The Walking Dead: tutte le peggiori decisioni di Rick Grimes

Rick è forse il personaggio più amato della serie AMC, ma non sempre ha fatto le scelte giuste, con risultati a volte discutibili.

The Walking Dead: tutte le peggiori decisioni di Rick Grimes
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Dopo aver analizzato i momenti migliori di The Walking Dead finora, torniamo a parlare di Rick Grimes. È bastata una stagione e mezza per farci rimpiangere il personaggio interpretato da Andrew Lincoln. La riorganizzazione operata dalla showrunner Angela Kang all'interno della serie ha sì avuto il pregio di virare inizialmente verso l'inquietante incognita dei Sussurratori, ma si è persa nel corso di questa stagione non ancora conclusa - il finale della decima stagione di The Walking Dead è stato rimandato all'estate per l'emergenza Coronavirus - con un'ossessiva attenzione nella reiterazione di dinamiche minori e una gestione poco felice dello sviluppo degli antagonisti.

Il personaggio interpretato da Andrew Lincoln è sempre stato il protagonista indiscusso della serie, leader di uno sparuto gruppo di uomini, donne e bambini, alla ricerca di un futuro nel disperato tentativo di sopravvivere alla duplice minaccia degli umani e dei non morti in uno scenario post apocalittico. La sua leadership non si è però sempre rivelata lungimirante e le scelte fatte in nome della propria famiglia o del proprio gruppo sono state molte volte discutibili. Che cosa ha sbagliato Rick Grimes? Scopriamolo nel nostro speciale.

Abbandonare l'autostoppista

Nel panorama per lo più ingessato della terza stagione, Clear è stato uno degli episodi che ci ha permesso di uscire dalle dinamiche stantie della prigione. Non solo è stata un'ottima occasione per consolidare il rapporto tra Michonne, Carl e Rick, ma si è rivelato anche il giusto momento per reintrodurre il personaggio di Morgan.

L'episodio però si apre e si chiude con una nota amara; i nostri sono in macchina, in cerca di armi per affrontare il Governatore. Sulla strada notano un autostoppista con un grosso zaino, che chiede disperatamente loro di fermarsi. La macchina tira dritto, ma resta impantanata un centinaio di metri più avanti. Il tempo di sbloccare la situazione basta a Rick per sentire le urla imploranti dell'autostoppista, che si avvicina sempre più. Con totale indifferenza Rick termina il lavoro e fa segno a Michonne di ripartire, abbandonando il ragazzo. Nel ritorno ripercorrono la stessa strada e trovano il cadavere dell'autostoppista dilaniato dai non morti. La macchina si ferma e recupera il suo zaino, prima di ripartire verso la prigione.

Quella dell'autostoppista è una parentesi brevissima, ma scioccante dal punto di vista umano. Nonostante tutti i problemi e i drammi della prigione, Rick è conscio delle difficoltà che comporta sopravvivere al di fuori di mura sicure, ma decide comunque di abbandonare un suo simile in evidente difficoltà. La disperazione dell'autostoppista si scontra contro la patina coriacea di un Rick indurito ed egoista che, con la connivenza dei compagni di viaggio, condanna così a morte un innocente. Esecrabile infine il gesto di raccogliere lo zaino poco distante dal cadavere maciullato del ragazzo, in un "vivi e lascia morire" privo di empatia per il prossimo, che avrebbe potuto sì rivelarsi un nemico, ma anche un promettente alleato.

L'esecuzione di Pete Anderson

Che Pete Anderson non fosse il marito perfetto o il padre dell'anno, questo lo sapevamo. L'uomo, che per la seconda parte della quinta stagione ha rappresentato di fatto l'antagonista per Rick e i suoi, da poco arrivati ad Alexandria, era una persona ignobile, violento con la moglie e con i propri figli, dalla parte dei quali decide di schierarsi proprio Rick. Ne deriva una furibonda scazzottata di fronte a tutti gli abitanti di Alexandria e un tentativo di colpo di stato da parte di Rick, che punta una pistola a Deanna, leader di Alexandria, in un altro gesto inconsulto che viene sventato da Michonne.

Il successivo tentativo da parte di Pete di uccidere Rick con la katana di Michonne deriva così sia dal rancore derivante sia dall'accaduto, sia dalle spietate parole di Carol - a sua volta vittima di abusi da parte del marito. La volontà omicida omicida di Pete porterà però all'involontario ferimento di Reg Monroe, che morirà di lì a poco tra le braccia della moglie Deanna. E sarà proprio quest'ultima, in preda alla disperazione per la perdita del marito, a chiedere a Rick di uccidere Pete seduta stante, desiderio che il nostro accontenterà senza battere ciglio.

