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Ragnarok: ipotesi e aspettative sulla Stagione 2

La seconda stagione di Ragnarok non è ancora ufficiale, ma l'attesa dei fan è già spasmodica. Facciamo un recap di cosa vorremmo vedere in futuro!

speciale Ragnarok: ipotesi e aspettative sulla Stagione 2
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Alzi la mano chi, inizialmente, avrebbe scommesso sulla riuscita del progetto Ragnarok, serie TV di produzione danese arrivata su Netflix lo scorso mese di gennaio. E invece, con grande stupore, ci siamo ritrovati per le mani una produzione a fuoco (qui la nostra Recensione di Ragnarok), con un'identità precisa che riesce a raccontare una storia di buon fascino.

La prima stagione dello show fa un po' da apripista allo sviluppo degli episodi successivi. Considerando poi l'immaginario a cui si ispira, è lecito aspettarsi una forte connotazione tematica, per ora soltanto abbozzata e bisognosa di un maggior approfondimento. In attesa di una seconda stagione non ancora ufficialmente annunciata, vogliamo provare a fare il punto sulla situazione e, in particolare, su ciò che ci piacerebbe vedere nella prossima incarnazione di uno show che possiamo definire a suo modo sorprendente.

Luce sul passato

Una delle certezze che la prima stagione ha saputo insinuare nella mente dello spettatore è il mistero, un elemento che in tutto lo show si respira a pieni polmoni, sin dalle prime battute del racconto.

Tutto ciò che avvolge la cittadina Edda, apparentemente tranquilla e paradisiaca, sembra essere ben lontano dalla realtà dei fatti, caratterizzata da una fitta rete di intrighi e verità non dette, di cui si avverte tutta la pesantezza quasi ad ogni passaggio. Quel che accade ai giorni nostri, apparentemente per motivazioni attuali ed esclusive, nonché figlie di eventi a volte anche di poco conto, sembra infatti collegato direttamente ad un passato in cui tutti sembrano avere un ruolo ben preciso, anche quei personaggi che sulle prime potrebbero sembrare marginali o, per la precisione, dare quell'idea di positivismo ad ogni costo. Tutti a Edda sembrano avere qualcosa da nascondere, uno o più scheletri nell'armadio, e ci auguriamo di poter immergerci più a fondo in una narrativa che non ha ancora svelato tutto il suo potenziale.

Giustizia per Ysolde

Diciamoci la verità: senza una morte misteriosa e dolorosa nessun teen drama o comunque nessuna serie del genere in questione può dirsi completa e in linea con le produzioni più famose, e Ragnarok lo sa bene. E, infatti, la serie TV creata da Adam Price si libera subito di questo cliché, piazzando proprio alla fine del primo episodio della prima stagione una morte inaspettata e più "pesante" di quanto ci si potrebbe immaginare.

A perdere la vita è infatti la giovane Ysolde, ragazza caratterizzata da quell'immancabile binomio genio ribelle dal look sgangherato ma dotato di un animo sensibile e profondamente giusto che sin dalle prime battute si dimostra la più "aperta" nei confronti dei nuovi arrivati, tra cui soprattutto il protagonista Magne.

La morte della giovane Ysolde, in modo quasi inaspettato, sembra non colpire più di tanto i presenti, né i giovani né gli adulti, i quali mostrano un atteggiamento ai limiti del menefreghismo più o meno marcato. A colpire è in particolare il padre, Erik, professore della scuola in cui militava la stessa figlia e, appunto, il nuovo arrivato Magne.

L'uomo, forse per lo shock, sembra quasi volersi tagliare fuori dallo scoprire la verità sulla misteriosa morte della giovane figlia, pericolosamente avvicinatasi ad una verità scomoda, che la potente famiglia Jutul non voleva che venisse allo scoperto. Per fortuna, almeno sulle battute finali, il tutto viene messo a nudo, ma non crediamo sia abbastanza: Ysolde ci aveva visto giusto ed è stata punita in modo troppo duro per questo.

