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Netflix: 5 serie da vedere quando si vuole ridere

Combattere il caldo con una risata? Possibile e necessario, specialmente se Netflix offre chicche di questo genere...

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Ridere è essenziale, non se ne può fare a meno. È semplicemente qualcosa che fa bene alla salute, all'umore, alla compagnia. È un modo per godersi ancora di più situazioni piacevoli, è ciò che le rende indimenticabili, ma può anche essere d'aiuto quando la vita calca un po' la mano in durezza e difficoltà. D'altronde arriva sempre quel momento in cui tutto diventa essenzialmente troppo serio e stressante, una buona risata genuina è il modo migliore per rilasciare la tensione, per ironizzare e tornare ad affrontare le avversità con il giusto spirito. Oppure può servire a fingere che non esista questo caldo e che ogni giorno non ci stiamo sciogliendo come i residui dell'uovo di Pasqua dimenticato in chissà quale vaschetta. E proprio ad un passo, dunque al costo di quei due, tre litri di sudore, Netflix offre la soluzione con risate assicurate.

Rick and Morty

Piccolo esercizio mentale: prendete Futurama, eliminate la parte sul futuro ma non quella sui viaggi spaziali, ampliatela a dismisura rimuovendo qualunque parvenza di senso logico o coerenza e avrete Rick and Morty. Follia totale, senza limiti e per tutti i gusti, da bizzarre forme aliene a universi paralleli, passando per distorsioni del tempo, mondi racchiusi in scatole e qualsiasi altra stravaganza fantascientifica possiate immaginare. Se avete mai fatto un sogno lungo e intricato pensando fosse da pazzi, state certi che nella serie creata da Justin Roiland e Dan Harmon ci sarà sempre a disposizione una puntata pronta a farvi ricredere. E quasi ogni battuta è assolutamente politically incorrect, ma alla fine urleremo tutti "Cetriolo Rick!". Imperdibile.

The Good Place

Ennesimo ruolo importante nella storia della comicità sul piccolo schermo di Ted Danson (dopo Cin Cin e Becker), The Good Place è tra le più innovative proposte degli ultimi anni. Sembra all'apparenza una serie classica, seppur dal setting eccentrico: una ragazza (Kristen Bell) muore e scopre di essere finita in paradiso. Peccato che lei sia una persona orrenda che ha solo ferito chiunque le si sia avvicinato.

L'idea geniale è stata voler creare una comedy con i ritmi, i colpi di scena e la forte trama verticale di un drama, pur rimanendo saldamente ancorata al suo genere, perché The Good Place fa ridere, e tanto. La staticità ancestrale del genere? Un lontano ricordo, con la ciliegina sulla torta rappresentata dalle profonde riflessioni sulla vita, la morte e la moralità in generale. Rivoluzionaria.

The IT Crowd

Forse la migliore British sitcom mai prodotta (si, superiore per qualità anche al The Office di Ricky Gervais) e con tutta probabilità insieme a Seinfeld la migliore sitcom classica di tutti i tempi. Guardare per credere, si inizia a ridere dalla prima scena e non è possibile fermarsi tanto è serrato il ritmo delle battute e delle situazioni paradossali. Roy (Chris O'Dowd), Moss (Richard Ayoade) e Jen (Katherine Parkinson), impiegati nel settore informatico di una mastodontica corporazione, compongono un trio delle meraviglie perfetto e recitato magistralmente. L'estro di Graham Lineham riesce a dare nuova linfa a vecchi stereotipi e a crearne dal nulla nuovi (qualcuno ha detto The Big Bang Theory?), senza mai fuoriuscire dall'impianto standard. Ma è tutto levigato alla perfezione, è un'idea, un modo di fare televisione portato al suo apice, tutt'oggi insuperato e forse insuperabile. Capolavoro assoluto.

Brooklyn Nine-Nine

È stato il ripescaggio più rapido di sempre: neanche ventiquattr'ore dopo l'annuncio della cancellazione della serie da parte della Fox, e dopo una vera e propria insurrezione dei fan sui social (qualche nome famoso? Mark Hamill e Lin-Manuel Miranda), la NBC ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti acquistando i diritti della serie. Brooklyn Nine-Nine è tra le serie comedy più amate degli ultimi anni. Il motivo è semplice: è difficile al giorno d'oggi trovare una comedy corale di questa qualità, senza protagonisti assoluti e con un occhio di riguardo per temi sociali di un certo rilievo. Ecco fino a che punto sono caratterizzati i personaggi, i detective del 99esimo distretto di polizia di New York. Figlia di una tendenza attualmente molto in voga, quella di fare comicità in location dove di comico c'è ben poco, la creazione di Dan Goor e Michael Schur si è distinta proprio per i suoi numerosi personaggi carismatici, che riescono a dare una vitalità continua alle storyline su schermo, e a un affiatamento del cast clamoroso, un aspetto fondamentale ma poco evidenziato. Esilarante.

Unbreakable Kimmy Schmidt

È creata da Tina Fey, basterebbe anche solo questo. Unbreakable Kimmy Schmidt è fresca, autoironica, sarcastica nei confronti della sua stessa casa (Netflix) e basata interamente sull'ingenuità della protagonista Kimmy (una meravigliosa Ellie Kemper), una ragazza ritrovata dopo essere stata rapita quindici anni prima da un vescovo squilibrato.

La aspetta una nuova vita nell'immensa New York, in un mondo che non conosce ma che non riesce mai a demoralizzarla. Geniale e schietta come la sua creatrice, la serie originale Netflix trova un giusto compromesso tra episodi autoconclusivi e trama verticale, spesso incentrata sulla ricerca insperata di un lavoro da parte di Kimmy e dei suoi coinquilini, uno sguardo lucido e diverso su una realtà che sta irrimediabilmente cambiando a velocità vertiginose. Perspicace.