Stephen King: le migliori serie TV tratte dai libri del Re

Stephen King e la televisione: un connubio, non sempre riuscito, che dura da trent'anni. Vediamo da vicino tute le volte che King è stato....seriale

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Con l'arrivo sugli schermi di Sky di The Outsider può ben dirsi che Stephen King è uno degli scrittori più trasposti sul piccolo schermo, nonché più prolifico della storia della letteratura. Sono davvero tante sin dagli anni '80, le trasposizioni cinematografiche e televisive dei romanzi del Re e sono altrettanto molte le produzioni da recuperare. Il più recente esempio è l'annuncio di Overlook, la serie TV spin-off di Shining: un segno di come certe storie siano immortali, e che c'è sempre spazio per un autore come King nel panorama televisivo. Il primo progetto seriale arriva dagli anni '70: Le Notti di Salem, tratto dal romanzo omonimo, che affronta il tema del vampiro. Partiamo da qui per un viaggio insieme tra le migliori serie TV tratte dalle opere del Re del brivido.

Anni '90: il Re arriva in televisione

La vera scalata di King alla televisione inizia solo negli anni ‘90. Non può che iniziare dall'opera più famosa e, per certi versi, più rappresentativa della produzione letteraria del Re: parliamo ovviamente di IT, recentemente trasposta al cinema con un film in due parti, per la regia di Andy Muschietti. Nel 1990, però, Pennywise era già apparso in una produzione televisiva diretta da Tommy Lee Wallace. Nei panni del clown demoniaco c'era Tim Curry, che portò morte e distruzione tra gli adolescenti della cittadina di Derry, nel Maine.

L'opera si rivelò nel complesso soddisfacenti, con buoni attori come il compianto John Ritter, ed il ricordo ha migliorato il giudizio, inizialmente non troppo positivo. In effetti la miniserie di IT non era esente da difetti, anzi, prime fra tutti le libertà che furono prese nella trama, che semplificarono alcuni passaggi sino a rendere praticamente ridicolo il fondamentale rito di Chud.

Nel 1993 altra miniserie per il Re, Tommyknockers. Il romanzo in italiano era stato intitolato "Le creature del buio". La tematica può ricordare il film "l'Invasione degli ultracorpi" ed anche stavolta la produzione non rende giustizia al romanzo da cui è tratta.

Nel 1994 arriva la miniserie tratta da un altro capolavoro senza tempo di Stephen King, al pari di It: L'Ombra dello Scorpione, in originale, The Stand. Un esperimento su di un'arma batteriologica, in un'installazione militare negli Stati Uniti, perde il controllo e viene scatenata nel mondo una superinfluenza che arriva ad uccidere il novantanove per cento della popolazione mondiale. Non c'è però respiro per i sopravvissuti, che dovranno fronteggiare la minaccia di Randall Flagg.

Anche in questo caso nulla anche vedere con il romanzo, ma la storia è talmente potente che anche la miniserie ne giova. L'anno successivo è il turno dei Langolieri, miniserie in due parti dai toni tra il mistery ed il fantastico, tratta da una delle novelle contenute in "4 dopo mezzanotte". I protagonisti, dopo un volo alquanto tormentato, si ritrovano in un mondo in cui tutte le persone sono scomparse eccetto loro.

Dopo tre anni di latitanza dalla televisione ecco che Stephen King riesce a togliersi un sassolino dalla scarpa. Esce la miniserie televisiva di The Shining. Come tutti sanno il romanzo omonimo era già stato oggetto di trasposizione cinematografica, negli anni '80, da parte di Stanley Kubrick, che realizzò un capolavoro senza tempo prendendosi libertà molto rilevanti sull'opera ispiratrice. Non solo provocò le ire dello scrittore di Bangor, ma è da considerarsi a tutti gli effetti più un'opera di Kubrick che una riduzione di un'opera di Stephen King. Ecco, quindi, che nel 1997, con una miniserie di ben sei episodi, intitolata, non a caso, Stephen King's Shining, il Re si riappropriò della sua opera sin dal titolo e adattò personalmente il romanzo alla televisione.

La produzione vinse anche dei premi, nonché candidature agli Emmy come miglior miniserie, ma il film di Kubrick e Stephen King's Shining continuano a non essere paragonabili. La versione televisiva è sicuramente più fedele al libro, ma, al di là, della perfezione stilistica e tecnica, al di là del valore artistico dell'opera di Kubrick, il film degli anni '80 risulta ben più terrorizzante rispetto alla controparte televisiva.

Nel 1999 Stephen King fa un piccolo esperimento. In televisione esce "La Tempesta del secolo", il cui screenplay viene anche pubblicato e diventa l'ennesimo, ottimo, romanzo del Re dell'horror. Una storia corale, come quelle che hanno decretato il successo di King. Nel villaggio di Little Tall, su di un'isola, la medesima su cui vive la protagonista di un altro suo romanzo, Dolores Claiborne, accade l'impensabile: un omicidio. L'assassino è Andrè Linoge, il quale, ben presto si rivela una minaccia ben più dannosa della tempesta che sta per arrivare.

