Speciale Smallville - Parte 1

Gli inizi della storia di Superman, quando era solo il giovane Clark Kent.

Articolo a cura di

SMALLVILLE - SPECIAL 1

Venerdì 13 maggio è stato un giorno leggendario per la storia dei telefilm. Dopo dieci anni infatti, dopo dieci stagioni, Smallville è arrivato ad una conclusione. La serie fu creata nell'ormai lontano 2001 da Alfred Gough e Miles Millar, con l'intento di raccontare la storia di Super....o meglio, di Clark Kent, narrandola dagli inizi, percorrendo tutta la sua adolescenza e la sua crescita, mostrandoci come il protagonista sarebbe poi diventato l'uomo che era destinato ad essere. Noi di Serialeye abbiamo ovviamente deciso di proporvi un super speciale(diviso in due parti) dedicato a Smallville, così da ripercorrere insieme ai fans storici quello che è stato un viaggio indimenticabile, e così da far capire magari ad altre persone che cosa si sono perse nell'ultimo decennio.

MAN OR SUPERMAN?

“So what are you Clark? Man or Superman?”. “Haven't figured it out yet”.
La storia la conosciamo più o meno tutti. Durante la pioggia di meteoriti avvenuta a Smallville(qui nel 1989), Martha e Jonathan Kent si ribaltarono con il loro furgone e trovarano un bambino completamente nudo, o per citare la storica frase di mamma Kent: “Veramente Jonathan, è lui che ha trovato noi”. Da quel momento i due, che non potevano avere figli, adottarono il piccolo bambino apparentemente abbandonato e decisero di crescerlo nella fattoria come se fosse loro figlio. Come narrare un soggetto del genere? Come impostarlo? Smallville è nato nel periodo d'oro della WB, una WB che aveva a che fare con la quarta stagione di Dawson's Creek(l'ultima di qualità), con la seconda stagione di Gilmore Girls(la migliore) e la quinta stagione di Buffy(l'ultima andata in onda sulla WB), per cui bisognava concepire la serie con uno stile da pseudo teen-drama. Il termine “pseudo teen-drama” è d'obbligo, visto che la serie fu composta con uno stile ibrido, proprio come Buffy prima e Roswell poi, utilizzando la formula del “Monster of the Week”, resa famosa da X-Files ed utilizzata poi anche dallo stesso Buffy. Ciò che Smallville ha preso da X-Files però non è solo la struttura episodica ma anche(in modo a volte vago a volte più marcato) lo stile degli episodi, come le intro delle puntate, soprattutto nella prima stagione, e lo stile dei “mostri”, più che altro nelle prime due stagioni. Punto forte della prima stagione poi sono certamente le tematiche che etichettavano gli episodi e i vari "nemici" della settimana, tematiche adattate ad un mondo più adolescenziale e "liceale", come le costanti insicurezze derivate dall'aspetto fisico(come nell'episodio della ragazza ossessionata dal suo peso) oppure le paure dovute alla vita in una piccola cittadina del Kansas.
Sin dalla prima puntata veniamo messi di fronte ad una tematica che sarà poi una costante della serie e soprattutto del protagonista: “Uomo o Superuomo?” con che cosa abbiamo a che fare? Come si considera Clark? E come lo giudicheranno gli altri? Clark è comunque un ragazzo decisamente fuori dal comune, ha delle capacità speciali di cui solo i suoi genitori sono a conoscenza, come la super forza e la super velocità(ed altre che scoprirà ovviamente in seguito). Il pilot fu diretto da quel fenomeno che è David Nutter(soprannominato “The Pilot Whisperer”) e infatti ne uscì uno vecchio stile fatto quasi a regola d'arte. Da subito ci vengono introdotti i personaggi principali del telefilm e della vita di Clark, come i suoi amici Pete e Chloe, lui suo amico sin dall'infanzia, lei(segretamente innamorata di Clark) un'aspirante reporter nonché redattrice del Torch(il giornale della scuola). Ci viene anche mostrata l'infatuazione di Clark per Lana Lang, sua vicina di fattoria già fidanzata con il classico(almeno all'inizio) quarterback della scuola. Lana perse i suoi genitori durante la pioggia di meteoriti, motivo per il quale Clark si sentirà in colpa, ma che sarà anche elemento in comune per i due che riusciranno così a comprendersi, visto che il protagonista non ha mai conosciuto i suoi genitori biologici e si è sempre chiesto perchè l'avessero "abbandonato". Il pilot però ci introduce appropriatamente anche altri personaggi, il più importante dei quali è chiaramente Lex Luthor. Lex è un ragazzo un po' più grande di Clark, è figlio del miliardario Lionel Luthor ed anche lui è in qualche modo vittima della pioggia di meteoriti. Lex e il padre erano a Smallville il giorno dello storico evento e quando caddero i meteoriti si trovava in un campo di grano che venne colpito dalle palle di fuoco. Questo evento regalò a Lex(per così dire) quella che è la sua caratteristica leggendaria, ossia la calvizia, che lui nel corso degli anni ha imparato a considerare come una sorta di forza. Nell'episodio iniziale assistiamo a quello che è divenuto uno degli eventi principali e fondamentali della serie, ovvero quello dell'investimento in auto di Lex ai danni di Clark, con successivo super-salvataggio effettuato da quest'ultimo. Nel momento stesso del salvataggio viene dettata l'ossatura della prima stagione, che comincia ad esplorare l'amicizia di Clark e Lex(non approvata da papà Kent, fortemente diffidente nei confronti dei Luthor) e che comincia ad esplorare l'ossessione del giovane Luthor nei confronti di Clark, mostrandoci così come quest'ultimo debba costantemente proteggere il suo segreto da chiunque, essendo anche costretto a mentire ai suoi amici più cari per riuscire a farlo.

