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Squid Game: dall'ascesa del fenomeno mondiale al doppiaggio italiano

L'apice di una delle serie rivelazione di casa Netflix ha una storia lastricata di case history e sembra che la sua essenza mediatica sia inesauribile.

Squid Game: dall'ascesa del fenomeno mondiale al doppiaggio italiano
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17 giorni e 142 milioni di utenti. Sono questi i record impossibili sbandierati da Squid Game per agguantare il meritato successo. Le opere di matrice coreana hanno notevolmente alzato l'asticella in questi anni. Basta citare la nostra recensione di Parasite, giusto per scomodare un ricordo che potrebbe averci sfiorato un po' tutti. L'escalation qualitativo del cinema made in Corea ha trovato consensi in tutto il mondo, sia per la raffinata regia che hanno saputo coltivare, che per il fascino di conoscere gli scorci di una cultura così distante.

Il connubio da cui è nato questo apparentemente insolito successo, è da ricercare nell'approccio culturale che si evince nelle opere. Non mancano, così come in Squid Game, stilettate alla morale sociale del Paese o comunque profonde riflessioni sull'etica moderna. Ciò che permette alla satira di spiccare il volo è però quel fascino silenzioso che si percepisce nelle inquadrature dei centri urbani o nella recitazione degli attori.

Squid Game è il riassunto lampante del successo di quel cinema che sembra così distante dal nostro quotidiano ma che, nel nostro subconscio, sappiamo di volerne ancora, anche solo per soddisfare la nostra morbosa curiosità. Non celebriamo dunque la serie come opera perfetta nella sua totalità - nel mentre vi invitiamo a recuperare la nostra recensione di Squid Game - ma celebriamone gli effetti di natura sociale, crogiolandoci in qualche sacrosanta riflessione.

Lo straziante pathos della recitazione coreana

Quell'insolita stravaganza nelle reazioni degli attori, l'esagerazione delle emozioni e la struggente espressività hanno posto sotto i riflettori una nuova capacità del saper far cinema. Ma è stato solo l'ammaliante esotismo a far cliccare il tasto play a un numero così surreale di utenti? La risposta è da ricercare nei vari tasselli che compongono il fenomeno Squid Game. La trama, apparentemente semplice e lineare, è uno spauracchio alla delicata situazione in cui vivono milioni di persone al di sotto della soglia di povertà.

Centinaia di persone vengono reclutate da un distinto signore per partecipare a un gioco che possa permettere loro di saldare i propri debiti e arricchirsi. I partecipanti sono perlopiù persone sull'orlo del baratro, che non hanno nulla da perdere. Nessuno gli tenderebbe la mano, tutti si scansano dai loro problemi: sono invisibili. Così inutili per la società, che se dovessero aderire a un gioco mortale per non fare più ritorno, nessun farebbe troppe domande. Da questa premessa amara e crudele, nasce una serie di sfide ispirate a quelle che i bambini si tramandano da generazioni. Squid Game, ovvero "Il gioco del calamaro", è anche una celebrazione della tradizione della Corea e della spensieratezza puerile che pensavamo di aver dimenticato.

La presenza, per esempio, dei dalgona, biscotti di caramello tipici dell'infanzia di molti coreani, ha riacceso l'interesse anche nella loro preparazione e nella semplicità che li rendeva unici. Dopo aver visto la serie, TikTok è esploso di contenuti riguardanti questi dolci biscotti, ora per mostrare la loro creazione in cucina, ora per emulare la sfida del gioco.

Il ritorno alla tradizione e la cucina dei dalgona

In migliaia si sono riversati nelle strade in Corea per acquistare queste leccornie, mentre bambini e genitori hanno avuto modo di condividere del tempo insieme per riuscire a togliere la formina dai dolci. Insomma, tutte le fasce d'età sono state coinvolte nella marea mediatica che ha innescato la serie. La riscoperta di quei giochi tipici ha creato anche una breccia nella curiosità dei più scettici, che magari non consideravano la Corea un posto con così tante sfaccettature.

Il fenomeno ha aumentato di riflesso la fame degli spettatori per le altre creazioni coreane e per gli stessi attori. È bizzarro pensare che molti di quelli apparsi in Squid Game non fossero così conosciuti nel resto del mondo. Basti pensare al successo clamoroso che ha ottenuto Jung Ho-yeon (Kang Sae-byeok) o il protagonista Lee Jung-jae (Seong Gi-Hun).

