Obi-Wan Kenobi: cosa non sta funzionando nella serie Disney+?

Dopo un inizio convincente, Obi-Wan Kenobi si è incuneata in un circolo vizioso di dejavù e errori produttivi banali. Ma esattamente cosa non va?

Obi-Wan Kenobi: cosa non sta funzionando nella serie Disney+?
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Star Wars, ci risiamo ancora. Dopo un inizio a dir poco promettente (qui potete recuperare la nostra recensione di Obi-Wan Kenobi 1x01-02) anche Obi-Wan Kenobi ha iniziato a perdere la retta via, tra problematiche narrative e ingenui errori logistici nella messa in scena. Ma potremmo per un attimo andare oltre l'universo creato da George Lucas e additare in generale la gestione estremamente altalenante che la Disney sta mostrando verso le sue produzioni seriali: quando, infatti, certe difficoltà si riscontravano esclusivamente nelle serie MCU era semplice - e forse un po' ottimistico - prospettare una visione non a fuoco da parte dei Marvel Studios e chiudere qui l'argomento.

Ora che le stesse mancanze si stanno ripetendo anche nella galassia lontana lontana, c'è forse da bacchettare l'intera direzione intrapresa dal colosso dell'intrattenimento. Non vuole essere una lettura eccessivamente apocalittica, serbiamo ancora nutrite speranze verso i conclusivi appuntamenti di Obi-Wan Kenobi che potrebbero risollevare con un certo successo l'insieme, eppure al contempo ci sembra lecito discutere senza timori di spoiler cosa non stia funzionando.

Perché volente o nolente, a prescindere dalla bontà o meno delle ultime puntate, più di qualche aspetto è già andato storto e la debole parte centrale della miniserie non verrà semplicemente cancellata o archiviata.

In origine fu un film...

Molti dei problemi che la miniserie con protagonista Ewan McGregor ha messo in mostra, in realtà, possono essere assemblati in un singolo fattore: Obi-Wan Kenobi doveva essere un film - come appunto diverse serie Marvel - trasformato in un prodotto seriale in seguito al deludente risultato al botteghino di Solo - A Star Wars Story. A meno di stravolgimenti narrativi negli ultimi due episodi, eventualità che non possiamo scartare a priori, il problema è che sembra sia stata mantenuta la stessa densità di eventi o quasi, solo che un lungometraggio medio si aggira sulle due ore mentre Obi-Wan sta già sfiorando i 180 minuti. Dal punto di vista puramente narrativo è evidente che non ci sia abbastanza materiale, poiché superato lo scoglio del giro di boa tutto ciò che abbiamo ottenuto è stato un capitolo dejavu.

E all'orizzonte non si intravede qualcosa di ignoto , anzi, paradossalmente ci sarà ancora una sensazione di già visto a causa del localizzatore piazzato da Reva (Moses Ingram) dentro Lola, che porterà ad un rinnovato ed incalzante inseguimento a Kenobi. Ma non è esattamente quello che è successo sia su Daiyu che su Mapuzo? Certo, lo si può rendere affascinante, serrato, aumentare le poste in gioco, sia emotive che non, e magari anche produrlo con una regia più convincente.

Alla fine, però, resterà comunque il retrogusto amaro di una banale ripetizione che, anche qualora si rivelasse epica, finirà per perlomeno depotenziare l'impatto degli episodi precedenti e svilire il loro contenuto, a quel punto un po' fine a sé stesso. Precisamente le difficoltà cui va incontro una serie nata come film, obbligata ad allungare il brodo e purtroppo non sempre in modalità riuscite o quantomeno furbe.

Un budget inadeguato e non solo

Si può almeno trovare una causa di queste difficoltà, riscontrabile in un iter produttivo travagliato ed eccessivamente confusionario. Non ha invece giustificazione, specialmente per quella che è stata proposta al pubblico come una miniserie evento, la messa in scena spartana ed insoddisfacente di molti eventi: pensiamo al primo incontro tra Darth Vader (Hayden Christensen) e Obi-Wan su Mapuzo, ambientato in una cava imbarazzante per resa visiva e registicamente ridotta all'osso. Ma lo stesso ragionamento può essere applicato alla temibile fortezza dell'Inquisitorius su Nur, per larghi tratti colma di corridoi deserti ed in generale con sicurezza ridotta convenientemente all'osso, atrio principale escluso. Una povertà per la cura delle ambientazioni sconcertante, forse figlia di un budget non all'altezza che sfida continuamente la sospensione dell'incredulità dello spettatore, già messa a dura prova dalle penurie logistiche che segnaliamo da settimane.

Obi-Wan Kenobi è tristemente piena di situazioni forzate e innaturali, che vanno dal piccolo e trascurabile - la barriera laser che poteva essere tranquillamente aggirata nel terzo episodio - fino all'incomprensibile che ha un impatto diretto sulla credibilità del tessuto narrativo. Il tunnel a strada unica su Mapuzo che viene attraversato da chiunque senza che si incontrino mai o il goffo salvataggio di Leia (Vivien Lyra Blair) su Nur, nascosta sotto un mantello leggermente più ampio, sono forse gli esempi più significativi. Non ci resta che sperare che la Forza - e il buonsenso - siano con gli ultimi due episodi di una serie che di sicuro non è insufficiente e ha ancora molte frecce al suo arco, ma che meritava un trattamento diverso.