Netflix

Resident Evil, la serie Netflix sembra futurista e straniante

Il primo trailer del nuovo prodotto seriale rivela un appeal del tutto inaspettato e differente dalle atmosfere e dalle storie originali dei videogiochi.

Resident Evil, la serie Netflix sembra futurista e straniante
Articolo a cura di

Appena un minuto e sedici secondi per cancellare ogni aspettative maturata finora. Tanto è bastato a Netflix per disintegrare le già basse speranze di fedeltà o ripresa della continuity originale di Resident Evil nel prossimo adattamento seriale in streaming. Il colosso mette subito le cose in chiaro: dimenticate tutto quello che avete visto finora, le atmosfere tetre e malate, i protagonisti conosciuti, le dinamiche di un franchise re-inventatosi più volte, nel tempo, ma rimasto comunque fedele alle caratteristiche essenziali d'orrore.

Niente di tutto questo, invece, traspare dal trailer della serie Netflix su Resident Evil, che si presenta invece come un mix straniante e un po' anonimo tra 28 Giorni Dopo e un qualsiasi prodotto sci-fi targato AXN. Non sembra nemmeno di vedere qualcosa di accostabile alla saga videoludica come invece fatto da Resident Evil: Welcome to Raccoon City (ne parlavamo nella nostra recensione di Resident Evil Welcome to Raccoon City) e, anzi, sembra guardare con aria ancora spavalda al passato cinematografico plasmato da Paul W.S. Anderson, disinteressandosi però a ogni forma di rispetto possibile e ideando un libero trattamento che farà sicuramente discutere fan e appassionati.

Zombie 2.0

Il trailer ci lascia entrare subito nella New Raccoon City del 2022, all'apparenza una sorta di cittadina modello e riservata ai lavorati dell'Umbrella Corporation, il cui logo troneggia davanti ai cancelli della mini-metropoli futurista e fastidiosamente perfetta. «Billie, Jade: benvenute a casa», dice la voce in sottofondo di Lance Reddick nel ruolo di Albert Wesker (sì, quel Wesker), e guardando scorrere le immagini si capisce come le due ragazze siano le sue figlie.

Si stanno evidentemente trasferendo a New Raccoon City, presumibilmente per questioni lavorative legate al padre, che inquadrato alla scrivania di un laboratorio prende in mano delle fialette contenenti il sangue delle ragazze. Lo sta sperimentando su delle cavie animali per dei test che potrebbero forse portare alla creazione del Virus-T o qualsivoglia agente patogeno e virale in grado di trasformare quella luminosa realtà comunitaria e multinazionale in un inferno di non morti. l sangue di Billie o di Jade rende comunque il topo da laboratorio aggressivo, tanto da fargli quasi rompere il vetro delle sua gabbia. All'improvviso, uno stacco di montaggio. Siamo ora a Londra, nel 2036, 13 anni dopo quell'idillio abbacinante destinato evidentemente a concludersi nel peggiore dei modi possibili. L'inquadratura sembra presa di peso dal film di Danny Boyle con protagonista Cillian Murphy: il Big Ben sullo sfondo, il clima disastrato, macchine abbandonate sul ponte, sangue e degrado.

Qui la serie diventa chiaramente post-apocalittica e molto più young adult, ricordando un po' la cancellata Daybreaker, ma finalmente si vedono gli zombie, tutti intorno a una fortezza di fortuna allestita come baluardo di difesa contro questi mostri. L'idea è che si viaggia tra flashback e flashforward continui per raccontare la storia di Jade e di Billie lungo questi 13 anni di vuoto narrativo da esplorare, ma è nei toni e nelle invenzioni che la serie non sembra promettere nulla di eclatante, almeno in questo primo e sommario momento.

"Il male si è evoluto", sostiene la tag line di Resident Evil, ma bisogna ancora capire come e in che modo. La mascotte in stile Waldo di Black Mirror negli ultimi secondi del filmato lascia spazio a un Albert Wesker violento e infuriato, intanto a massacrare di botte un non meglio specificato personaggio, fino alla chiusura fan service e un po' ammiccante con i classici cani zombie. 2.0 anche questi? Lo scopriremo il 14 luglio, quando gli episodi della serie approderanno su Netflix, augurandoci che questa nuova visione di uno dei franchise videoludici più amati e conosciuti al mondo possa regalare in effetti molte più sorprese ed entusiasmo del suo trailer di presentazione.