La loro vita è cambiata per sempre, tutti li vogliono nelle trasmissioni per discutere dello show e ora sono interpreti seguitissimi anche in ambito social. A tal proposito fa sorridere pensare che prima della serie avessero numeri nettamente inferiori a quelli di adesso ma, in fin dei conti, la loro dedizione sul set è stata meritatamente ripagata. Così, mentre il mondo invoca il loro nome, Squid Game esce dai rigidi schemi dello streaming e approda nella vita reale.

"Dolcetto o biglietto?"

Solo ad Halloween nel mondo ci sono stati centinaia di eventi dedicati a questo serial, sono state vendute le maschere degli organizzatori del gioco, hanno spopolato filtri Instagram e trend di TikTik, ma è accaduto molto di più. In alcune delle grandi città del mondo, tra cui Abu Dhabi e Roma, sono stati riprodotti - senza la violenza - i giochi della serie, anche implementandone di nuovi.

Centinaia di persone hanno indossato i costumi propri dell'opera di Hwang Dong-hyuk e hanno vissuto in prima persona l'esperienza che tanto li aveva affascinati sullo schermo. Pensate che sia già sorprendente così? Lo youtuber Jimmy Donaldson, in arte MrBeast, ha ricreato la serie in real life. In premio sono stati messi 456 mila dollari e tutto è stato riprodotto minuziosamente grazie ad una partnership con i creatori di Brawl Stars. In tutto hanno partecipato 456 concorrenti, per un evento di proporzioni mastodontiche. L'inaspettata evoluzione del fenomeno Squid Game è però stata spontanea e naturale. Certo, il palinsesto narrativo ha decisamente stimolato il binge watching, anche grazie a una magnetica curiosità che tiene lo spettatore incollato allo schermo.

Lo stesso regista è rimasto sorpreso del risultato, tanto che non era in programma una seconda stagione prima della sua diffusione. L'opera è quindi entrata prepotentemente nella vita di tutti i giorni e tutti ne parlano, sia online che dal vivo, ma quale era il vero messaggio di fondo? Pensiamo al protagonista del nostro distopico racconto, che è stato reclutato dopo aver rinunciato ai propri diritti umani, firmando con un'impronta insanguinata.

La dignità in un contratto di sangue

Tutto si riduce a questo. Una volta imprigionati nella spirale di debiti che ti prosciuga, ormai sei un relitto per la società e puoi perdere il diritto più importante, quello di vivere e di essere trattato con dignità. Tale concetto si ode inesorabile nell'arte cinematografica coreana, che tratteggia con graffiante ironia la discrepanza tra ricchi e poveri.

I primi sembrano quasi appartenere a un luogo ameno e sono distanti dai veri problemi quotidiani. Sono persone prettamente annoiate e spesso barattano la morale con l'intrattenimento che punta all'eccesso. Distaccati e superbi, i ricchi rappresentati sul grande schermo sono il ritratto di una giustizia sociale caduca e fallace, che ormai aumenta solo il divario già esistente tra le caste. In questo inferno di cecità sociale, Squid Game volge lo sguardo alla drammaticità di ciò che accade quotidianamente intorno a noi, ma che facciamo di tutto per ignorare.

Il doppiaggio italiano

L'impatto sociale e mediatico che ha innescato l'opera ha necessitato di un lavoro approfondito sul fronte del doppiaggio. L'importanza di Squid Game e la sua autorevolezza nel catalogo Netflix è anche in questo, poiché ora è nelle menti di molti altri fruitori. Così come per il mercato videoludico, il dubbing è stato prima curato nei mercati più grandi e influenti, solo dal 30 novembre il doppiaggio italiano di Squid Game è stato aggiunto nel Bel Paese.

Sapevamo che sarebbe stata questione di tempo, anche perché al di là dei record infranti, la serie è rimasta saldamente tra i prodotti streaming più visti di quest'ultima parte del 2021. Per quanto ci piaccia celebrare l'entusiasmo della recitazione coreana, il doppiaggio italiano riesce ad essere di buona qualità e probabilmente questa mossa riuscirà a scagionare gli scettici che trovano la recitazione orientale intrisa di eccessi. Ora non avete scuse per guardare questa serie.