L'uccisione a sangue freddo di Pete Anderson rappresenta una reazione troppo impulsiva da parte di Rick Grimes, che nasconde in ogni caso un interesse non indifferente per la di lui moglie Jesse, senza contare che il gesto sarà propedeutico alla sua leadership ad Alexandria. In ogni caso questa azione non solo alimenterà il rancore dei figli di Jesse nei suoi confronti, ma, in ultima istanza, porterà all'uccisione a catena del piccolo di tutta la famiglia di Pete, che verrà sbranata dai non morti e al conseguente tentativo di omicidio di Rick da parte di Ron, l'unico figlio sopravvissuto, cosa che costerà un occhio al povero Carl.

Uccidere Ethan ad Hilltop

La minaccia di Negan ha fatto commettere azioni inconsulte a più di un personaggio della serie. Ethan e il fratello Craig sono due abitanti di Hilltop incaricati di consegnare le provviste ai Salvatori. Il gesto di Ethan di pugnalare Gregory, leader di Hilltop, perché le provviste per i Salvatori si sono rivelate insufficienti, è un ordine diretto di Negan, quindi frutto di una disperazione provocata da un male più grande, che sfrutta il terrorismo psicologico per ottenere fedeltà e soggezione.

Dopo l'accoltellamento di Gregory, Rick e compagni cercano di fermare Ethan e il fratello. Inizia così una colluttazione che porta ad una situazione di stallo, nella quale Rick giace a terra con il coltello di Ethan puntato alla gola. È ovvio che l'uomo ha commesso quell'azione per non subìre una sorte peggiore da parte dei Salvatori e che la sua non rappresenta una vera e propria minaccia nei confronti di Rick, essendo circondato e avendo Michonne alle spalle, pronta a fargli saltare la testa.

Nonostante ciò Rick coglie un momento di distrazione di Ethan, nel quale Michonne sta cercando di farlo ragionare, e gli pianta il coltello nel collo, liberandosi dalla sua minaccia e scatenando il disappunto di tutta la popolazione di Hilltop, con la quale rischia di entrare in rotta di collisione perché non capisce la reazione generale. L'omicidio di Ethan è l'ennesimo gesto selvaggio che segna il sopravvento della parte più brutale di Rick, che lo porterà di lì a poco a commettere altri sbagli.

Il massacro dei Salvatori

Parliamo ora di uno dei casi in cui la leadership di Rick ha portato ad un'azione di dubbia moralità nell'universo di The Walking Dead. Ci riferiamo ovviamente alla sesta stagione e a quel momento in cui il nostro eroe passa dalla parte del torto, nell'assalto alla stazione satellitare, dove si trova un distaccamento di Salvatori. Dopo essersi infatti accollato il problema di Hilltop con Negan, Rick decide di intraprendere un'azione preventiva, che blocchi sul nascere qualsiasi attacco nemico. Il piano è però davvero spietato e prevede di uccidere nel sonno gli uomini e le donne accampati in una stazione radar, che presumono essere il covo dei Salvatori.

La scena in questione rivela tutta la tracotanza del piano di Rick; l'uccisione a sangue freddo di un gruppo di persone impossibilitate a difendersi e senza nessuna possibilità di scelta. La cosa peggiore è che nessuno si opporrà al suo leader e purtroppo per Rick la legge del contrappasso sarà durissima, perché questa azione verrà punita in maniera drastica da Negan, l'allora sconosciuto boss dei Salvatori, con la brutale uccisione di Abraham e di Glenn.

Fidarsi degli Scavarifiuti

Di ingenuità Rick ne avute parecchie, ma poche hanno avuto conseguenze evitabili quanto i risvolti del patto di Rick con Jadis, la leader degli Scavarifiuti, il gruppo che vive e prospera in una discarica. Nel corso della settima stagione infatti, Gabriel ruba delle provviste da Alexandria sotto minaccia degli Scavarifiuti e Rick, nell'indagare, viene fatto prigioniero proprio da quest'ultimi. L'uomo propone così a Jadis un patto di alleanza che prevede la consegna di metà delle provviste di Alexandria e armi a sufficienza per combattere i Salvatori; patto che viene accettato dietro superamento di una prova di sopravvivenza.