THE LAST SON OF KRYPTON

All'inizio della seconda stagione abbiamo a che fare con gli eventi del finale dell'anno passato. Questa stagione si concentra quasi interamente su quella che diventerà la “mitologia” della serie, ossia quella delle origini di Clark, esplorate attraverso il mito di Naman e le profezie delle grotte Kawachi. La prima stagione infatti si focalizzava sulla crescita adolescenziale di Clark, che lo vedeva alle prese con le sue sorprendenti abilità e con le sue relazioni sentimentali(in realtà molto poco concrete). Questa seconda stagione invece esplora al meglio i diversi ruoli di alcuni personaggi lasciati un po' in attesa fino ad ora, come Pete e Lionel, che avranno molta più importanza rispettivamente nelle vite di Clark e di Lex. In generale la tematica principale è quella delle “origini”, tanto che non sarà soltanto Clark ad indagare nelle proprie, ma anche Lana e Lex scaveranno nelle storie delle loro famiglie, scoprendo così alcune verità nascoste che avranno effetto sui percorsi di entrambi i personaggi nel corso della stagione. A risaltare soprattutto saranno le epiche battaglie verbali(e non solo) tra Lex e Lionel, che sembrano quasi delle battaglie dal sapore antico a colpi di aforismi, per lo più storici, e perle filosofiche tratte dalla Grecia antica o dalla letteratura. Lionel viene poi avvicinato sensibilmente al segreto di Clark, che deve affrontare delle complicazioni nella sua amicizia con Chloe; una Chloe che nel frattempo si è avvicinata molto a Lana, rendendo un po' più complicata l'amicizia fra i tre personaggi. Questa stagione inoltre è ricordata tra le altre cose per un evento che già all'epoca segnò la storia della serie; stiamo parlando della speciale apparizione di Christopher Reeve(due anni prima della sua morte) nel ruolo del geniale scienziato Virgil Swan. Tom Welling stesso(Clark Kent) ha ricordato l'episodio con Reeve come uno dei momenti più belli non solo per la serie ma anche per lui a livello personale. Welling ha detto che lui andò a New York per girare quella scena(mentre Smallville era girato a Vancouver)con Christopher Reeve che lavorò per dieci ore in una giornata, nonostante i medici gli avessero consigliato di non lavorare più di otto ore date le sue condizioni di salute.

