The Boys 3 è una storia di paternità in un mondo di supereroi

La terza stagione dello show di Eric Kripke ha posto al centro della scena il rapporto padre-figlio, esplorandolo in più forme. Approfondiamo l'argomento.

The Boys 3 è una storia di paternità in un mondo di supereroi
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Di certo fra i rapporti con maggiori implicazioni in termini di influenza e reciprocità, il legame tra padre e figlio è uno dei più approfonditi ed elaborati in tutte le forme narrative. Le dinamiche e le potenzialità di questa storica dicotomia costituiscono un elemento assai appetibile per le produzioni del grande e del piccolo schermo: non è un caso che The Boys, nel suo continuo lavoro di costruzione e caratterizzazione dei propri personaggi, abbia posto la paternità al centro di un dialogo ben più ampio.

Che si tratti di un mezzo per l'introspezione, o semplicemente di una grottesca metafora per rappresentare i rapporti umani, la serie di Eric Kripke ha da sempre sfruttato la paternità per esaltare le caratteristiche dei propri volti di punta (recuperate qui la nostra recensione di The Boys 3). A differenza delle passate stagioni, tuttavia, quanto visto nel terzo ciclo di episodi ha fornito una moltitudine di spunti di riflessione e ha creato numerose possibilità per monologhi, flashback e colpi di scena sorprendenti. Osserviamo con più attenzione il modo in cui Kripke e soci hanno sfruttato il rapporto padri-figli per raccontare la propria storia.

Rapporti conflittuali

Con particolare riferimento ai personaggi maschili rappresentati in The Boys, il lavoro svolto in sede di scrittura è partito da delle solide premesse per offrire uno sguardo ancor più attento a personaggi quali Butcher o Patriota. Il rapporto conflittuale fra i due volti di punta dello show, enfatizzato dagli eventi accaduti nel finale della seconda stagione, ha messo in risalto i problemi di entrambi con il piccolo Ryan e ha fornito tutto il necessario per approfondire due punti di vista sulla paternità completamente differenti.

In psicologia, la figura paterna viene vista come oggetto d'imitazione sin dalla tenera età: il bambino replica le azioni di chi riconosce come una guida, così da poter affrontare la vita con fiducia. Questo comportamento si basa sull'assunto fondamentale che i genitori facciano sempre sentire la propria cura e il proprio affetto al figlio. Quando uno di questi elementi viene a mancare o viene sostituito da una qualche forma di abuso, si creano meccanismi di squilibrio che portano il bambino a tendere verso la chiusura, verso l'isolamento o persino verso l'avversione.

In una forma preventiva del conflitto che avviene in età adolescenziale, ciò che il piccolo Ryan ha subito da parte di quello che vedeva a tutti gli effetti come un padre lo ha portato alla rabbia, al rigetto e infine al rifiuto. La resa dei conti per Butcher arriva esattamente quando si ritrova faccia a faccia con il suo odioso passato - proprio quel passato che lo ha portato a somigliare così tanto al disprezzato padre. Allo stesso tempo, la sconcertante scoperta sul padre di Homelander porta l'eroe a sentire come non mai il peso di tutte le mancanze e le privazioni che ne hanno segnato l'infanzia.

Sarebbe troppo facile dire che nessuno dei due sarebbe stato ciò che è se avesse avuto una corretta figura paterna al proprio fianco. Eppure, uno sguardo così intimo in una serie che fa della propria capacità di analisi il suo principale punto di forza trasmette allo spettatore un chiaro messaggio: padri e figli ereditano gioie, dolori, ma soprattutto pesi di chi li ha preceduti. Tuttavia, questo meccanismo di trasmissione non deve necessariamente portare al ripetersi delle stesse conseguenze o degli stessi comportamenti. Ed è qui che The Boys fa un passo avanti.

Eliminare i filtri

Per quanto possa comunque capitare di commettere errori o di rivelarsi diversamente da ciò che si vorrebbe essere, la terza stagione di The Boys tenta di mostrare la realizzazione nel mostrarsi ai propri figli per come si è, eliminando i filtri. Il fatto che Patriota capisca di poter essere amato essendo semplicemente se stesso supporta esattamente questa tesi - e non è un caso che la prima figura a mostrare entusiasmo nei confronti di Homelander sia Todd, il nuovo compagno della moglie di MM.

L'episodio finale, al netto delle sue difficoltà (qui la nostra recensione di The Boys 3x08), riesce perfettamente a mostrare le diverse sfaccettature della paternità in tre momenti differenti: Hughie che descrive positivamente il padre, MM che si apre con sua figlia, Ryan che accoglie la prospettiva di una vita al fianco di Homelander. Per quanto possa sembrare una rappresentazione di contrasti, anche l'ultima di queste scene porta su schermo una forma di paternità "positiva". Nonostante Butcher abbia un peso nella vita di Ryan, il principale motivo del suo allontanamento deriva da una totale mancanza di comprensione. Butcher non potrà (forse mai) capire la solitudine e il trauma di Ryan, l'odio per i suoi poteri e la speranza di un futuro d'amore. Con tutte le problematiche di una personalità come la sua, Patriota è stato l'unico a poter realmente comprendere il ragazzo e a dargli reale supporto. Lo sviluppo di Homelander passa anche dalla realizzazione del proprio ruolo, in quanto figlio e quindi in quanto padre, come appare evidente confrontando il primo approccio con Ryan in questa stagione e quello che ha poi convinto il ragazzo a seguirlo.

L'offerta di amore incondizionato e di sostegno da parte di Patriota è tutto ciò di cui Ryan ha bisogno per sperare in una crescita serena, e allo stesso tempo è quanto mai lontana da ciò che Butcher voleva o poteva offrirgli. La quarta stagione sarà fondamentale per comprendere quanto a fondo andrà il giovane supereroe, avendo il folle padre come unico esempio da seguire.

Risvolti e rivelazioni

Le rivelazioni e i risvolti di The Boys 3 avranno senza dubbio delle implicazioni ancora maggiori per il futuro della serie. Che si tratti del rafforzato rapporto tra Butcher e Hughie, di quello tra Homelander e Ryan, delle sorti di Soldatino o del passato di Patriota, i nodi dovranno necessariamente venire al pettine. In attesa del prossimo incontro tra i due storici leader dei Sette, possiamo confermare che uno dei principali stratagemmi di sviluppo psicologico si è rivelato tremendamente efficace.

Ragionando inevitabilmente sulle azioni di Patriota, sarà utilissimo analizzare quanto potrà progredire l'analisi del tema della paternità attraverso le sue gesta. Le conoscenze ottenute dal personaggio porteranno senza dubbio a mettere in discussione il legame con Ryan, ma allo stesso tempo portano chi osserva ad attendersi un approfondimento della sua misteriosa infanzia. In linea del tutto teorica e speculativa, non sarebbe affatto strano immaginarsi un ulteriore ampliamento dell'analisi collegato alla figura materna e alla vera madre di Patriota.