Omicidio a Easttown: il fascino discreto del thriller Sky

Omicidio a Easttown rispetta pienamente gli stilemi del genere thriller e trova in Kate Winslet un'interprete eccezionale.

Omicidio a Easttown: il fascino discreto del thriller Sky
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Sky ci prende l'abitudine e dopo The Undoing (qui la nostra recensione di The Undoing) torna a proporre una nuova miniserie investigativa della schiera HBO. Omicidio of Easttown è il racconto thriller che si va a sostituire a quello già indagato con protagonisti Nicole Kidman e Hugh Grant, in cui è Kate a a prendere il posto della coppia per un omicidio altrettanto brutale alla base dell'inedito prodotto.

L'eleganza dell'Upper West Side viene sostituita dalla mestizia delle cittadine fuori porta, la raffinatezza degli interni di New York dalle palestre uggiose di licei del passato. La morte di un personaggio come quello di Elena della nostrana Matilda De Angelis in un piccolo studio bohémien in quella altrettanto cruenta di una giovane lasciata nuda e gelata ai confini di un piccolo fiume. Una disumanità che scorre uguale e sibillina, a cui non importa dove agire, basta che sia il più brutale possibile.

La finta tranquillità di Omicidio a Easttown

L'ambiente di Omicidio a Easttown è esattamente l'opposto di quello che viene offerto da The Undoing; toni e atmosfere che fanno della periferia americana un crogiolo di silenzi e sguardi sospetti, per un mistero che quando inizia ad insinuarsi per le strade del paese finisce per propagarsi come una febbre contagiosa. A rimanerne scottata è la sua stessa protagonista, totalmente immersa nella propria bolla fatta di parenti, amici e vicini di casa i quali, già colpiti anni prima dalla scomparsa di una giovane ragazza, rimarranno nuovamente atterriti dalla tempesta che è pronta ad abbattersi sulla tranquillità di Easttown.

L'aria distesa della serie HBO adagia i propri tempi estendendosi fino a far sentire sempre più pressante il pericolo, quello ipocrita e silente che le cittadine periferiche sanno nascondere tanto bene. Quello insospettabile che si crede non possa abbattersi tra i conoscenti di una piccola realtà urbana, il quale arriva invece furioso come non si crederebbe possibile e che è in grado di trasmettere il sentore di uno stravolgimento tale che ribalterà la vita dei suoi protagonisti, come emerge dalle nostre prime impressioni su Omicidio a Easttown. Lo show cerca infatti di far adagiare il pubblico per prepararlo alla catastrofe imminente, sondando il terreno per la crisi che sta per arrivare e lasciando la sensazione allo spettatore di doversi preparare al peggio.

Un clima thriller

Omicidio a Easttown ha dunque un'ottima padronanza della propria natura, comprende fino in fondo di appartenere a un determinato genere di racconti thriller e ne rispetta con attenzione gli stilemi, aspettando il momento giusto per sovvertire le aspettative. Le molteplici esistenze di cui mette al corrente lo spettatore ruotano vorticosamente attorno alla figura della principale guida, Mare, contribuendo a costituire da subito quella rete di contatti che, per tutte le sue sette puntate, servirà come tappeto su cui andare a costruire la propria investigazione. Una dimensione umana che la miniserie delinea con parsimonia, ma altresì con limpidezza tale per cercare di stabilire da subito le pedine con cui la polizia avrà a che fare e, così, anche la protagonista. Fin dall'inizio di Omicidio a Easttown ciò che c'è di chiaro, così come l'inevitabile destino sfortunato verso cui sono condotti i suoi personaggi, è la personalità di una donna quale Mare Sheehan, splendido personaggio, vista la dettagliata descrizione che la serie ne fa. La protagonista si manifesta agli occhi degli spettatori ad ogni mossa che la riguarda, nell'interazione con uno qualsiasi degli altri personaggi che si ritrova davanti. Dalla famiglia al distretto di polizia, da un pub in cui bere a una rincorsa dietro a un malvivente, la Mare di Kate Winslet prende dei contorni sempre più definiti che vengono esaltati dal talento della sua interprete.

Un'aderenza che mostra quanto la miniserie tenga al fatto che la comprensione dei fatti per lo spettatore avvenga attraverso le percezioni e l'accumulo di informazioni che una scena, anche quando silenziosa, può riservare. E così con la sua protagonista, di cui la serie sa dirci talmente tanto da avere la convinzione di conoscere Mare da una vita e avere perciò un forte timore per l'indagine in cui andrà incastrandosi, dove possiamo già supporre lascerà un pezzo di se stessa.

Con la disinvoltura di chi ha da sempre circolato per la quotidianità monotona e stancante della periferia, rappresentando una praticità che appartiene alla rusticità molto vitale della sua protagonista, Kate Winslet si converte in Mare tanto da rendere il margine tra attrice e personaggio intangibile. Una performance in cui l'espressività e la postura della donna diventano l'elemento rafforzativo per la rappresentazione del personaggio, riconfermando l'assoluta grandezza della sua interprete.

Ponendo fin dal primo istante gli oneri e i doveri di Omicidio a Easttown sotto la responsabilità della sua protagonista, la miniserie su Sky riserva un mistero alla cui ferocia nessuno potrà rimanere indifferente. Né l'abitante di Easttown più schivo, né coloro che saranno coinvolti in prima persona. E né, tanto meno, lo spettatore.