Star Wars Rebels su Disney+: la serie animata ambientata nell'Era Imperiale

Dopo una prima serie animata ambientata durante le Guerre dei Cloni, Lucasfilm decide di esplorare l'Età dell'Impero.

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Dopo il finale di di The Clone Wars, nel 2013/2014, Lucasfilm decise di produrre una nuova serie animata affidando il tutto al pupillo di George Lucas: Dave Filoni. Come praticamente tutti i prodotti che non siano la nuova trilogia sequel, Disney e Lucasfilm decidono di ambientare la nuova serie tra Episodio III e IV. Parliamo ovviamente di Star Wars Rebels, disponibile su Disney+ insieme a tutte le altre produzioni legate a Guerre Stellari. Dopo l'enorme successo di pubblico e di critica, ci si aspettava una serie di alto livello. Ma com'è andata? Successo o flop?

Un po' di background

Star Wars Rebels segue le vicende di un gruppo di Ribelli agli albori della Ribellione: la squadra dello Spettro (Ghost in originale) è formata da un giovane orfano, Ezra Bridger, dal suo maestro, Kanan Jarrus, dal capitano Hera Syndulla, dalla mandaloriana Sabine Wren e da Zeb.

Se all'inizio della storia la Ribellione è ancora un gruppo sparuto di persone che si dedica perlopiù ad atti di guerriglia contro l'Impero, le cose si fanno via via più complesse, grazie anche al ritorno di personaggi storici di The Clone Wars: Ahsoka Tano, sempre lei, e soprattutto il capitano Rex, comandante della 501esima legione di Anakin Skywalker durante le Guerre dei Cloni.

Tra alcuni episodi decisamente infantili e alcuni incredibilmente profondi, la serie si articola in quattro stagioni, riportando in auge alcuni villain storici sia dell'universo canonico, come Darth Maul, sia personaggi direttamente provenienti dal vecchio Universo Espanso, tra cui l'ammiraglio Thrawn. Se non lo conoscevate, vi consigliamo di recuperare la trilogia di Thrawn di Timothy Zahn.

Tra picchi di qualità e cadute di stile

Parliamoci chiaro: Star Wars Rebels è una serie più fiacca rispetto a The Clone Wars. Ed è giusto che sia così. D'altronde una serie TV ambientata durante una Guerra è facile che possa essere più emozionante di una serie ambientata durante un periodo sì di conflitto, ma pur sempre agli albori di una ribellione. Star Wars Rebels è in grado di regalare puntate molto emozionanti, soprattutto negli incipit di stagione e nei finali, ma in mezzo c'è tanta, forse troppa, voglia di riempire il racconto di un certo numero di episodi.

Onestamente, in ogni stagione si ha la sensazione di assistere alla volontà di Lucasfilm di abbracciare il target più ampio che ci sia. Dalle puntate chiaramente infantili e dedicate ai piccoli, vedasi Chopper, a quelle che si muovono su due linee di lettura ben distinte, quella filosofica e quella più "bassa", come ad esempio la questione del Mondo tra i Mondi. Al netto di molte idee positive, dobbiamo ammettere che Rebels non riesce a decollare e a fare quel salto di qualità che ci si aspetta per quattro stagioni.

Tuttavia la serie ha indubbiamente il merito di mettere delle pezze al destino di alcuni personaggi lasciati in sospeso da The Clone Wars. Tra quelli da ricordare ci sono Ahsoka e Rex, come già detto prima.

Per quanto riguarda Ahsoka, il suo destino non era chiaro fin dalla fine di TCW, ma qui diventa uno dei perni attorno al quale ruota inizialmente l'organizzazione dei Ribelli. Rex, invece, dopo l'affaire Echo, sente odore di Ordine 66 e riesce a togliere il chip dal cranio e darsi alla macchia prima del genocidio dei Jedi. Ma c'è anche una comparsata di Saw Gerrera, già visto in TCW e successivamente in Rogue One, per non parlare di una giovane Leia Organa e tanti altri personaggi già visti nella trilogia classia.

Ma il vero punto di forza di Rebels è l'introduzione di due villain talmente iconici che sono entrati nell'immaginario collettivo pur avendo avuto pochissimo spazio al cinema o addirittura nessuno: Maul e Thrawn. Sì, perché il destino del primo era rimasto sospeso alla fine della quinta stagione di The Clone Wars, seppur esplorato nel successivo fumetto Il figlio di Dathomir, mentre Thrawn era sempre rimasto relegato al mondo cartaceo di Star Wars, con la possibilità di vedere al cinema la sua storia scartata in seguito alla direzione seguita dalla trilogia sequel di Star Wars.

E perché i due villain sono il punto di forza di Rebels? Perché sono loro a dare la svolta alla serie. Nella prima e nella seconda stagione di Rebels, gli antagonisti sono gli Inquisitori di Darth Vader e l'agente Kallus, personaggi non dotati di quel carisma necessario a rappresentare dei villain convincenti per i protagonisti Ezra e Kanan.

Ma tutto cambia con Maul e Thrawn. Ma soprattutto con Thrawn. L'acume tattico dell'ammiraglio è identico a quello visto nei romanzi di Zahn. La capacità di reazione e di prevedere le mosse ribelli non fanno altro che aggiungere quel pizzico di pathos in più necessario per far capire che, sì, chiaramente i buoni vinceranno, ma che non avranno per nulla vita facile e dovranno patire alcune sofferenze, talvolta anche perdite.

Non per nulla, Thrawn stesso è stato di nuovo esplorato anche dal punto di vista cartaceo, conferendogli un nuovo background in ben tre romanzi: Thrawn, Thrawn Alliances e Thrawn Treason.
Per quanto riguarda Maul, invece, abbiamo la fine della parabola di un Icaro che si avvicinò troppo al sole per poi cadere. Finalmente, dopo anni di speculazioni, la vita di Maul trova il suo epilogo nella serie Rebels. Una fine struggente, con un Maul ferito nel profondo che trova la pace. Incredibile ed emozionante.

Star Wars Rebels - Stagione 4 In definitiva, Rebels rimane una serie consigliata soprattutto ai fan dell'universo di Star Wars più hardcore e a un target più giovanile. Alcune puntate non saranno facili da digerire, lo ammettiamo, ma altri episodi meritano sicuramente la visione, perché riescono ad approfondire alla perfezione i personaggi e sfociano in tematiche più mature. Come per The Clone Wars, la qualità della serie aumenta col numero delle stagioni, quindi, passata la prima, il resto è tutto in discesa.