Skam Italia è stata cancellata ora che ne avevamo più bisogno

Cambio di rotta ai vertici di TimVision, che ha cancellato la serie teen italiana migliore di sempre. È 'no scandalo, zì.

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Lo sospettavamo da un po', ma è arrivata la conferma: la quarta stagione di Skam Italia non si farà. Ad annunciarlo è direttamente il creatore e showrunner della serie, Ludovico Bessegato, in un'intervista pubblicata su La Stampa (e da lui riportata integralmente sul suo profilo Instagram). La decisione di TimVision di non rinnovare Skam Italia - remake dell'originale norvegese e vero e proprio fenomeno - sembra dipendere da quella che viene definita una nuova "strategia industriale" della piattaforma streaming, che con il nuovo cambio di vertici (la storica responsabile di TimVision Production, Annamaria Morelli, non lavora più per la compagnia, e da gennaio c'è un nuovo responsabile della piattaforma streaming, Luca Josi) ha deciso di puntare tutto sulla produzione di show di intrattenimento. Per intenderci, TimVision non co-produrrà più nemmeno un titolo come L'Amica Geniale. Ma concentriamoci su Skam Italia.

La grande bellezza di Skam Italia

È stata definita rivoluzionaria per la delicatezza e genuinità con cui ha affrontato tematiche LGBTQ nella seconda stagione; è stata acclamata dai fan e dalla critica, conquistando il premio come miglior serie tv agli ultimi Diversity Media Award; è finita in trend topic su Twitter - nazionale e mondiale - più volte di quante ne possiamo contare. Ma soprattutto, Skam Italia ha avuto il pregio di raccontare gli adolescenti per come sono davvero, utilizzando il loro linguaggio e i loro riferimenti culturali senza paternalismo né condiscendenza, offrendo un ritratto onesto, genuino e vero di quel periodo assurdo (e difficile, e bello nonostante tutto) che è l'adolescenza. Bessegato - che oltre che creatore e showrunner della serie è stato anche regista e autore delle prime due stagioni e ha supervisionato la terza - ha preso i personaggi e le storyline dell'originale norvegese e li ha adattati (magnificamente) al contesto italiano e più precisamente a quello romano, con protagonisti che cantano Calcutta, mangiano pane e mortazza e si lasciano spesso andare a regionalismi e inflessioni dialettali ormai entrati nel linguaggio comune anche dei fan della serie che a Roma non hanno mai messo piede. Per loro la cancellazione di Skam Italia "è ‘no scandalo, zì", e hanno ragione.
Perché è la serie italiana che più di tutte è riuscita a rappresentare gli adolescenti (non ci sono riuscite né Baby di Netflix né tantomeno la fiction RAI La compagnia del cigno) e persino a riportare nostalgicamente a galla ricordi, sensazioni e atmosfere degli anni dell'adolescenza nelle mente di chi adolescente non lo è più da un pezzo; è la serie che più di ogni altra è riuscita a parlare di omosessualità, disturbi mentali e molestie con la stessa franchezza e delicatezza con cui ha parlato di amicizia, primi amori e incomprensioni con i genitori, senza stereotipi né personaggi macchietta a cui le produzioni nostrane ci hanno spesso abituati.

La (mal)gestione di TimVision

La cancellazione di Skam Italia fa male. Fa male anche perché, nella sua intervista, Bessegato spiega tutte le difficoltà che lui e la casa di produzione Cross Productions hanno dovuto affrontare dopo il cambio di vertici di TimVision. L'inizio della terza stagione ha visto un improvviso - e non preannunciato - cambiamento nella modalità di fruizione della serie: niente più clip ed episodi distribuiti sul sito ufficiale (e gratuito), ma solo su TimVision e, quindi, a pagamento. Un cambiamento che ha scatenato non poche polemiche, soprattutto considerando il target della serie: ragazzi e ragazze che per la stragrande maggioranza ancora vanno a scuola e che, per poter vedere legalmente la loro serie preferita, avranno dovuto pagarla cinque euro al mese, presumibilmente chiedendo il permesso ai genitori visto che per abbonarsi serve una carta di credito.
Dall'intervista scopriamo però che questa è stata solo la punta dell'iceberg. Tra i punti di forza - e le ragioni del successo - di Skam c'è la sua crossmedialità, con i personaggi che hanno veri profili Instagram, cosa che li rende più reali e vicini al mondo degli adolescenti che seguono la serie. L'attività social della versione italiana di Skam è sempre stata abbastanza sporadica rispetto agli altri remake, ma con la terza stagione ha toccato il punto più basso e Bessegato ha spiegato perché: si è ritrovato a dover gestire lui da soloi canali social della serie, pubblicando foto e storie da sé. Allucinante.
Ed è inutile sperare che la serie venga salvata da altri potenziali broadcaster: nell'intervista si legge che in effetti un'altra importante piattaforma streaming (non nominata) era interessata a Skam Italia, ma la cosa è finita con un nulla di fatto perché TimVision non si è detta disposta a cedere le prime tre stagioni senza poter figurare come co-produttrice della quarta (e quindi di guadagnarci). Un po' come se Amazon Prime Video, che dopo tre stagioni ha salvato The Expanse dalla cancellazione decisa dal network Syfy, a dicembre distribuisse la quarta stagione senza poter dare ai suoi abbonati l'accesso alle prime tre.

La stagione di cui avevamo bisogno più che mai

La cancellazione di Skam Italia fa male anche perché la quarta stagione sarebbe stata essenziale ora che più che mai, così come lo è stata la seconda. La protagonista sarebbe stata Sana Allagui (Beatrice Bruschi), figlia di padre tunisino e madre italiana. Per scrivere un personaggio e una storyline realistici e verosimili, Bessegato ha fatto ricerche e si è messo in contatto con i membri della comunità musulmana in Italia (così come aveva incontrato veri adolescenti prima di iniziare a lavorare alla prima stagione), per darci ancora una volta una protagonista vera, pronta a smentire stereotipi e pregiudizi.

Una protagonista italiana e musulmana che non vedremo mai, proprio ora che ne abbiamo più bisogno. Ora che in Italia la paura del diverso si è trasformata in odio, ora che i nazionalisti si sentono legittimati da un ministro degli interni che usa epiteti razzisti, ora che è stato approvato il Decreto Sicurezza Bis. Avevamo bisogno di Sana Allagui e avevamo bisogno di Skam Italia. TimVision, evidentemente, no.