The Walking Dead 11: pro e contro della Parte 1, aspettando i nuovi episodi

Il 21 febbraio la serie AMC ricomincerà su Disney+. Quali sono stati i pro e i contro della prima parte di quest'ultima stagione?

The Walking Dead 11: pro e contro della Parte 1, aspettando i nuovi episodi
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La seconda tranche di episodi di The Walking Dead 11 è alle porte e dopo uno stop durato qualche settimana ci ritroveremo catapultati nel mondo post apocalittico creato da Robert Kirkman e portato sullo schermo da Frank Darabont. La data fatidica sarà quella di lunedì 21 febbraio su Disney+, quando assisteremo all'evolversi delle vicende tra Leah e Daryl dopo il buon midseason finale descritto nella nostra recensione di The Walking Dead 11X08 . Non è un mistero che TWD sia lo show più atteso tra le serie Disney+ di febbraio 2022 e, in attesa di capire come si concluderà lo zombie drama più longevo della televisione (bisognerà aspettare ancora qualche mese per vedere la parola "fine"), facciamo il punto della situazione per capire cosa ha funzionato negli episodi precedenti.

I Mietitori: una minaccia sgonfiata?

Dobbiamo ammettere che sin dalle puntate speciali della decima stagione, uno degli elementi che ci aveva più incuriosito era stata la scoperta dei nuovi antagonisti che stavano braccando Maggie; una sorta di gruppo paramilitare armato fino ai denti e pronto a tutto.

Le prime impressioni seminate da Angela Kang e soci non si erano rivelate così sbagliate all'inizio di TWD 11, con la gradita sorpresa di un terrore genuino alla vista di questo gruppo di energumeni mascherati che sembravano rappresentare una minaccia più che concreta e quasi inespugnabile per i nostri. In effetti gli episodi iniziali si basavano sui diversi punti di vista del primo scontro con i nuovi letali nemici, che ci hanno fatto temere in più di un'occasione per l'incolumità dei personaggi che abbiamo imparato ad amare e conoscere nel corso degli anni. L'hype era stato ancor più favorito dal fatto che i Mietitori rappresentavano una minaccia interamente partorita dallo show e assente dai fumetti di Kirkman. Purtroppo, tutto si è ridimensionato nel momento in cui Daryl è stato fatto prigioniero, consentendoci di infiltrarci a nostra volta nel campo base di quello che in effetti si è rivelato essere un gruppo di ex mercenari apparentemente toccati dalla provvidenza divina e per questo convinti di essere dei prescelti nella lotta post apocalittica per la sopravvivenza.

Il loro leader, Pope, nonostante la convincente interpretazione di Ritchie Coster era parso un ricettacolo di tutti gli elementi bipolari dei villain affrontati nelle stagioni precedenti, senza sorprendere o lasciare particolarmente il segno. Più interessante è stata, invece, la svolta di Leah, anch'essa conosciuta in uno degli episodi speciali di TWD 10. I suoi trascorsi con Daryl avrebbero potuto condurre ad una scelta scontata, ma non è stato così, per fortuna, e discuteremo insieme a voi le conseguenze di questa decisione nella nostra copertura settimanale a partire dal 21 febbraio.

Negan vs Maggie

Un altro confronto attesissimo era quello tra Negan e Maggie. L'ex villain interpretato da Jeffrey Dean Morgan aveva goduto di una sontuosa origin story che avevamo elogiato nella nostra recensione di The Walking Dead 10X22 .

Proseguendo nell'auspicata redenzione del leader dei Salvatori, Negan era stato ammesso alla vita civile di Alexandria, ma la situazione aveva iniziato a complicarsi con il ritorno di Maggie in compagnia del figlio. La donna, la cui vendetta per la morte del marito Glenn per mano di Negan non ha mai avuto luogo, continuava a provare un odio profondo per l'ex antagonista di Rick e il suo unico desiderio era ucciderlo. Il confronto tra Maggie e Negan è stato uno dei leitmotiv degli otto episodi iniziali, tra momenti emozionanti e scioccanti (come quando l'ex Salvatore decide di lasciare Maggie al suo destino nella metropolitana) e una generale reiterazione del concetto e delle minacce rivolte all'uomo, con un confronto estenuante sul concetto di leadership e sull'impossibilità del perdono. Non è ancora chiaro il destino che spetterà a Negan, ma almeno ci consoliamo con la sua evoluzione; un elemento che ha fatto storcere il naso a molti, ma che al contrario noi riteniamo essere un importante valore aggiunto in un personaggio così ben riuscito come quello di Jeffrey Dean Morgan.

