni per la sua capacità di trasmettere una piacevole leggerezza e odiato con altrettanta passione da altri a causa del suo rompere spesso e volentieri il ritmo nonché l'atmosfera di un prodotto, l'umorismo di casa Marvel è qualcosa con cui un po' tutti abbiamo fatto i conti nell'ultimo decennio ed anche qualcosina in più. In fondo ognuno di noi lo ha fatto in maniera differente: basterebbe anche solo una banale considerazione sulla soggettività di ogni forma d'arte - e la commedia rientra di diritto in ciò - per dare una rapida panoramica sulla complessità di un discorso del genere.

Complessità che potrebbe facilmente venire moltiplicata a dismisura prendendo in esame i singoli casi, dalla fulminea e peculiare comicità che James Gunn ha conferito ai Guardiani della Galassia a quella più sguaiata tramite cui Taika Waititi ha forgiato il suo Thor: Ragnarok - a proposito, avete visto il primo fulminante trailer di Thor Love and Thunder, vero? Ed era solo per citare due delle firme più autoriali che negli anni hanno lavorato nel MCU. A prescindere dai gusti, è tuttavia possibile concordare che in determinate circostanze i film e più di recente anche le serie dell'universo condiviso hanno abusato di tale umorismo, magari inserendolo nei momenti in assoluto meno adatti o svilendo la drammaticità di alcune sequenze. Accade ovviamente anche in Moon Knight, come stiamo ripetendo da diverse settimane ad ogni appuntamento. Ma basta davvero questo a rovinare la serie?

Una risposta netta

Partiamo da un presupposto fondamentale: è intrigante discutere delle gag tipiche dei Marvel Studios all'interno di Moon Knight perché è chiaro che un eroe così complicato, cupo e sanguinario riveste un ruolo abbastanza particolare in un simile discorso; è anche la motivazione che ci ha portato a ritenere doveroso un approfondimento del genere, libero dai necessari limiti di una recensione settimanale soprattutto in materia di spoiler e affini. In realtà è dall'annuncio stesso della serie che abbiamo nutrito dubbi in tal proposito, poiché ci sembravano nature abbastanza inconciliabili, nonostante il buon Marc Spector nei fumetti abbia comunque una sua vena comica soprattutto nei panni di Mr. Knight e non solo - Marc è pur sempre la persona che ha deciso volontariamente di creare una serie televisiva alquanto trash basata sulle sue origini ad un certo punto.

E dopo ben 4 puntate ci sentiamo tranquillamente sicuri nel rispondere di no, non possono essere i momenti comedy di Moon Knight a rovinare una produzione che in molti aspetti ha mantenuto le promesse date da Feige e soci in sede di marketing. Magari definirla brutale è un po' esagerato, ma lo sforzo compiuto dai Marvel Studios per uscire dalla propria comfort zone ed offrire al pubblico qualcosa di diverso, sia a livello di atmosfere che di toni e tematiche, è tangibile e non può venire sminuito in toto dalla presenza dei loro classici siparietti, oltretutto numericamente molto inferiori rispetto al solito.

Un episodio decisivo

Il secondo episodio, a nostro parere, ne è l'esempio più emblematico (qui potete trovare la nostra recensione di Moon Knight 1x02): vi è così tanto dramma ben calcolato, ben scritto, ben inscenato e condensato in tre macrosequenze da applausi, eppure per molti la puntata può essere a quanto pare riassunta nei pochi minuti in cui appare Mr. Knight. E questa scena nello specifico può essere giustamente criticata per il suo eccessivo impianto comico improntato sul ridicolo, perché va a nuocere l'atmosfera e spezza clamorosamente il ritmo che aveva appena alzato i giri del motore. Ciò è indubbio, ma può mai bastare per quasi condannare un episodio che ci ha fatto ammirare uno Steven disperato nel tentativo di spiegare a Layla, cioè una moglie che non sapeva di avere, di non essere Marc?

Può mai essere il balletto sciocco di Mr. Knight l'istante definitorio quando pochi minuti prima era avvenuto un confronto da pelle d'oca con Harrow sulle nozioni di giustizia e vendetta? Può mai essere l'infantile filastrocca di Steven la frazione a determinare un insieme che poco dopo ci regalerà un scambio meravigliosamente drammatico tra Marc e la sua controparte, su quanto sia obbligato a seguire a Khonshu e le dolorose rinunce che di conseguenza ha dovuto sopportare? Crediamo vivamente di no ed è un ragionamento applicabile, seppur in tono minore, al resto della serie.

Moon Knight non è una serie perfetta, ha qualche deciso problema di scrittura tra cui ad esempio un buco di trama gestito malamente - e ci riferiamo al sarcofago nel terzo episodio - e una neanche tanto sporadica mancanza di cura nei dettagli in questa parte centrale di stagione. Così come è molto al di sotto degli standard Marvel sul versante degli effetti e delle scene d'azione, per quanto d'impatto ed evocative. Di problematiche da analizzare ampiamente, insomma, ce ne sarebbero eccome e notare quanto invece la discussione si polarizzi sempre e comunque su un singolo elemento, tra l'altro decisamente minore nell'economia del prodotto, non è mai un buon sintomo.