Money is Power

Abbiamo visto, nel corso dei sei episodi da cui è composta la stagione, in modo tutto sommato veloce e poco esplicativo, come la famiglia Jutul sia passata negli anni a recitare un ruolo sempre più pesante e se vogliamo oscuro nella civiltà attuale, adattandosi e anzi sfruttando a proprio vantaggio l'evoluzione della specie umana, a cui loro guardano con grande disprezzo. Lo stesso Fjor, uno dei quattro "giganti", ad un certo punto dice qualcosa che è legato alla stessa particolare evoluzione, in cui ora il potere sembra essere quasi esclusivamente legato alla sfera economica, facendo un po' un attacco anche alla società contemporanea.

Seppur scontata e poco ispirata, poiché trattasi di una soluzione già adottata su altri lidi, ci sentiamo di premiare questa soluzione, vuoi anche per l'ottimo lavoro svolto dagli attori scelti per l'interpretazione dei cattivi in questione, il cui ghigno di piacere nei confronti del dolore altrui riesce a risultare convincente e penetrante con grande semplicità.

Quello che vorremmo vedere nella seconda tornata di episodi è dunque una sorta di road map, per scoprire proprio l'evoluzione di figure talmente potenti da essere sopravvissute per migliaia di anni, imparando a mescolarsi tra gli umani con grande abilità ma preoccupandosi sempre di riservarsi un posto da primedonne all'interno di una civiltà in continua mutazione. Il passato di Ran, Saxa, Fjor e soprattutto dell'antagonista principale (o quello che sembra tale) Vidar e le loro origini sono tanto affascinanti quanto avvolte nell'ombra e noi, onestamente, non vediamo l'ora di saperne di più.

Il curioso caso di Magne e Laurits

La storia della televisione, ormai lo sappiamo, ha sempre avuto un rapporto particolare con i protagonisti, da sempre personaggi fondamentalmente odiati o amati ma raramente imbrigliati nella classica "via di mezzo". E qui, chiaramente, questa tacita legge non poteva che ritornare con foga, seppur con qualche particolarità.

Magne e Laurits, i due giovani destinati ad accogliere in sé i poteri divini rispettivamente di Thor e Loki, sono messi lì in modo poco chiaro, un po' abbandonati quasi a se stessi. Tutto ciò, per quanto casuale sembri, viene via via descritto come un qualcosa di più radicato, più antico, in qualche modo collegato anche con il misterioso omicidio del padre dei due giovani, la cui scomparsa è rimasta avvolta nel mistero per tanto, troppo, tempo.

La stessa moglie, la madre dei due ragazzi, sembra restia a tirar fuori la questione, quasi come se non le riguardasse davvero, cosa che non fa altro che accrescere enormemente la nostra sete di curiosità nei confronti di quello che potrebbe rivelarsi un elemento cardine di tutta la serie. In che modo i due, decisamente diversi sotto tanti aspetti e che sembrano non essere esattamente sulle stessa lunghezza d'onda, sono collegati ai divini eventi principali della serie? Perché proprio Magne? Perché proprio Laurits? C'è un motivo preciso dietro alla pesante eredità che dovranno raccogliere o è tutto frutto del sempre effimero e beffardo fato? Lo scopriremo soltanto guardando!

Più azione meno parole!

Ciò che ha colpito forse maggiormente gli estimatori della serie in questione è stato la sua natura molto riflessiva, che predilige la narrazione e il dialogo agli scontri fisici veri e propri. Sia chiaro, questo è probabilmente uno degli aspetti più sorprendenti e riusciti dello show, ma da una produzione del genere è lecito aspettarsi qualcosa di più anche sotto il profilo dell'azione, elemento se vogliamo passato eccessivamente in secondo piano in questa prima tornata di episodi.

Dunque, sì, da appassionati di una veste più cinematografica di Thor e Loki, ci auguriamo di vedere più azione e più effetti speciali nella prossima stagione, un qualcosa insomma che possa farci ricordare per bene chi è il dio dei fulmini, come agisce quello degli inganni e, soprattutto, come avrà origine e come si concluderà il tanto spaventoso e temuto Ragnarok.