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Netflix: le migliori 10 serie tv tratte da libri

Tra fantasy, thriller e prodotti in costume, ecco una lista di dieci serie tv tratte da libri, che gli amanti della lettura possono recuperare su Netflix

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Meglio il film o il romanzo? Quante volte questa annosa diatriba ci ha coinvolti, dando vita a lunghe discussioni dalle quali è difficile uscire? Tra i sostenitori accaniti della superiorità del libro e coloro che apprezzano anche le trasposizioni, è difficile affermare chi davvero abbia ragione. La questione non risparmia nemmeno il mondo delle serie tv che - soprattutto negli ultimi tempi - ha dato vita a molti titoli tratti da libri, con risultati più o meno validi. Netflix è la piattaforma ideale per trovare qualche chicca di origine letteraria tra i suoi numerosi titoli. Tra gli sceneggiati in costume e i crime, potreste trovare qualcosa di interessante da vedere e, perché no, magari da inserire in qualche discussione con gli amici! Sebbene il nostro intento non sia quello di evidenziare la qualità di questi prodotti, dopo le dieci serie più pazze da vedere e le dieci serie per combattere il razzismo, vi proponiamo le migliori dieci serie Netflix tratte da romanzi.

The Witcher

Questo show ha ottenuto apprezzamenti e critiche, ma come ha sottolineato la nostra recensione The Witcher non è un prodotto che è passato inosservato. Chi crede che questo titolo, interpretato da Henry Cavill sia tratto dalla nota serie di videogame fantasy si sbaglia. La prima stagione di The Witcher segue le vicende dello strigo Gerald di Rivia, così come sono state raccontate nella Saga di Geralt di Rivia, scritta da Andrzej Sapkowski. Gerald è un Witcher, un cacciatore di mostri di volta in volta assoldato da coloro che vogliono mettere al sicuro le proprie terre dalle minacce soprannaturali. Basandosi sulle vicende narrate da Sapkowski, The Witcher intreccia diverse linee temporali, seguendo Gerald nelle sue avventure. Che ci si butti direttamente sulla serie o si desideri prima recuperare i romanzi, The Witcher garantisce all'utente un'immersione totale in un mondo fantasy avvincente e originale, fatto di mostri, poteri magici, principesse e combattimenti mozzafiato. Nonostante alcune lamentele da parte di spettatori confusi dall'intreccio narrativo, l'uscita della serie e la buona accoglienza da parte del pubblico ha anche incrementato notevolmente la vendita dei videogame!

Chiamatemi Anna

Dalle terre infestate di mostri di The Witcher, passiamo a una serie in costume, ma non una come tutte le altre. Questo prodotto mescola con sapienza il sapore dei ricordi d'infanzia e la bellezza dei paesaggi della campagna inglese. Chiamatemi Anna (Anne with an A), ideata da Moira Walley-Becket e disponibile su Netflix dal 2017, è un'ottima serie da recuperare per gli amanti della letteratura, poiché è tratta dal romanzo Anna dai capelli rossi, di Lucy Maud Montgomery. Sebbene la vicenda di Anne Shirley sia piuttosto drammatica - dato che la piccola orfana passa da una famiglia affidataria ad un orfanotrofio, senza trovare un posto in cui vivere serenamente - Chiamatemi Anna è una serie tv pregna di buoni sentimenti, ambientata in luoghi da favola che sono una vera goduria per gli occhi. La protagonista è peculiare: lievemente irritante di primo acchito, Anna è tuttavia una giovane entusiasta della vita, sensibile, creativa, sognatrice e tenace, nonostante la serie di sfortune che l'ha colpita fin da piccola.

La sua vita cambia di punto in bianco quando per sbaglio viene affidata a due fratelli che volevano un maschio per dare una mano con la fattoria. Dapprima restii a tenerla con loro, i due si affezioneranno sempre più alla stramba ragazza. La serie è tecnicamente ben realizzata, con una fotografia fiabesca che riesce a rappresentare con cura le ambientazioni campagnole, mentre i personaggi hanno una caratterizzazione così precisa e particolare che è impossibile non affezionarcisi.

L'inserimento di tematiche moderne e delicate nel tessuto narrativo non tradisce inoltre la natura del romanzo, ma apporta piuttosto freschezza alla trama originale, che ha conquistato talmente tanto gli spettatori da farli vivere con grande dispiacere l'annuncio della cancellazione di Chiamatemi Anna, dopo la terza stagione. Volete un motivo in più per recuperare la serie? La sigla d'apertura è davvero graziosa!

