The Last of Us VS The Walking Dead: le prospettive di una nuova apocalisse

Come la serie HBO ispirata al gioco di Naughty Dog potrebbe affrontare un genere che in tv sembra ormai aver raggiunto la saturazione.

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Il panorama seriale post apocalittico è da tempo dominato da The Walking Dead, pluriennale adattamento del fumetto di Robert Kirkman che, nonostante il drastico calo di ascolti, detiene il monopolio sul genere post apocalittico declinato in chiave zombie. Le cose però stanno per cambiare, con la recentissima conferma di una serie tv HBO tratta da The Last of Us, il videogioco di culto di Naughty Dog, osannato da videogiocatori e critica, del quale siamo in attesa dell'imminente sequel, anche se purtroppo The Last of Us 2 è stato posticipato.

La serie sarà scritta dallo showrunner di Chernobyl, Craig Mazin, e dal creatore del videogioco, Neil Druckmann. È lecito chiedersi come cambieranno le carte in tavola, ora che lo show tratto dall'esclusiva Sony sta per diventare realtà, alla luce di un genere che sembra ormai inflazionato e al quale pare sia rimasto ben poco da dire, dopo ben dieci stagioni, due spin-off - con l'imminente arrivo di The Walking Dead: World Beyond - e innumerevoli emuli dello show AMC. Vediamo insieme come l'apocalisse potrebbe essere diversa da quelle viste finora.

Una genesi chiara

Sebbene Kirkman abbia di recente chiarito la natura aliena del contagio nel suo universo narrativo, in The Walking Dead veniamo catapultati in medias res nell'apocalisse; scopriamo così attraverso gli occhi di Rick Grimes che il mondo è cambiato durante il periodo di coma del nostro eroe, che deve fare i conti con le nuove regole che dominano il mondo: i morti ritornano in vita, il contagio è insito in ognuno di noi e si scatena al momento della morte o in seguito al morso di uno zombie.

The Last of Us dovrebbe introdurre l'apocalisse fin dalle prime ore del contagio, con uno storytelling più linerare, ma anche più immersivo. Il gioco infatti ci guida nella degenerazione dell'epidemia e nel caos che ne consegue, fino al salto ventennale che ci trascina nel presente di Joel. I titoli di testa colmano il gap temporale tra lo scoppio dell'epidemia e il presente della narrazione.

Veniamo così a conoscenza del Cordyceps, il fungo responsabile della mutazione, che trasforma gli esseri umani in orribili mostri e che ha già eliminato il 60% della popolazione, mentre i sopravvissuti devono difendersi dalle spore contagiose e vivere tra la legge marziale imposta nelle zone di quarantena e le Luci, il gruppo di ribelli che cerca di fuggire da questa oppressione. Le potenzialità narrative nel mondo di The Last of Us sono enormi e fondano la loro forza anche sulla base di un universo post apocalittico che ha ben chiara la sua genesi e le regole alla base di quel mondo.

Il cammino dell'eroe

I veri "morti che camminano" nel mondo di The Walking Dead non sono, come ormai è chiaro, gli zombie che infestano il pianeta, ma i protagonisti della serie, che combattono per la sopravvivenza, nella speranza di costruire un nuovo futuro, nonostante le minacce dei vivi e non. La reiterazione dell'obiettivo survival e la difesa di quanto conquistato con fatica sono i capisaldi della serie AMC, i cui protagonisti si giostrano tra una minaccia e l'altra, affrontando antagonisti sempre più agguerriti, che di volta in volta mettono alla prova gli animi e compromettono i piani per il futuro.

In ultima istanza i personaggi di The Walking Dead non sono mai indispensabili al disegno narrativo nella sua interezza, ma sono componenti fondamentali di archi narrativi ben delimitati, che possono essere sacrificati all'occorrenza per imprimere una direzione differente alla narrazione.

La serie HBO dovrebbe giocare su un piano più intimista; The Last of Us è principalmente il viaggio di Ellie e Joel, con il dilemma morale se la vita dei più valga il sacrificio del singolo e la perdita di una persona cara. L'immunità di Ellie al Cordyceps è il motore originario dell'azione, nonché una possibilità di salvezza per l'umanità, che potrebbe studiare l'origine del contagio e il modo per combatterlo, comportando però l'inevitabile decesso della ragazza.

Joel, dal canto suo, ritrova in Ellie lo spirito paterno che aveva perduto con la morte della figlia Sarah, che lo aveva reso un uomo disilluso e senza scrupoli; per questo è disposto a tutto pur di non ricadere nell'insostenibilità della perdita.

