Oltre Disincanto: perché l'animazione funziona anche con un target adulto

Da I Simpson a BoJack Horseman, passando per I Griffin, l'animazione americana non si rivolge per forza a un pubblico giovane. Ecco perché funziona.

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Dal 17 agosto è disponibile su Netflix la prima stagione di Disincanto, la nuova fatica seriale animata di Matt Groening, mentre nelle prossime settimane torneranno sia BoJack Horseman che Big Mouth, altri esponenti di un filone che sfrutta le potenzialità dell'animazione per rivolgersi anche a un pubblico adulto - una tradizione inaugurata ufficiosamente da I Simpson (che negli USA va in onda in prima serata anziché in fasce orarie mattutine o pomeridiane) e portata avanti da prodotti come I Griffin, Bob's Burgers e South Park (quest'ultimo l'unico, di quelli appena citati, a non essere trasmesso da Fox). Tutte opere irriverenti, ad alto contenuto satirico, che mettono alla berlina i vizi e i difetti dell'America contemporanea e non solo (basti pensare a Futurama, ambientato negli anni 3000). Cosa rende, in tutti questi casi, l'animazione lo strumento ideale per raccontare un certo tipo di storie? Ecco le nostre considerazioni in merito.

Satira "invisibile"

Per certi versi, l'animazione è accostabile alla fantascienza o alla commedia, due generi che, in quanto teoricamente legati di più all'intrattenimento stretto, spesso vengono usati per veicolare temi forti, anche "scomodi", nascondendo il messaggio importante all'interno di una confezione che non dimentica di intrattenere (basti pensare a due classici della science fiction come Ultimatum alla Terra e Il pianeta delle scimmie, entrambi concepiti per riflettere sulla natura distruttiva dell'uomo). Nel caso dell'animazione, il suo essere stereotipicamente visto come una forma espressiva dal target teoricamente giovane consente agli autori di esprimere con maggiore libertà certi punti di vista che in un prodotto live action sarebbero forse oggetto di ripensamenti da parte dei produttori (un esempio lampante è la critica feroce de I Simpson nei confronti del proprio network, che in altre sitcom girate con attori in carne e ossa è una presenza rarissima, per non dire inesistente).
Un concetto non tanto presente nella prima serie animata americana ideata per un pubblico più maturo, ossia I Flintstones, anch'essa originalmente trasmessa in prima serata: lì si trattava semplicemente della trasposizione in epoca preistorica delle convenzioni delle sitcom in voga in quel periodo (un modello dichiarato fu The Honeymooners, serie creata e interpretata da Jackie Gleason). Nei decenni successivi si è invece arrivati a prodotti come American Dad, esempio perfetto di satira pressoché invisibile: pur andando inizialmente in onda su Fox, canale notoriamente "di destra", la serie prende in giro tutto ciò che a detta del partito repubblicano rende grande la nazione americana.

Questioni di tempistiche

Altra caratteristica da non trascurare è la natura "atemporale" dell'animazione, specie per quanto riguarda tematiche legate all'attualità: mentre nelle serie live action è possibile reagire a eventi reali in tempi relativamente brevi (tra le riprese di un episodio e la sua messa in onda, almeno sui network tradizionali, passano in genere al massimo un paio di mesi), l'animazione non lo rende possibile poiché per una serie realizzata con tecniche tradizionali ci vogliono dai sei ai nove mesi per completare un singolo episodio. Questo spinge i creatori a focalizzarsi su temi più universali, e lo stesso vale per eventuali riferimenti alla cultura popolare: la sensibilità citazionistica di Seth MacFarlane, per esempio, è ancorata principalmente negli anni Ottanta, quando egli stesso era ragazzino (e quindi sa che il pubblico di riferimento coglierà il senso dei vari rimandi), e il mondo di Archer, brillante parodia del genere spionistico (con altre derive legate al noir e all'avventura nelle stagioni più recenti), è volutamente anacronistico, un miscuglio di epoche diverse con allusioni - alcune delle quali molto sottili - a libri, film e serial decisamente attempati, il tutto reso con uno stile gustosamente rétro. L'eccezione che conferma la regola è South Park: grazie all'animazione digitale e un'estetica semplice e "cruda", Trey Parker e Matt Stone sono in grado di modificare gli episodi a proprio piacimento anche all'ultimo secondo, reagendo a quanto accaduto nei giorni che precedono la messa in onda (in alcuni casi i cambiamenti hanno avuto luogo letteralmente poche ore prima del debutto televisivo).

Oltre i limiti

Una grande lezione imparata soprattutto da Netflix riguarda anche il potenziale infinito dell'animazione, teoricamente privo di limiti. Non ci riferiamo solo alla censura (Big Mouth, incentrato sulla scoperta della sessualità da parte di un gruppo di preadolescenti, fa autoironia nel finale della prima stagione sottolineando che in un formato live action molte delle gag più esplicite sarebbero considerate quasi pedopornografiche), ma all'assenza di barriere legate al budget e alla fantasia degli autori. L'esempio più emblematico, negli ultimi anni, è stato BoJack Horseman: la storia di un cavallo antropomorfo, ex-protagonista di una sitcom di successo, alle prese con varie frustrazioni personali e professionali in un mondo dove umani e animali parlanti coesistono. Sul piano concettuale solo l'animazione avrebbe reso possibile in modo soddisfacente e verosimile - quest'ultimo un aspetto fondamentale anche con le idee più folli - la premessa dello show, e difficilmente un serial live action su argomenti simili avrebbe avuto il coraggio non solo di esplorare tematiche a tratti molto serie e scomode, ma anche di sperimentare a livello formale in modi che altrove sono quasi inauditi (pensiamo allo splendido episodio della terza stagione dove i dialoghi sono pressoché assenti del tutto, lasciando al puro apparato visivo il compito di generare risate e pathos). L'esemplificazione ideale di ciò che i massimi esponenti dell'industria sostengono da sempre: l'animazione non è un genere, è solo un altro modo di raccontare storie, a prescindere dal pubblico di riferimento. E in questi casi specifici, il più delle volte, quelle storie sono tra le più significative e divertenti che ci possa capitare di vedere.