Please Like Me: perché recuperare la serie disponibile su Netflix

Alcuni motivi per recuperare questa gemma nascosta nel catalogo Netflix, un feel-good show a metà tra comedy e drama.

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Il catalogo seriale di Netflix Italia è così vasto che a volte il rischio è quello di perdersi vere e proprie piccole gemme. Piccole gemme come la poco conosciuta Please Like Me, una serie australiana da 32 episodi in tutto che combina comedy e drama con una voce e uno stile unici, quelli del creatore e protagonista Josh Thomas, e li colora con toni pastello. Nonostante sia terminata dopo appena quattro stagioni, prima di ricevere il successo meritato, per il momento sopravvive su Netflix. Ecco alcuni motivi per scoprirla.

L'estetica

Please Like Me ha un'estetica curatissima e irresistibile: la palette di colori è incentrata sui toni pastello e le inquadrature e la regia sono meticolose, in uno stile che rimanda vagamente a quello di Wes Anderson ma rimane ancorato nel realismo. Ogni episodio ha un titolo legato al cibo, che viene usato spesso nella serie come mezzo di connessione e confronto tra i personaggi, oltre che oggetto di attenzione estetica. Un esempio: la primissima inquadratura della serie è di un gelato gigante, che Josh e la sua ex-ragazza Claire (Caitlin Stasey) mangiano insieme dopo che lei lo lascia con la motivazione "sei probabilmente gay". Questo è il cold open della serie, l'evento cruciale che succede ancor prima della prima sigla. E la sigla in sé, "I'll be fine" di Clairy Browne and the Bangin' Rockettes, diventa il mantra della serie, integrata in modi diversi in ogni episodio, e con il suo soul allegro ed orecchiabile è impossibile da non canticchiare.

I temi

La premessa della serie è l'accettazione da parte di Josh della propria omosessualità, che lo inciterà a iniziare un percorso di scoperta di se stesso e di nuovi tipi di relazioni. Questo diventa però lo spunto per riflessioni più ampie, quali l'insicurezza, il bisogno di affermazione, la costruzione di un rapporto sano con se stesso e con gli altri, riflesse non solo dalla trama principale incentrata su Josh ma dalle storie individuali del resto dei personaggi. Un tema importante affrontato dalla serie è quello della salute mentale: Arnold (Keegan Joyce), uno degli interessi sentimentali di Josh, soffre di ansia sociale; sua madre è bipolare e tenta il suicidio; l'amica Hannah (Hannah Gadsby) soffre di depressione. Sono temi pesanti, è vero, ma quello che sarebbe potuto essere materiale per un dramma deprimente viene trattato in modo saggio e attento, rendendo il tutto inspiegabilmente piacevole.

I toni

Uno dei punti di forza della serie, infatti, sta nel modo unico in cui gestisce il suo potenziale drammatico. Gli autori non insistono mai sul melodramma, non torturano i personaggi per il gusto di farlo, non provano pietà per loro e non vogliono che ne provi il pubblico. Le loro debolezze vengono esposte in modo cristallino, le loro azioni non vengono né condannate né giustificate dai loro disturbi mentali. Semplicemente, Please Like Me tratta i suoi personaggi come persone vere, mostrandoci i loro difetti in modo impietoso ma mettendone anche in luce tutte le qualità. In questo modo riesce a ricreare una realtà riconoscibile, e dei personaggi a cui è facile affezionarsi perché somigliano incredibilmente a persone vere. Similmente, il modo in cui essi stessi parlano l'uno dell'altro e delle loro varie vicissitudini è ironico, spesso ai limiti dell'inappropriato, permettendo a loro di sdrammatizzare e a noi di ridere con loro, con un risultato dolceamaro. Questi toni infatti non tolgono niente alla nostra empatia per i personaggi, anzi, ce li rende più vicini.

Il cast

Il cast è cruciale nella riuscita della serie: è infatti chiaro che la maggior parte dei personaggi è modellata sulla base dei loro interpreti, a partire dallo stesso Josh che, infatti, mantiene il suo vero nome. Come lui, anche il suo migliore amico Tom (Thomas Ward) e Hannah, che è un'estensione naturale della comica Hannah Gadsby e mantiene tutti i suoi tratti principali, già esplorati nella sua carriera da stand-up comedian (ad esempio nello speciale comico Nanette), e inseriti alla perfezione in questo contesto di fiction. Questa operazione riesce soprattutto grazie alla natura stessa della serie e nella sua combinazione di finzione e realtà, dramma e commedia.
Altri membri del cast degni di nota sono Caitlin Stasey (che qualcuno ricorderà come Frankie di Sleepover Club) e Debra Ward, che interpreta uno dei ruoli più complessi, quello della madre di Josh. Il cast di millennial (in una delle rappresentazioni della categoria più oneste e meno stereotipate) è perfettamente bilanciato da quello più adulto, e il fatto che la maggior parte degli attori sia poco conosciuta (se non altro per un pubblico italiano) rende l'insieme fresco e divertente da scoprire.

Feel-good

Ogni episodio è perfettamente confezionato e dura mezz'ora, mantenendo dunque gli standard della sit-com ma aggiungendo profondità emotiva e sviluppo dei personaggi. Resta il fatto, comunque, che formalmente Please Like Me sia una commedia, e una commedia riuscitissima. La scrittura è brillante, gli scambi veloci, le battute inaspettate. È una comicità fresca, sincera e intelligente, che punta meno sulla comicità degli eventi (per quanto spesso grotteschi) e più sulla simpatia dei personaggi e degli autori (che spesso infatti si sovrappongono). Please like me può quindi essere definito un feel-good show, nonostante gli argomenti delicati trattati.
Ciò che lo rende davvero piacevole e confortante non è il fatto che ogni episodio finisca bene, come nella maggior parte dei feel-good shows. Anzi. Please Like Me è una serie che vuole rappresentare il mondo vero, in cui non va mai tutto così liscio. L'impressione, però, è che il mondo abitato dai personaggi sia una versione più gentile del mondo vero, Il mondo come dovrebbe e potrebbe essere, in cui le cose brutte succedono, ma vengono processate in modo sano, sdrammatizzate con una battuta, soffocate dentro un gelato color pastello.