She-Hulk: cosa ci dice la serie Marvel sul ritorno di Daredevil?

In She-Hulk abbiamo assistito al primo vero sguardo sul ritrovato Matt Murdock di Charlie Cox, ma cosa ci dice sul futuro di questo personaggio?

She-Hulk: cosa ci dice la serie Marvel sul ritorno di Daredevil?
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She-Hulk: Attorney At Law ci ha lasciato in eredità un aspetto a dir poco cruciale per molti fan non solo del MCU, ma della Marvel in generale. E no, non ci stiamo riferendo alle abilità da rottura della quarta parete della protagonista viste in tutta la loro magnificenza nel finale (qui potere recuperare la nostra recensione di She-Hulk 1x09), che in realtà aprirebbero ulteriori e delicate problematiche. Ci riferiamo ovviamente al primo vero sguardo al ritrovato Daredevil/Matt Murdock di Charlie Cox, una figura che reca con sé una storia invidiabile e folte schiere di appassionati. La domanda che ci siamo posti allora è questa: cosa ci dice She-Hulk sul futuro di Daredevil e sulla sua serie in cantiere ai Marvel Studios?

Le paure erano chiaramente le solite, ovvero che l'MCU prendesse un personaggio molto più drammatico e tragico e lo adattasse ai suoi toni più leggeri e family friendly, come già avvenuto tristemente per Moon Knight (qui vi rimandiamo alla nostra recensione di Moon Knight). Per adesso, però, anche il Matt Murdock canonico ci ha convinto appieno, nonostante sentiamo il bisogno di fare diverse osservazioni.

Fumetti vs Netflix

Partiamo infatti da un presupposto: per quanto noi stessi abbiamo amato alla follia l'interpretazione molto cupa e violenta della serie Netflix (e la nostra entusiasta recensione di Daredevil 3 ne è la prova), va pur sempre ammesso che quello non è il vero, per così dire, Daredevil. O almeno, lo è soltanto in alcuni albi specifici di Frank Miller o ad esempio nella recente run di Chip Zdarsky, anche se in quest'ultimo caso è difficile scindere la caratterizzazione del personaggio da una trama incredibilmente dolorosa. Il Matt Murdock di Netflix è appunto un'interpretazione, strepitosa sotto una marea di punti vista, ma solo un modo dei tanti possibili di leggere il Diavolo di Hell's Kitchen.

E, paradossalmente, quel poco che l'MCU ci ha dato di Daredevil è molto più affine ai fumetti di quanto Netflix abbia mai fatto, a partire da quel tanto discusso guizzo di umorismo in più che è perennemente nelle sue corde. Certo, She-Hulk esaspera un simile lato, ma ciò rientra nella sua natura da comedy, con un identico trattamento riservato a Wong, Abominio e persino Bruce Banner; qualora ritroveremo momenti del genere al limite del trash anche in Born Again allora sì che ci sarà da criticare aspramente la direzione creativa della serie, ma è lecito attendersi più momenti comici rispetto alla produzione Netflix. E ribadiamo, non solo perché sarà un prodotto del Marvel Cinematic Universe, bensì è lo stesso personaggio che li richiede nella giusta misura.

Stili di combattimento

In poche parole, quelle scene e dialoghi estemporanei, solari e leggeri in particolar modo intravisti tra Matt e Foggy lungo le 3 stagioni dello show sono, almeno nei fumetti, molto più presenti di quanto si possa immaginare. L'altro aspetto che il Daredevil targato MCU sembra cogliere al meglio rispetto all'interpretazione di Netflix è il combattimento e qui vale lo stesso discorso di prima: apprezziamo profondamente l'estrema violenza e decisione con cui Matt affronta chiunque gli si pari davanti, ma la verità è che Daredevil incarna quasi l'esatto opposto. Il Diavolo di Hell's Kitchen - perdonateci l'espressione - non picchia affatto come un fabbro, anzi, è straordinariamente elegante e chirurgico nel sfruttare i suoi poteri pur di danneggiare i suoi nemici quel tanto che basta per metterli fuori combattimento e nulla più.

Di nuovo, sono valutazioni che non hanno minimamente impattato il nostro giudizio o godimenti della produzione Netflix, che riteniamo ancora ai vertici massimi del genere action in generale, non solo supereroistico. È altrettanto vero, tuttavia, che ammirare un Daredevil volteggiare elegantemente al pari di un ballerino di danza classica tra i nemici senza infierire inutilmente su di loro ci ha sorpreso e fatto davvero piacere. Se in Born Again ritroveremo sequenze action di tal fattura e soprattutto finezza nella loro coreografia, che si inseriscono appunto nel solco tracciato da She-Hulk, ci riterremo soddisfatti. Poi è evidente che i dubbi siano ancora molteplici, dalla costruzione del personaggio alla narrativa che andrà spalmata su addirittura 18 puntate. Le premesse, però, anche sulle convinzioni di Matt e la serietà messa in campo in tribunale, per adesso ci convincono.