Quello di Ellie e Joel è un percorso di maturazione reciproco che ha come sfondo un'apocalisse da scongiurare, tra pericoli e antagonisti, nel quale i coprotagonisti hanno sì un loro arco e una virtuale indipendenza narrativa, ma sono propedeutici al percorso dei nostri protagonisti, il che garantisce una solida profondità tematica, nonché una direzione ben chiara della narrazione, nonostante una necessaria diversificazione dei livelli di lettura, che tra l'altro manca ormai da tempo nello show AMC.

Il mondo come protagonista

In qualsiasi narrazione che si rispetti il mondo che circonda i protagonisti è un personaggio a sua volta, riflesso delle azioni di chi lo abita e solóne incontrovertibile delle regole che ne governano la vita. Dall'entropia che imperversa nelle prime fasi dell'epidemia, al collasso che segue negli anni successivi, il mondo di The Last of Us restituisce le conseguenze dell'apocalisse attraverso i suoi paesaggi, le sue architetture e la natura che reclama il suo dominio sulla civiltà.

La varietà dei paesaggi - scandita anche dall'alternanza delle stagioni - unita alla suggestione di ambienti unici ed evocativi, ha fatto dell'aspetto scenografico del gioco una delle punte di diamante della produzione videoludica e non.

AncheThe Walking Dead ha sempre fatto tesoro di questo, nonostante il fatto che con una visione così a lungo termine e una situazione produttiva che in molti casi è un eufemismo definire rosea, la serie AMC sia sempre stata costretta a prediligere location per lo più fisse nel corso degli anni (la fattoria, la prigione, Alexandria, Hilltop...), con un'esplorazione relativamente ridotta del mondo circostante e con scorci che poche volte hanno raggiunto i livelli memorabili di suggestione di The Last of Us.

HBO è da sempre nota per la qualità delle sue produzioni e, senza nulla togliere alla professionalità di AMC, è opportuno sperare che il lavoro di scenografia e location scounting sarà di primo livello, esprimendo appieno le necessità di genere, come del resto è già accaduto con serie come Game of Thrones, Westworld e Watchmen.

E se gli zombie non sono il nemico più temibile della serie AMC, ma ne sono senz'altro l'espressione soprannaturale dominante, The Last of Us può contare su un bestiario molto più ricco e fantasioso. Runners, Stalkers, Clickers, Bloaters e Shamblers sono le principali minacce che popolano il mondo del videogioco targato Naughty Dog.

Quelli che nel mondo di gioco rappresentano step di sfida per il videogiocatore, nella serie tv potrebbero rappresentare delle soglie, delle prove necessarie ai fini narrativi, per raggiungere un obiettivo o per stabilire la sorte dei co-protagonisti. Ancora una volta il grande lavoro di Naughty Dog sulla mitologia originale potrebbe essere la base per nuovi spunti narrativi, arricchendo di sfaccettature l'apocalisse firmata da Mazin e Druckmann.

Avere il coraggio di cambiare

Tutte le premesse di cui sopra sono ipotesi di un fedele adattamento del videogioco di Naughty Dog. La vera sfida per Mazin e Druckmann sarà però quella di riuscire a mantenere la natura di The Last of Us adattando la narrazione al medium televisivo. Come The Walking Dead ha plasmato la sua apocalisse andando a creare più di una volta un percorso parallelo a quello impostato da Kirkman, così The Last of Us potrebbe giocare con storyline, creature, villain e nuovi personaggi, rendendo la serie HBO un compendio espanso dell'universo videoludico, pur non intaccandone le basi.

Dinamiche che nel videogioco sono state solamente accennate trovano qui una possibilità di sviluppo, dilatando l'universo narrativo originale, arricchendolo di antefatti e persino immaginando ciò che potrebbe avvenire dopo l'iconico finale del capolavoro di Naughty Dog.

The Last of Us HBO Come “The Walking Dead” è riuscito ad appassionare il pubblico di massa raccontando una storia di sopravvivenza e speranza in un mondo post-apocalittico, così “The Last of Us” dovrebbe far breccia nel cuore degli spettatori seguendo le proprie radici; raccontando una storia di formazione tra due persone ferite nel profondo, il cui disagio rischia di far perdere loro quell’umanità che, senza le gioie, le lacrime e il dolore incontrati lungo il nuovo cammino, non riuscirebbero a recuperare, anche al costo di compromettere le sorti dell’intero pianeta. Forte di una solida genesi, di personaggi indimenticabili, di un bestiario accattivante e di uno scenario più che suggestivo, l’apocalisse di “The Last of Us” promette di stupirci e di dare nuovo smalto ad un genere che ha un disperato bisogno di una buona storia da raccontare.