Star Wars: Underworld, tutto sulla serie TV mai realizzata da George Lucas

Ripercorriamo la nascita e la caduta di “Underworld”, la serie che avrebbe dovuto essere la ciliegina sulla torta dell'intero franchise di Star Wars.

Star Wars: Underworld, tutto sulla serie TV mai realizzata da George Lucas
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Disney+ è arrivato nelle nostre case ed è pronto ad intrattenere gli spettatori di tutte le età con la sua offerta che spazia dai classici della casa di Topolino, al multiverso Marvel, fino alla saga di Star Wars. E sono proprio i fan della galassia lontana, lontana ad avere gli occhi puntati su una delle prime produzioni originali della neonata piattaforma streaming.

The Mandalorian, l'attesissima serie ambientata nell'universo di Star Wars, creata da Jon Favreau (Iron Man, Il Re Leone) ed intrepretata da Pedro Pascal (Game of Thrones, Narcos), segue le avventure di un solitario cacciatore di taglie nei più remoti angoli della galassia. The Mandalorian è la prima serie live action ispirata al franchise creato da George Lucas nel 1977. Ma non tutti sanno che lo stesso Lucas, ai tempi della trilogia prequel della sua saga, avviò la pre-produzione di Star Wars: Underworld, una serie tv ambientata in quel misterioso interstizio narrativo della durata di 19 anni, nel quale recentemente ha visto la luce Rogue One: A Star Wars Story, ovvero quel lasso di tempo intercorso tra La vendetta dei Sith e Una nuova speranza.

Genesi e concept

Pochi mesi fa veniva rilasciato a sorpresa un video leak di Star Wars: Underworld, che gettava uno sguardo tanto postumo, quanto esclusivo, sulla serie mai realizzata da Lucas. Ma come nacque questo progetto? Lucas annunciò la serie nel lontano 2005 alla Star Wars Celebration. Le interviste e le testimonianze al riguardo sono molte, visto che il regista aveva deciso di assemblare una vera e propria task force di sceneggiatori che includeva, tra gli altri, personalità di primordine come Ronald D. Moore (Battlestar Galactica), Matthew Graham (Life on Mars) e Chris Chibnall (Doctor Who).

"Deadwood nello spazio" e "L'impero colpisce ancora" sotto steroidi sono due delle definizioni utilizzate dal produttore Rick McCullum per definire il concept della serie che avrebbe dovuto essere molto più adulta nelle tematiche, rispetto ai film, aumentando di pari passo la profondità dei personaggi e lo sviluppo del loro arco narrativo.

Per usare un'iperbole, McCallum definì questa serie come "La parte migliore di tutto il franchise". Una conferma esclusiva della potenziale qualità dello show viene da parte di Cory Barlog, regista di God of War, che ha dichiarato di aver avuto accesso ai tempi allo Skywalker Ranch e di aver letto le sceneggiature degli episodi mai realizzati: "È stata la cosa più incredibile che abbia mai letto. Ho quasi pianto mentre leggevo. È qualcosa di magico".

La serie avrebbe avuto per protagonisti una serie di nuovi personaggi - alcuni dei quali già introdotti in romanzi e fumetti legati alla saga - ma anche apparizioni di personaggi noti al pubblico come Boba Fett, Han Solo, Chewbacca, Leia, l'Imperatore Palpatine e Darth Vader. Vi sembra familiare? Ma le rivelazioni non si fermano qui. Gli squallidi bassifondi di Coruscant avrebbero fatto da sfondo ad un mondo di fuorilegge e corruzione strisciante, sotto la minaccia dell'Impero.

I fan avrebbero poi assistito ad eventi passati legati alla trilogia originale e che in parte hanno trovato risposta negli spin-off successivi: il primo incontro tra Han Solo e Chewbacca, la perdita del Millennium Falcon di Lando Calrissian e scene d'azione legate al passato di Boba Fett.

Sognare in grande

All'inizio l'idea era quella di produrre una stagione da venticinque episodi, ma Lucas cambiò subito idea, pensando che ci fosse bisogno di pensare in grande, quindi giunse ad un progetto di due stagioni, per un totale di cinquanta episodi, con l'idea di far crescere la serie, per raggiungere le cento ore di narrazione. Per anni gli sceneggiatori si incontrarono regolarmente allo Skywalker Ranch in sessioni di scrittura di due settimane ogni due, tre mesi.