Dracula

Dal capolavoro senza tempo di Bram Stoker, Netflix ha tratto un'interessante rivisitazione, che riprende i temi principali del romanzo, rimodernandoli e donando loro un po' di originalità. Anche Dracula, miniserie horror uscita sulla piattaforma il 4 gennaio 2020, ha ottenuto opinioni contrastanti, conquistando soprattutto il pubblico interessato ad assistere a una trasformazione del classico horror. Come nel romanzo di Stoker, anche nella serie vediamo l'incontro tra il giovane Jonathan Harker (John Heffernan) e Dracula (Claes Bang), antico vampiro della Valacchia. Fin da subito l'uomo viene allarmato da alcuni particolari relativi al conte e da strani eventi che avvengono nella sua casa, dove Harker è ospite. Nel corso delle tre puntate i creatori desiderano approfondire il personaggio di Dracula, mantenendone il fascino solenne, ma donando spessore alla sua figura. Da vampiro quasi invincibile diventa qui un essere vulnerabile, capace di provare emozioni complesse come la paura e l'amore.

Che l'intento dei creatori Mark Gatiss e Steven Moffat piaccia oppure no, Dracula è comunque una miniserie interessante da recuperare, per scoprire una nuova rivisitazione di uno dei personaggi più noti della letteratura mondiale. Se la serie vi incuriosisce ma volete saperne qualcosa di più potete leggere la nostra recensione di Dracula!

Into the Night

Chi al fantasy, al drama in costume e all'horror preferisce un buon prodotto ad alta tensione, può rimanere affascinato dalla serie belga Into the Night. La serie è ambientata in un futuro non molto lontano da noi in cui la luce del sole è diventata fatale per gli esseri viventi. Dopo essere venuti a conoscenza della drastica situazione, l'equipaggio di un aereo di linea fa di tutto per fuggire dal sorgere del sole volando sempre verso ovest. Tra contrasti interni al gruppo e la necessità costante di procurarsi nuovo carburante, la fuga dei personaggi è disperata, una vera e propria corsa contro il tempo e contro un evento che sembra inevitabile. Con il suo ritmo veloce - che permette di divorare in fretta la prima stagione - e un sistema eterogeneo di personaggi interessanti, Into the Night è un'ottima serie da guardare se si ha voglia di una serata all'insegna dell'adrenalina. Questo titolo non nasce da una sceneggiatura originale, bensì dalla rivisitazione del romanzo sci-fi The Old Axolotl, dell'autore polacco Jacek Dukaj.

La storia raccontata da Dukaj è leggermente diversa dalla serie, soprattutto in questa prima stagione: in una realtà post-apocalittica un evento cosmico ha causato la morte della gran parte del genere umano. Solo alcuni possono sperare di sopravvivere in questa situazione drammatica, facendo affidamento sulla tecnologia.

In un mondo ormai popolato solo da robot e macchinari, è possibile continuare a esistere come versioni digitalizzate di sé. Uno scenario angosciante, che solleva anche molte riflessioni su cosa significhi veramente essere umano e che non sembra essere stato rilasciato casualmente proprio in un periodo difficile di emergenza sanitaria (a tal proposito vi rimandiamo alla nostra intervista a Stefano Cassetti, interprete della serie). Non è chiaro se questo show verrà rinnovata per una seconda stagione, ma se così fosse potrebbe avvicinarsi maggiormente alla trama originale del romanzo, aprendo nuovi interessanti scenari! In attesa di un annuncio ufficiale, non perdetevi la nostra recensione di Into the Night!

You

In questa lista dedicata alle serie tratte da romanzi non poteva mancare un prodotto thriller, in questo caso un po' sui generis. You, ideata da Greg Berlanti e Sera Gamble, ha suscitato pareri discordanti da parte di pubblico e critica, ma ha il merito di mantenere ciò che promette. You è tratta dal romanzo Tu, di Caroline Kepnes, e racconta le vicende amorose di Joe (Penn Badgley). In apparenza Joe è un libraio sensibile, premuroso e intelligente, ma la sue reali abitudini sono quelle di uno stalker. Quando si innamora di Beck (Elizabeth Lail) ha inizio una vicenda fatta di ossessioni, segreti e inquietanti manovre per renderla una sua proprietà, eliminando ogni ostacolo sul suo percorso di follia. You è una serie tutt'altro che perfetta, che presenta talvolta qualche istante no-sense, ma che mantiene alta la tensione e la voglia di scoprire quale sarà la prossima mossa di Joe. Cosa più importante, alla personalità dello stalker viene donato un contesto, ma senza giustificarla o ammantarla di quel fascino romantico che talvolta - purtroppo - si nota in altri prodotti. Attualmente i creatori della serie sono al lavoro sulla terza stagione di You, ma in attesa della sua uscita su Netflix vi consigliamo di recuperare la nostra recensione della prima stagione di You!