Il nuovo secolo: il Re rallenta, ma non si ferma

Con l'avvento del nuovo secolo continuano le produzioni dedicate a Stephen King, anche se subiscono inizialmente una flessione. E' il turno di Rose Red, miniserie nata e cresciuta in televisione, senza alcuna controparte cartacea. Scritta interamente da Stephen King per la ABC, affronta la tematica della casa infestata dagli spiriti. Tutto sommato godibile, ma nulla di più. Con il 2002 alle miniserie iniziano ad affiancarsi le serie vere e proprie.

Si parte con La Zona Morta, tratta dall'omonimo romanzo e da cui fu tratto un altro capolavoro cinematografico che vedeva Cristopher Walken come protagonista e David Cronenberg come regista. Stavolta è Anthony Michael Hall a dare vita a Johnny Smith, risvegliatosi dopo cinque anni di coma e dotato di capacità preveggenti.

A parte la Zona Morta, dal 2002 al 2009 la televisione non ama molto Stephen King: solo qualche film TV (Desperation, Il Diario di Ellen Rimbauer, Campi insanguinati, nonché una nuova versione di Carrie), prima di salutare gli anni '10, in cui c'è stata una nuova esplosione di successo per l'autore.

Il Re torna sul Trono

Su SyFy, per ben cinque stagione, dal 2010, viene trasmessa Haven tratta dal romanzo Colorado Kid. La protagonista è Audrey Parker (Emily Rose), agente FBI che arriva nella cittadina che dà il nome alla produzione, per inseguire un evaso. La serie, pur durata cinque stagioni, non ha lasciato il segno. Nel 2011 la televisione si riempie di un "Mucchio d'ossa", in cui Stephen King affronta la tematica classica dei fantasmi.

Il 2012 segna uno stop per le serie e miniserie dedicate al Re per arrivare ad un 2013 che manda in onda la produzione tratta da un altro capolavoro: Under The Dome. Ancora una storia corale: un intero paese viene improvvisamente e senza alcuna apparente spiegazione, rinchiuso all'interno di un'indistruttibile ed invisibile cupola. Le conseguenze saranno impensabili. King affronta la tematica dell'isolamento e della cattività improvvisa che coglie gli abitanti di Chester's Mill.

Di alto profilo, con James Franco come protagonista, arriva nel 2016 "22.11.1963". Cosa succederebbe se Kennedy non fosse stato ucciso?". King parte da questo interrogativo per costruirci su una stupenda storia d'amore. Il romanzo è di quelli che non si dimenticano e la miniserie, per fortuna, rende davvero giustizia alla controparte letteraria.

Nel 2017 vede la luce la sfortunata produzione seriale "The Mist" (Netflix), tratto dalla novella "La Nebbia", da cui era già stato tratto un buon film, ma che non riesce a fare breccia nei cuori degli spettatori spegnendosi dopo una sola stagione. Eppure la realizzazione non era carente per tecnica e la trama era quella di sempre, efficace e curiosa: una nebbia inizia ad invadere una cittadina e, come si scopre, tutti gli Stati Uniti.

Chiunque ne sia pervaso, viene attaccato da orribili creature, venute da chissà dove. Il decennio appena passato si è rivelato particolarmente fecondo e gli ultimi anni non fanno eccezione. Sempre nel 2017, arriva Mr. Mercedes (Starz Play), serie che si ripromette, e lo fa molto bene, di portare su schermo la trilogia che vede come protagonista il detective Bill Hodges (Brendan Gleeson). La serie presenta anche il personaggio di Holly Gibney, che appare anche in The Outsider.

Il decennio sta per finire ed arriva la serie, per certi versi, più ambiziosa, tratta da Stephen King. Si tratta di Castle Rock (Starz Play). La produzione prende il titolo dalla cittadina in cui lo scrittore ha ambientato tanti suoi romanzi e questi, anche se non direttamente, sono lo spunto per incrociare varie storie. Attualmente è alla seconda stagione, ancora inedita in Italia.

Infine, si arriva al 2019, proprio con la serie indicata precedentemente, The Outsider, ennesimo successo del Re dell'Horror. Anche in questo caso il mistery ed il thriller prevalgono, almeno inizialmente sull'elemento sovrannaturale, che, poi, alla fine, si mostra affrontando il tema del doppel ganger, ma non finisce qui.

Anche gli anni venti, appena iniziati, sembrano sorridere a Stephen King. Sono tanti i progetti di adattamento delle sue opere letterarie. Una nuova versione di The Stand, Revival, Joyland Sleeping Beauties e Overlook. In definitiva Stephen King, oltre ad essere uno degli scrittori più prolifici di sempre, ha saputo sempre restare sulla cresta dell'onda, anzi sembra che il successo ed il credito che ha oggi tra i produttori cinematografici e televisivi sia persino superiore a quello della sua epoca d'oro.