TRIENNIO

Dalla terza stagione di Smallville inizia l'assalto della mitologia della serie. Chiaramente ci saranno sempre gli episodi stand-alone, ma il plot principale, quello riguardante la verità su Clark e sulle sue origini, comincerà quasi a sommergerci. Il protagonista continuerà a sviluppare nuove abilità ed allo stesso tempo una delle persone a lui più care comincerà ad indaghare su di lui. I suoi sentimenti poi riguarderanno principalmente(oltre alla solita Lana) la ricerca di qualcuno di simile a lui, che lo possa accettare a priori e che possa capire cosa significhi essere così diverso. Più avanti dovremo anche dire addio ad un personaggio importante(almeno come regular della serie), ma questo addio sarà compensato dall'arrivo di una certa Lois Lane, che si scoprirà poi essere la cugina di Chloe. Non è troppo facile suddividere le stagioni di Smallville, anche se si tiene conto solo delle prime cinque(quelle dell'era WB). La prima è sicuramente la migliore per quanto riguarda la scrittura degli episodi e per la regia degli stessi. I personaggi vengono introdotti ed analizzati piuttosto bene ed il plot è curato e giustamente introduttivo, riuscendo a non uscire mai dalla propria identità. Nella seconda stagione la sceneggiatura pur non essendo al livello della prima è comunque di buonissima qualità e l'evoluzione della trama principale avviene in modo abbastanza fluido e naturale. Dalla terza stagione e soprattutto dalla quarta la serie comincia a prendersi qualche piccola licenza di troppo, che fortunatamente vengono contrastate approriatamente da quelli che sono stati i punti solidi del telefilm nel corso delle stagioni precedenti. Nella quarta stagione, in particolare, si può notare come delle idee potenzialmente anche discrete vengano realizzate con uno stile decisamente stonato. Il discorso poi cambia relativamente con l'arrivo della quinta stagione(l'ultima ad avere il marchio WB), una stagione decisamente transitoria, che in un certo senso continua la prima parte della serie, quella realmente appartenente a “Smallville”, ma che allo stesso tempo apre alla seconda parte della serie(marchiata CW), che già inizialmente, ma soprattutto in seguito, potrà tranquillamente essere chiamata “Metropolis”.