Luna Nera

L'esperienza di Luna Nera su Netflix non è stata delle migliori. Anticipata al pubblico come serie italiana dell'anno - nonché prima serie fantasy nostrana - Luna Nera ha raccolto molte critiche. Recitazione, sceneggiatura e costruzione dei personaggi avrebbero potuto essere curati con più attenzione, ma ciò non toglie che questa serie nasca da un'idea interessante e affascinante e offra validi spunti di riflessione, come affermato nella nostra recensione di Luna Nera. Nell'Italia del diciassettesimo secolo, la giovane Ade (Antonia Fotaras) aiuta la nonna nel lavoro di levatrice. Quando, durante un parto difficile, la donna viene accusata di praticare le arti magiche, la vita di Ade viene completamente sconvolta. Minacciata da coloro che per paura e ignoranza la vogliono eliminare, Ade si rifugia presso una congrega di streghe, grazie alle quali conoscerà il proprio passato e il proprio potenziale. Luna Nera si ispira alla trilogia Le città perdute, di Tiziana Triana. Alla storia di coraggio e di amore si affiancano anche interessanti tematiche sociali, che danno vita a riflessioni importanti sulla discriminazione, sulla forza delle donne e su un terribile evento storico che ha coinvolto anche l'Italia: la caccia alle streghe.

Unorthodox

Tra le numerose serie tv tratte da libri non potevano mancare i prodotti biografici o pseudo-biografici. Unorthodox, su Netflix dal 23 marzo 2020, è una serie che negli ultimi mesi ha fatto molto parlare di sé per i suoi contenuti talvolta forti. Esther (Esty) Shapiro (Shira Haas) è un'ebrea ortodossa che, stanca della rigidità della propria comunità, decide di fuggire e di rifarsi una vita a Berlino. La serie è tratta dalla reale vicenda di Deborah Feldman, trascritta in Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche. Nonostante l'intento di denuncia sociale sia evidente, non è il tono a colpire di più lo spettatore, quanto piuttosto l'approfondimento psicologico della protagonista, particolare che ha permesso alla serie di ottenere recensioni positive. Il suo desiderio di libertà si pone in costante contrasto con la sua insicurezza e con il bisogno di approvazione delle persone amate. La sua esperienza, la complessità dei suoi stati d'animo e le sfaccettature della sua psicologia rendono la storia di Esty sensibile e profonda, per nulla banale. Unorthodox ci permette inoltre di conoscere più da vicino le più rigide comunità religiose, sottolineandone caratteristiche, assurdità e disparità di genere. In attesa di una seconda stagione di Unorthodox, vi invitiamo a recuperare la nostra recensione di Unorthodox.

Lettera al Re

Si torna al mondo fantasy, prendendo però in considerazione un target diverso rispetto a quello di The Witcher. Lettera al Re è una storia di coraggio, sacrificio e determinazione perfetta per i giovani spettatori che desiderano un prodotto avvincente ed emozionante. Tiuri (Amir Wilson) è un ragazzo che affronta tutti i giorni la sensazione di essere diverso dai coetanei. Al contrario degli altri è infatti meno incline all'arte del combattimento e poco desideroso di diventare cavaliere. Le circostanze - o forse proprio il destino - lo coinvolgono però in un'avventura pericolosa: consegnare una lettera al Re di Unauwen per proteggere il regno dalle mire espansionistiche del malvagio principe Viridian. Ad accompagnarlo la sprezzante Lavinia e un gruppo di giovani cavalieri messi sulle sue tracce per fermarlo. Lettera al Re svolge bene il proprio dovere validamente. L'intento di intrattenere un pubblico più giovane viene raggiunto grazie alle avventure di Tiuri, ad un mondo affascinante in cui è presente la magia e un gruppo di personaggi molto diversi tra loro, che donano dinamismo e varietà alla vicenda. Gli stessi ideali di coraggio ed eroismo trasmessi dalla serie, si possono trovare nel romanzo che l'ha ispirata: Lettera al Re, dell'olandese Tonke Dragt, scritto nel 1962. Qui potete leggere la nostra recensione di Lettera al Re!

L'altra Grace

Cercate una serie tv che intrecci storia, mistero e forza femminile? Forse potete recuperare un titolo che molti si sono persi. L'altra Grace, tratto dal romanzo di Margareth Atwood (autrice dell'amatissima, The Handmaid's Tale), racconta la storia di una giovane donna realmente esistita, Grace Marks, accusata agli inizi del 1800 di omicidio. La serie tv riprende la forza narrativa della Atwood e il fascino di una vicenda criminale tuttora irrisolta. Attraverso i ricordi di Grace, raccontati in prima persona, e le interviste fatte da un medico alla ragazza per scoprire la realtà dei fatti, lo spettatore è condotto in un viaggio incerto, nel quale distinguere la verità non è affatto facile. È impossibile infatti capire se Grace sia vittima o carnefice, una giovane donna capace di manipolare chi l'ascolta o un'innocente pedina del sistema. Potete però farvi un'idea al riguardo leggendo la nostra recensione de L'altra Grace!