Da segnalare anche quanto Maggie sia cambiata nel tempo trascorso lontano da Alexandria; una donna più dura, messa alla prova da mille difficoltà che ne hanno ispessito il cuore alimentando il suo spirito di leader. Che tutto ciò possa portarla a perdere il controllo delle proprie azioni, non è da escludere; magari contro Negan stesso. Troviamo anche altri due personaggi sul filo del rasoio e ci riferiamo ad Aaron, che ha rischiato seriamente di passare al lato oscuro con i Sussurratori rimasti a Hilltop, e a Gabriel, che da tempo ha perso il proprio contatto con Dio e che ritroviamo sempre più disilluso soprattutto dopo l'incontro con Mays descritto nella nostra recensione di The Walking Dead 10X19. La sua corsa lo condurrà oltre il baratro o assisteremo ad un'epifania lungo il cammino che lo attende?

Il Commonwealth

Abbiamo atteso in maniera estenuante l'arrivo di Eugene, Ezekiel, Yumiko e Princess nel Commonwealth. Il loro è stato un viaggio fin troppo reiterato da quel primo contatto con Stephanie avvenuto nella decima stagione. Per fortuna la situazione ha iniziato a smuoversi proprio sul finale di TWD 10, ma forse non nel modo che tutti si aspettavano. Ad attenderci c'erano infatti una serie di episodi dall'incedere volutamente kafkiano, per trasmettere le idiosincrasie di una società estremamente burocratizzata e militarizzata, ai confini della distopia, dove la felicità e la cordialità degli abitanti cozzava con gli uomini corazzati che pattugliavano le strade e i dintorni dell'impero di Pamela Milton.

La vicenda di Yumiko e del fratello ritrovato avrebbe dovuto in qualche modo fornirci qualche indizio in più al riguardo, ma in alcuni passaggi si è rivelata fin troppo sibillina. Dopo una serie di peripezie e malintesi forse Eugene sembra essere riuscito ad ottenere ascolto per la sua causa, il salvataggio di Alexandria e dei compagni. Sappiamo che il Commonwealth in un modo o nell'altro è una polveriera pronta ad esplodere, non ci resta che capire come e quando. E, soprattutto, scoprire come alcune dinamiche presenti nel fumetto possano svilupparsi, data la strada parallela intrapresa narrativamente dall'adattamento AMC (la domanda è sempre quella: Rick Grimes tornerà?).

Sprazzi di genere

Certo è che in questa prima parte The Walking Dead 11 ha tirato fuori un'anima di genere più marcata in due occasioni differenti, sorprendentemente non legate alla minaccia dei morti viventi, ma richiamando più di una tipologia di horror che onestamente è stato molto affascinante vedere trasposta nello show che fu di Frank Darabont.

Già nei primi due episodi dello show ci era davvero piaciuta la scelta di creare una narrazione post apocalittica attraverso i resoconti lasciati dai sopravvissuti sulle pareti delle gallerie, e ci piacerebbe vivere più momenti di questo tipo, quando il mondo di TWD viene raccontato attraverso storie e personalità altre da Daryl e compagni, anche solo attraverso determinate fonti. Ma, nello specifico, ci riferiamo alla parentesi slasher dedicata a Maggie che vi abbiamo descritto nella nostra recensione di The Walking Dead 11X03 . Subito dopo essere sopravvissuti alle minacce sotterranee, il gruppo si è trovato ad affrontare per la prima volta i Mietitori in uno scontro presentato da diversi punti di vista.

Uno di questi era proprio quello della figlia di Hershel che, separata dagli altri, era stata costretta a fuggire braccata dal nemico in un complesso industriale deserto. Lì le atmosfere slasher si sono imposte di peso, anche se per pochi minuti, e ci hanno presentato sia a livello di regia che di fotografia una buona caccia alla preda, con Maggie che cercava di piazzare trappole sonore nell'oscurità per stanare i propri avversari che emergevano inquietanti dalle tenebre come i migliori villain horror, salvo poi scivolare velocemente in una deriva action a suon di pugni, coltelli e mazze. Seppur breve, la salita di quelle scale infinite e buie ha permesso di inquadrare la natura stealth dei Mietitori e di offrirci un segmento ricco di suspense con entità mascherate che assumevano connotati quasi soprannaturali.

Gli stessi connotati che abbiamo ritrovato in forma più estesa e soddisfacente nella nostra recensione di The Walking Dead 11X06 quasi interamente dedicata al ritorno di Connie e Virgil. I due, assediati dai non morti, si rifugiano all'interno di un'abitazione dove ben presto scoprono di non essere soli, cavalcando una goduriosa vena horror giocata bene anche a livello di messinscena con creature spaventose viste attraverso il punto di vista di Virgil e quello senza suoni diegetici di Connie, rispecchiando la condizione di sordità della ragazza e della stessa attrice Lauren Ridloff (vista quest'anno anche in Eternals).