The Last of Us: quanti easter egg già nel primo episodio!

Abbiamo provato a scovare per voi tutti gli easter egg e le curiosità dello splendido primo episodio di The Last of Us andato in onda su Sky e Now.

The Last of Us: quanti easter egg già nel primo episodio!
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E alla fine anche la serie su The Last of Us è arrivata. L'abbiamo aspettata tanto, forse troppo, eppure il primo episodio in lingua originale sottotitolata in italiano ha debuttato su Sky e NOW. E se per caso ve la foste persa ecco la recensione della 1x01 di The Last of Us. Un inizio davvero incredibile che si porta dietro l'hype generato da mesi e mesi di attesa, ma che assieme all'esordio che ha convinto pubblico e critica ha ovviamente tante curiosità, easter egg e piccole chicche qua e là che abbiamo scovato per voi. Riferimenti al gioco, ma anche i dettagli cambiati e tante accortezze di regia e sceneggiatura che rendono onore e valorizzano ancora di più l'opera originale. Infatti se volete c'è anche la nostra recensione di The Last of Us vista tutta in anteprima, a confermare quanto la cura dei dettagli si mantenga altissima fino alla fine. Perciò pronti a partire con tutti gli easter egg della prima puntata di The Last of Us?

The Last of Us: il prologo

Cominciamo proprio dal prologo visto che è stato spostato dal 2013 al 2003. Il 2013 era l'anno di uscita del gioco, mentre così facendo hanno potuto ambientare il mondo post-apocalittico nella nostra contemporaneità.

I riferimenti al videogioco sono già presenti nel prologo: intanto l'inizio dell'epidemia che avviene proprio al compleanno di Joel. Nella loro casa vediamo una chitarra, così come nel gioco, e un pallone da calcio: nel gioco Sarah aveva proprio il poster un pallone nella sua stanza. Essendo il prologo ambientato nel 2003 Joel cita la dieta Atkins, molto popolare in quegli anni, dieta basata proprio sull'assunzione minima di carboidrati. Altri riferimenti al 2003 sono l'immagine del presidente George W. Bush a scuola e il fatto che Tommy sia un veterano di guerra. Molto probabilmente della prima Desert Storm, la campagna americana nella prima Guerra del golfo. Un primo segno dell'infezione lo vediamo già a scuola, con il compagno di Sarah che muove il braccio a scatti. Piccoli dettagli sul fatto che sta già succedendo il disastro ma nessuno se ne sta accorgendo. Così come polizia e pompieri che passano in strada ma oltre il vetro, o l'anziana che inizia a muovere la bocca in maniera convulsa mentre Sarah guarda i dvd.

Joel e Sarah seduti sul divano richiamano l'apertura del gioco, però in maniera speculare. Infatti sono seduti all'opposto rispetto al videogame, come a volerne prendere le distanze in questi piccoli tocchi. Tutta la scena è praticamente ripresa dal videogioco, fra vestiti e dialoghi. Il film che i due guardano si chiama Curtis and the Viper 2, un richiamo al secondo capitolo di The Last of Us. C'è infatti un dialogo nel gioco in cui Ellie cita proprio questo film come uno dei preferiti di Joel.

Anche il momento di fuga da casa è praticamente ricopiato dal videogioco. Persino come è girato, richiamando il point of view del giocatore che deve scappare con la macchina. Nella macchina oltretutto Sarah esprime preoccupazioni sul fatto che possa essere infetta, o addirittura che sia colpa di un attacco terroristico. Cosa che nel 2003 era praticamente la paura all'ordine del giorno. La tragica morte di Sarah è ripresa perfettamente dal videogioco, segnando ancora una volta la distanza tra Joel e Tommy, divisi ma uniti nella comprensione del dolore.

Il salto in avanti

Dopo il salto temporale vediamo intanto i dettagli dell'infezione, che prendono le distanze da quelli del gioco. C'è infatti un'inquadratura che spiega i sintomi e le parti del corpo in cui il Cordyceps prende il sopravvento, e anche quanto tempo ci mette.

Parlando invece di tempo che si è fermato vediamo un paio di magliette che richiamano sempre il 2003. Un uomo seduto indossa una maglietta di Desert Storm, la stessa operazione militare di Tommy. Un altro in piedi invece ne ha una di Al Gore e Joe Lieberman, che si riferisce alla loro campagna elettorale per le presidenziali persa contro Bush. L'uomo che controlla i messaggi radio è interpretato da Jeffrey Pierce, che è l'originale doppiatore di Tommy nel gioco. L'unica attrice che fa lo stesso personaggio nel gioco e nella serie è invece Merle Dandridge, che interpreta Marlene.
Non vediamo oltretutto la sparatoria tra le Luci e gli uomini di Robert, come avviene invece nel gioco. Però in queste scene, che si concentrano più su Ellie e Joel, vediamo i parallelismi tra la bambina e Sarah. Ad esempio il coltello, che la figlia di Joel tira fuori dal suo cassetto. Proprio come Ellie tenta di usarne uno per attaccare lo stesso Joel. C'è poi il dettaglio del cuscino di Sarah, che ha una trama con delle farfalle sopra: nella scena in cui Joel ed Ellie aspettano c'è una farfalla appesa alla finestra dalla quale lei guarda. Un elemento aggiunto apposta che non c'era nel gioco.

La scena in cui vengono scoperti fuori dalla città è molto più collegata a quella iniziale della morte di Sarah rispetto al gioco. Infatti viene evidenziato come Joel stia rivivendo quel momento ed è per quello che non riesce a controllare la sua violenza. La puntata si chiude poi con Never Let Me Down Again dei Depeche Mode. Il testo si riferisce molto al rapporto che si creerà tra Ellie e Joel, visto che parla di un viaggio tra amici. Amici che non devono deludersi a vicenda.