WELCOME TO SMALLVILLE

E' giusto parlare nello specifico dei personaggi o degli interpreti, se preferite, di Smallville, così come delle ambientazioni offerte dal telefilm. Un cast azzeccatissimo in ogni suo ruolo anche se non annoverabile tra quelli di primissimo livello. Partiamo dal suo protagonista, uno sconosciutissimo Tom Welling, che dell'attore non aveva quasi niente e del modello aveva tutto. La WB decise di puntare su di lui ed oggi noi le siamo veramente grati. Perfetto a livello fisico per il ruolo di Clark, certamente impacciato a livello recitativo(almeno inizialmente), è riuscito comunque a risultare abbastanza genuino e credibile nel complesso delle cinque stagioni, regalandoci un personaggio naive senza forzature. Di Clark Welling avremo comunque modo di parlare più approfonditamente nella seconda parte dello speciale su Smallville. Un “capitolo” in questa prima parte va, per forza di cose, dedicato agli splendidi Jonathan e Martha Kent, interpretati rispettivamente da John Schneider e Annette O'Toole. Due figure note praticamente nella stessa epoca, lui famoso per essere stato il Bo Duke di “Hazzard” e lei per aver già interpretato Lana Lang in Superman 3(il peggior film di Superman). I due interpretano ottimamente i genitori di Clark, aiutandolo costantemente nella sua crescita, non abbandonandolo mai e dandogli importanti lezioni di vita che saranno poi fondamentali nel futuro del protagonista. John Schneider in particolare va ad inserirsi tra i migliori “padri telefilmici”, secondo solo al sensazionale Mitch Leery, aka "il papà di Dawson". Jonathan Kent protegge costantemente suo figlio, perchè nonostante abbia dei poteri incredibili e sia praticamente indistruttibile, la bontà di Clark(davvero troppo buono a volte) lo rende anche vulnerabile; il rapporto tra padre e figlio è sicuramente uno degli elementi più fantastici, memorabili e tavolta toccanti della serie. Ad accentuare maggiormente il mix di “vecchie conoscenze” e “nuove leve” nella serie ci sono poi Allison Mack, Sam Jones III, ovviamente Kristin Kreuk e più avanti Erica Durance. Allison Mack è Chloe Sullivan, che come abbiamo detto è un'aspirante reporter che almeno all'inizio è segretamente(ma non troppo) innamorata di Clark. Considerata la sua scarsa esperienza prima di Smallville e considerato che all'inizio della serie aveva solo diciannove anni, possiamo dire che la sua interpretazione è sicuramente positiva, rende bene l'idea della teenager anticonformista che dirige il giornale della scuola in modo innovativo ed ambizioso ed è generalmente piuttosto spontanea nelle sue espressioni. Tralasciando Sam Jones III, che come attore era abbastanza trasparente, passiamo a Kristin Kreuk ed Erica Durance. La prima fu scelta a soli diciotto anni per interpretare un ruolo fondamentale in Smallville, ossia quello di Lana Lang, amore storico di Clark Kent nella sua gioventù. Da subito si poteva notare l'innata bellezza di Kristin Kreuk, davvero stupenda soprattutto nelle stagioni iniziali della serie(decisamente meno con l'andare degli anni). L'attrice riesce ad offrirci una Lana Lang estremamente candida e pura(in particolare agli occhi di Clark) ma anche molto naturale. La Kreuk avrà poi modo di crescere col suo personaggio nel corso della serie, nonostante in alcuni periodi possa risultare leggermente mono-espressiva. Per quanto riguarda la parte femminile del cast però lo scettro va senza alcun dubbio ad Erica Durance, semplicemente la miglior Lois Lane di sempre. Anch'essa anticonformista, iper-sarcastica, determinata e dal carattere decisamente forte, essendo cresciuta con un padre a capo dell'esercito. Il suo è un personaggio molto divertente ed appassionante, nonché abbastanza diverso da Lana, tanto che molti fan faranno il tifo per Lois. E' stata certamente una delle figure che ha maggiormente scosso l'universo di Smallville nonostante sia stata inserita solo alla quarta stagione(anche perchè prima sarebbe stato impossibile).

