Prisma, la nuova serie di Prime Video al Giffoni: l'incontro con i ragazzi

Al Giffoni Film Festival è stata presentata Prisma, la nuova serie italiana di Amazon. Vediamo cosa hanno raccontato cast e produttori ai ragazzi.

Prisma, la nuova serie di Prime Video al Giffoni: l'incontro con i ragazzi
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Dal 21 settembre su Amazon Prime Video sarà disponibile la prima stagione di Prisma, un nuovo originale della piattaforma creato, sviluppato e recitato da talenti italiani. Dopo Skam Italia, Ludovico Bessegato (Il candidato, Kubrick - Una storia porno) e Alice Urciolo (candidata al Premio Strega 2021 con il romanzo Adorazione) danno vita a un racconto di formazione che, se dobbiamo giudicare dalla clip mostrate durante l'incontro con i ragazzi in sala Truffaut al Giffoni Film Festival e dalla loro reazione alla visione, conquisterà il pubblico italiano.

Ma mentre la serie di Ludovico Bessegato arriverà solo in autunno su Prime Video, e verrà mostrata in anteprima fuori concorso nelle prossime settimane a Locarno in occasione del Locarno Film Festival che si terrà 3 al 13 agosto, il giovane pubblico del Giffoni ha infatti potuto avere un assaggio di ciò che vedremo sul piccolo schermo grazie ad alcuni filmati scelti dalla produzione e a un incontro con i creatori di Prisma Bessagato e Urciolo e i suoi interpreti principali: Mattia Carrano, Lorenzo Zurzolo, Caterina Forza e Chiara Bordi.

Come nasce un'idea


Ma da dove prende spunto una serie i cui capisaldi sono la ricerca d'identità in un mondo in continuo cambiamento, e il rapporto con il proprio corpo e aspetto fisico, ma anche con gli altri, alla luce di tutto questo?

"È stato fondamentale un incontro con una poetessa, Giovanna Cristina Vivinetto, l'autrice dei versi che avete potuto ascoltare anche nel trailer della serie" spiega Urciolo ai ragazzi "Giovanna è una ragazza transgender che ha portato il suo vissuto e la sua storia nei vari incontri che abbiamo fatto con lei io e Ludovico. E diciamo che la scintilla iniziale è stata proprio lei, che ci ha incuriosito a proposito delle varie tematiche affrontate dallo show". Tematiche che, continua Urciolo, nonostante la loro attualità e rilevanza "non ancora vedevamo trattate da altre serie italiane". Per cui Vivinetto è stata l'inizio di un percorso durato due anni, nel corso del quale i due produttori hanno dialogato con diverse persone per raccogliere materiale e assicurarsi di restituire un'esperienza umana reale, e raccontarla nel più modo più autentico possibile.

Dietro, poi, c'è tanta voglia di mettersi in gioco, di rinnovarsi e vedere di cosa si è capaci lontano dal nido sicuro che è stato Skam Italia, la serie TimVision e Netflix che tanto successo ha avuto tra i giovani, in tutte le sue versioni (l'originale è di produzione norvegese, ma non perdetevi il trailer di Skam Italia 5).

"Skam Italia è stata la cosa più bella che ho fatto fino a soli 2 anni fa nella mia vita, gli devo tutto, e lavorare con i norvegesi è stata un'esperienza incredibile. Ma esattamente come si fa quando si diventa adulti e si va via di casa, che si dice ai genitori ‘È giusto che voi mi diate delle regole, ma è giusto anche che io mi faccia una casa tutta mia', così è stato qui. Continuo a voler bene ai miei genitori, che mi hanno insegnato tutto quello che so fare, ogni tanto li vado a trovare, ci mandiamo i messaggi su Whatsapp... Però adesso ho una nuova casa" aggiunge Bessegato.

E, soprattutto, di slegarsi da un prodotto pre-impostato: "Avevamo voglia, dopo aver fatto una copia, seppur una copia in cui avevamo messo cose nostre, di dire ‘Sì, è bella, ma saremmo capaci di farla da soli? Saremmo in grado di fare una cosa nostra? Ripartire da zero con qualcosa di completamente nuovo?'".

Ed è qui che, assieme a Cross Production entra in gioco Amazon Prime Video, che ha permesso al duo di esprimere tutta la loro creatività, grazie anche a un sostanzioso sostegno economico, forte della fiducia che le due società di produzione ripongono nel progetto: "Questa serie costa tantissimo, e si vede che ha un valore produttivo davvero notevole" continua Bessegato, facendo notare come non sia sempre così scontato puntare su degli autori giovani intenzionati a sperimentare.

Un mondo a colori

L'esperimento sarà riuscito? Avremo di fronte un fenomeno alla Euphoria tutto italiano? Mentre serie con Zendaya avrà una terza stagione, è ancora presto per dire se Prisma avrà la stessa fortuna, ma dalle clip che sono state presentate durante il festival è riscontrabile un impegno di fondo da parte di ogni branca produttivo-creativa, una realizzazione studiata che volge l'attenzione alla forma tanto quanto al contenuto, proprio come promette il titolo dello show, Prisma.

"Dentro ognuno di noi, tutto quello che ci sembra bianco, monocolore, con un'identità prefissata, in realtà, a guardarlo meglio, contiene un'infinità di sfumature che ci impedisce di definire una cosa per mezzo di un unico colore o una singola definizione" spiega Bessegato, ricordando perché di una tale scelta.

È con questa idea che ci approcciamo dunque alla storia dei gemelli Marco e Andrea (interpretati entrambi da Carrano con un mix di tecniche e performance che hanno particolarmente affascinato i ragazzi in sala, che hanno tentato di indovinare come fossero state realizzate simili scene), ma anche di Daniele (Zurzolo), Nina (Forza) e Carola (Bordi), e tutti coloro che li circondano e condividono le stesse domande e la stessa inquietudine nei confronti della vita.
C'è un po' di tutto, in Prisma: dubbi esistenziali, gioie e dolori dell'adolescenza, tradimenti e primi baci, ma anche sport, musica, e tanta voglia di dipingere il mondo dei giovani così com'è oggi: non un mondo monocromatico, univoco e immutabile; ma un trionfo di colori, pieno di percorsi inesplorati pronti ad essere intrapresi. E, soprattutto, un mondo sempre, continuamente in divenire.