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The Crown: il gioiello di Netflix riparte da un cast tutto nuovo

Dalla nuova regina Imelda Staunton a Elizabeth Debicki sul ruolo dell'iconica Lady Diana: cosa aspettarci da The Crown 5 secondo il cast della serie.

The Crown: il gioiello di Netflix riparte da un cast tutto nuovo
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La quinta stagione di The Crown arriva tra le serie TV di novembre 2022 di Netflix. La critica si è molto divisa su questo ritorno tanto atteso, constatando alcune cedevolezze che il prodotto ideato da Peter Morgan sembra mostrare e che vanno proprio di pari passo con le perplessità scaturite dal racconto su paparazzi e fatti scandalistici con al centro la monarchia inglese durante il decennio degli anni Novanta. Quelli che saranno esplorati proprio in The Crown 5, che vede anche l'intero cast cambiato come accade ogni due stagioni (chissà se tra i nuovi capitoli troveremo alcuni dei migliori episodi di The Crown).

Stavolta a interpretare la regina Elisabetta II è l'attrice Imelda Staunton, il marito Filippo è Jonathan Pryce, mentre la sorella Margaret è interpretata da Lesley Manville. Ad assumersi il difficile ruolo dell'icona Lady Diana è l'ammaliante Elizabeth Debicki, affiancata dal principe Carlo di Dominic West e, per finire, dal Primo Ministro John Major che vede Jonny Lee Miller dargli voce e corpo.

Una nuova regina per una vecchia monarchia


Un cast che ha presentato la quinta stagione mostrando l'estrema gratitudine di vedersi affidati dei ruoli che vanno prendendo dalla Storia da tutti conosciuta e che l'autore Peter Morgan ha rimaneggiato per cercare di riportarla attraverso i sentimenti e le vicende vissute dalla famiglia reale. Una responsabilità di cui Imelda Staunton, colei che porta la corona nella quinta stagione, ha esplicitamente parlato guardando al lavoro svolto in scrittura dal creatore di The Crown e di come ogni compartimento abbia fatto in modo da poter rendere al meglio l'iconografia del passato.

"La sfida più grande ogni volta di The Crown è quella di riportare al pubblico l'interiorità dei personaggi" spiega l'attrice "Non rendendo palese i loro sentimenti a parole, ma permettendo al pubblico di scavare in quel perimetro ristretto in cui è chiusa la famiglia reale. Investigarlo risulta alquanto soddisfacente, come anche interpretarlo. E a metterlo in scena ci ha aiutato ogni compartimento, tutti hanno rispettato i dettagli delle location, dei costumi e del make-up al 100%. A Peter Morgan perciò era affidata la parte umana, a noi di esaltare il magnifico lavoro di tutti i creativi che hanno contribuito al risultato della serie".

Non solo messinscena, però, ma anche lavoro sulla costruzione dei personaggi stessi. "Avevamo un coach per la voce e uno per i movimenti del corpo e dovevamo avere la loro approvazione per poter recitare la nostra parte" ricorda Jonathan Pryce "Sono stati di grande aiuto e non vedo l'ora di recuperare l'intera serie per vedere quanto sono stato bravo!". Anche l'attore ha confermato l'umanità dei protagonisti di The Crown. Aggiunge infatti: "Filippo è sempre stato visto solo come un uomo scontroso e irritabile. E per quanto lo fosse, ho cercato di trovarne la parte più umana, quella che spero di aver trasmesso".

Il corpo e la voce dei nuovi personaggi

A fare altrettanto è l'interprete Lesley Manville a cui viene riservata una puntata in cui la sua principessa Margaret fa un viaggio indietro nei ricordi. La sorella della sovrana avrà modo di rincontrarsi brevemente con Peter Townsend, interpretato nella quinta stagione da Timothy Dalton.

L'attrice racconta così l'episodio: "È una puntata dolce, come è stato dolce Timothy Dalton nell'interpretare Peter Townsend. Margaret è stata un'icona glamour, mentre adesso deve fare i conti con l'età che avanza. È tenero vedere i due personaggi ancora insieme, anche se è indescrivibile il dolore che la donna può provare. Riflette su tutto quello che avrebbe potuto avere e su cosa ha ottenuto, ma che non l'ha soddisfatta. Nell'episodio, però, è nuovamente divertente e giocosa e questo grazie all'aver rivisto proprio il suo grande amore". Un approccio, quello avuto dagli attori, che li ha messi alla ricerca delle tracce delle personalità oltre che delle azioni dei loro personaggi. Se quindi Lesley Manville ha indagato nel profondo della principessa Margaret, così ha fatto anche Jonny Lee Miller per vestire i panni rigorosi del suo politico John Major. "Ho fatto molte ricerche e l'ho osservato tanto attraverso i materiali di repertorio. Ho messo tale impegno perché non solo ero emozionato nell'aver ottenuto la parte, ma perché volevo essere all'altezza della qualità che questa serie ha stabilito nel tempo e di cui ogni comparto tecnico è portatore. Ho perciò percorso un viaggio nel personaggio, da cui sono uscito affascinato e ho avuto l'impressione che, forse, John Mayor sia stata una figura non sempre compresa e sicuramente rispettabile".

Scandali a corte: Carlo e Diana in The Crown 5

I ruoli più controversi di The Crown 5 sono toccati a Dominic West e Elizabeth Debicki, i quali riportano uno dei divorzi più laceranti della storia, sia internamente che a livello di strumentalizzazione e percezione pubblica. Si tratta dei coniugi Carlo e Diana, dei quali la quinta stagione tratta della separazione.

Una durezza che per Dominic West è stata spezzata dall'aver recitato per la prima volta sullo schermo accanto a suo figlio, Senan West, che nella serie interpreta proprio il primogenito del principe Carlo, il giovane William. "È stato toccante devo dire" confessa West "Non è mai facile creare la giusta intimità sul set con i bambini, con Senan invece era immediato ed è stato davvero bello. Anche con le sue particolarità c'è da dire. Ma superati quei momenti in cui ci sembrava strano ho trovato tutto molto commovente". Un tocco delicato che l'attore vuole riservare anche al suo principe: "Quando interpreti un personaggio è inevitabile che lo prendi a cuore, quindi anche se non puoi giustificarlo cerchi sempre di offrirgli il beneficio del dubbio. Carlo in quegli anni credo sia stato davvero perseguitato da una cattiva stampa e questo non ha potuto che avere un'influenza sia su di lui, sia sulla percezione che si ha avuto della sua figura pubblica".

Giornali e televisioni che, oltre a Carlo, non potevano evitare di seguire anche costantemente la principessa del popolo, ossia Diana Spencer. Un ruolo passato da Emma Corrin (che abbiamo ritrovato nella nostra recensione di The Policeman) a Elizabeth Debicki, la quale parla dello studio fatto sull'icona e su cosa ha significato impersonarla: "Se ero nervosa? Certamente. Ma sono molto fiera dell'impresa che tutti noi abbiamo affrontato. Entrare nello show fa sentire tutto il peso delle responsabilità che questa opportunità comporta, ma ti costringe anche a lavorare al meglio.

Mi sono presa perciò del tempo per studiare Diana e trovare nell'interpretazione un compromesso tra la mia performance e la memoria degli spettatori. Una danza in cui ho lasciato spazio tanto alla recitazione, quanto ai ricordi, a cui ho lavorato potendo accedere a dei materiali d'archivio inediti e mai rilasciati. Quelli sono stati fondamentali e mi hanno aiutata più di ogni altra cosa, perché mi hanno permesso di esaminare al meglio il linguaggio del corpo di Diana".