LUTHORS & ATMOSPHERES

Tranquilli, stiamo entrando nel terreno dei Luthor, non ce ne eravamo dimenticati, pensavamo solo che meritassero un capitolo a parte. Partiamo da Lionel: che dire, uno dei migliori personaggi del telefilm, uno dei “peggiori-migliori” padri di sempre. Tutto l'opposto di Jonathan Kent, ha cresciuto suo figlio in un ambiente dove l'amore e la fiducia erano sentimenti deboli, mentre la sfiducia, l'intrigo e le costanti sfide erano una chiave per arrivare al “potere”. John Glover ci regala un personaggio estremamente intricato, che non ci pensa due volte prima di sfidare il proprio figlio(anche quando c'è di mezzo la vita) e che spesso ha agito forse in modo contrastante ed apparentemente inspiegabile. La figura offertaci dall'ottimo Glover è accostabile, a livello storico, a quella di Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno, due figure storiche entrambe protagoniste di alcune straordinarie citazioni da parte del personaggio. Se però John Glover è stato protagonista di una delle più solide interpretazioni della serie, Michael Rosenbaum è stato un qualcosa di più. Senza mezzi termini, il miglior attore del cast. Fenomenale. Altre parole non descriverebbero in modo appropriato la sensazionale interpretazione di Lex Luthor da parte di questo attore. Tralasciando il fatto che Michael stia molto meglio da pelato che con i capelli, l'attore ha creato un personaggio incredibilmente affascinante in ogni suo aspetto. Lex è umano al 100%, non è il Joker né Two-Face ed è proprio questo a renderlo così incredibile. Un personaggio decisamente colto, con una profonda conoscenza storica dovuta al padre e alle scuole private di primo livello frequentate nella sua gioventù. Il personaggio di Rosenbaum vuole essere un buono, uno come Clark, che lui ammira tanto. Lui vuole tirarsi fuori con la forza dall'ombra del padre e dal nome, nonché dalla “maledizione”, dei Luthor. Questo rende il personaggio davvero straordinario, perchè lui non è un pazzo omicida genio del crimine che non vede altro che il male, ma è disperatamente diviso tra ciò che vorrebbe essere e ciò che, probabilmente, è condannato ad essere. Michael Rosenbaum è stato autore di uno dei migliori personaggi della storia telefilmica nonché di uno dei migliori villain della storia dei serial (e non solo). Alcuni episodi, come "Onyx", rimangono un vero e proprio emblema della sua storica interpretazione.
Una menzione speciale infine va alle ottime atmosfere della serie ma soprattutto alle ottime ambientazioni e locations, offerte ancora una volta dalla sensazionale Vancouver. Uno dei punti che ha condraddistinto la serie poi, almeno nella prima parte della sua vita, è stata certamente la soundtrack. Una soundtrack abbastanza adolescenziale ma non troppo, in pieno stile WB, per certi versi simile a Dawson ma decisamente più votata ad un mix di Pop di qualità(difficile) e Rock alternativo, che a partire della sigla ci ha regalato delle tracce diventate memorabili all'interno della serie. La theme song è l'oramai storica “Save Me” dei Remy Zero. Tra le altre tracce della serie però ricordiamo anche la stupenda ed azzeccatissima “Superman” dei Five for Fighting, senza poi dimenticare tracce da parte di Jimmy Eat World ed altri artisti e band in voga all'epoca.

Smallville THE MAN OF STEEL Come valutare la prima parte del viaggio dell'Uomo d'Acciaio nella sua gioventù a Smallville? Diciamo semplicemente che con le prime cinque stagioni Smallville è stato uno di quei telefilm che non hanno creato una generazione a sé, come X-Files, Dawson o Buffy ma che è certamente stato una di quelle serie che hanno segnato profondamente una generazione, come Malcolm o Gilmore Girls. La prima stagione sorprese tutti e riuscì, in modo straordinario, a far avvicinare al telefilm anche coloro che non erano mai stati fan del Super Uomo firmato DC. Le prime due stagioni sono quelle dotate di una miglior sceneggiatura generale, mentre la terza e la quarta sono dotate di un plot più immersivo ed evoluto. Stroardinariamente appassionante, affascinante per certi versi e toccante per altri. Grandioso il rapporto di Clark con i suoi genitori, straordinario il rapporto tra Lex e Lionel e soprattutto quello tra Clark e Lex. Grande soundtrack e buone atmosfere, per un telefilm fatto veramente in vecchio stile. Questa prima parte di Smallville è senza alcun dubbio la migliore delle “due parti” della serie, che è poi cambiata profondamente con la sua seconda parte firmata CW. Per il giudizio finale, comunque, dovrete attendere la seconda parte dello speciale, che analizzerà il periodo CW ed ovviamente il leggendario finale andato in onda venerdì 13 maggio 2011.