Non c'era una deadline e il clima era abbastanza disteso; lo stesso Lucas era entusiasta del progetto e presenziava di persona ad ogni riunione e partecipava attivamente allo sviluppo. Lo affascinava l'idea di sviluppare nuove storie legate all'universo da lui creato, con l'aiuto di alcune tra le menti più illuminate del panorama fantascientifico contemporaneo.

Alcuni non riuscirono ad entrare in sintonia con il progetto, altri si aggiunsero in corsa; sta di fatto che il lavoro sulla sceneggiatura venne grossomodo completato. I cinquanta episodi voluti da Lucas c'erano tutti, alcuni in prima stesura, altri in fase avanzata di revisione; molte delle storie erano entusiasmanti, altre necessitavano di un cambio di rotta. In generale la writing room aveva svolto un ottimo lavoro ed aveva grande percezione del mondo di Star Wars: Underworld e delle direzioni da prendere. La produzione sembrava imminente.

Il duro risveglio

L'idea era di girare la serie in Australia ed erano già partiti i sopralluoghi. Ma forse Lucas e i produttori si scontrarono con gli ingenti costi dell'operazione, dovendo realizzare episodi con la qualità di Star Wars ad un decimo del costo e con una tecnologia che non era certo quella di oggi. Non è difficile immaginare che se ai giorni nostri possono essere stanziati dai 12 ai 15 milioni di dollari per ogni episodio di The Mandalorian, ai tempi il panorama televisivo prevedeva investimenti minori che, solo con l'avvento di produzioni su scala mondiale come Game of Thrones, hanno cominciato ad evolversi.

Anche sul fronte network le cose non andavano come sperato; le reti pubbliche garantivano 42 minuti di narrazione sull'ora televisiva, troppo poco per McCallum, mentre le reti cable puntavano su una programmazione più audace e per di più potevano garantire solo da uno a due milioni di spettatori, nonché un budget vincolato all'approvazione dei contenuti da parte del network. Insomma, tutto andava contro il modus operandi di Lucas e soci. L'acquisizione della Lucasfilm - e con essa della proprietà intellettuale di Star Wars - da parte di Disney, poi, non migliorò certo una situazione già in bilico e la produzione venne definitivamente fermata.

Una nuova speranza

Quella di Star Wars: Underworld è certamente una delle pagine più affascinanti dell'universo creato da George Lucas. Insieme al mai realizzato Star Wars: 1313, al quale Underworld avrebbe dovuto fornire le premesse narrative, rimane uno dei progetti che ogni fan di Star Wars avrebbe voluto vedere realizzato, anche se dubitiamo che vedrà mai la luce nel futuro di Disney+.

Un fatto è però certo; la sua eredità è presente negli spin-off come Solo: A Star Wars Story e siamo certi che alcuni suoi aspetti ed influenze vivranno anche in The Mandalorian. D'altronde l'eredità di una serie mai nata è la ricchezza di tematiche e linee narrative che non vedranno mai la luce come unicum, ma che potranno essere alla base di nuovi progetti. Possiamo dire che, in un certo senso, con Star Wars: Underworld e le sue numerose linee narrative sviluppate allo Skywalker Ranch, Lucas aveva a suo modo già scritto The Mandalorian più di dieci anni fa.

Star Wars: Underworld “Star Wars: Underworld” conteneva la sua premessa nel nome; una serie che avrebbe esplorato i malfamati bassifondi di Coruscant, tra malavita e corruzione, tra nuovi personaggi e vecchie conoscenze della saga. George Lucas si era circondato di alcuni dei migliori sceneggiatori di fantascienza per creare qualcosa di unico nel panorama televisivo contemporaneo. Purtroppo, nonostante le sceneggiature fossero pronte e la produzione avviata, i costi ingentissimi, le difficoltà con i network e l’acquisizione della Lucasfilm da parte di Disney hanno definitivamente affossato il progetto, la cui eredità vive però in prodotti come “Solo: A Star Wars Story” e “The Mandalorian”. E chissà che molte altre sue storie non trovino casa nelle future avventure nella galassia lontana, lontana.