Rick confida così nel fatto che gli Scavarifiuti supporteranno l'offensiva contro Negan e compagni. Il piano è infatti quello di piazzare un'autobomba con la complicità degli Scavarifiuti, per annientare i Salvatori al loro arrivo ad Alexandria. Purtroppo però Jadis ha fatto un secondo patto con Negan, imbrogliando di fatto Rick, che si ritroverà ad affrontare entrambi i nemici e sarà salvato solo dall'intervento del Regno e di Hilltop. L'aspetto positivo è che questo porterà all'alleanza tra i tre avamposti, ma l'ingenuità di Rick sull'affidabilità degli Scavarifiuti avrebbe dovuto mettergli più di una pulce nell'orecchio, anche in una situazione di stallo come quella della prigionia.

Uccidere il padre di Gracie

Anche l'uccisione del padre di Gracie non è certo un momento felice per l'operato del nostro eroe che, dopo l'incontro con Negan, oscilla sempre più verso la figura del villain. I Salvatori agiscono sotto brutale consiglio dell'uomo che brandisce Lucille, ma lo show non fa altro che ricordarci che sono pur sempre uomini, nonostante l'appartenenza al gruppo rivale.

In questo caso Rick e Daryl sono alla ricerca di armi più potenti da sottrarre ai Salvatori e si sono per questo infiltrati in una base nemica. I due si dividono e Rick sta per aprire la porta di una stanza, quando viene sorpreso da un uomo che lo aggredisce a mani nude, scatenando un combattimento brutale tra i due.

L'uomo dice di non custodire armi nella stanza incriminata, ma evidentemente Rick non è dello stesso avviso, così lo impala contro ciò che rimane di una mensola, prima di andare a controllare di persona la stanza e scoprire che il Salvatore stava difendendo la propria figlia neonata, addormentata nella culla.Un vero e proprio pugno nello stomaco per lo spettatore, ma anche per Rick, che si rende così responsabile dell'uccisione di un nemico, ma anche di un padre che per qualche motivo si è ritrovato in quel momento dalla parte sbagliata della barricata.

Una promessa è una promessa

I Salvatori non sono stati certo una passeggiata da affrontare per Rick e compagni. Il gruppo guidato dalla dittatura di Negan mirava a creare una vasta comunità di avamposti sottomessi, in nome di una sopravvivenza dominata da una gerarchia piramidale che non prevedeva sconti per nessuno. Nonostante l'aberrante operato dei Salvatori, c'è stato un momento in cui Rick non solo si è messo al loro livello, ma ha ampiamente passato il segno.

Siamo alla fine dell'ottava stagione, i Salvatori hanno attaccato Hilltop, ma alcuni nemici sono stati catturati dai nostri. Purtroppo una parte di loro è riuscita a fuggire guidata da Jared, l'assassino del fratello di Henry. Rick e Morgan sono sulle loro tracce, quando vengono fatti prigionieri dallo stesso Jared e dal suo gruppo. Senza apparente via di fuga, Rick sente che alcuni tra i Salvatori vorrebbero tornare ad Hilltop, così propone loro un'amnistia nell'eventualità di una loro liberazione. Rick inoltre li avverte della vicinanza di un'orda che si sta dirigendo proprio dove loro sono tenuti prigionieri. Ma è troppo tardi e i non morti fanno irruzione, i nostri vengono così liberati per contribuire a debellare la minaccia.

Ed è qui che Rick passa il limite; dopo aver ucciso gli erranti si lancia con ferocia sui Salvatori, rimangiandosi la parola data e trucidandoli uno ad uno insieme a Morgan. Purtroppo la visione di Carl di un mondo basato su una pace costruttiva e sulla collaborazione si scontra con la spietata realtà dei fatti. Questo è forse il momento in cui Rick assomiglia più a un villain, che a un eroe.

The Walking Dead Stagione 10 La leadership di Rick Grimes è stata caratterizzata da luci ed ombre. Si tratta di ombre pesanti, che nei casi migliori hanno rischiato di bruciare i confini tra il bene e il male, per sprofondare nell'abisso. Che cosa ha sbagliato Rick Grimes? Il più delle volte ha anteposto egoisticamente il bene proprio e quello della sua famiglia a quello comune, mentre nei casi più gravi ha peccato di ubris, sentendosi invulnerabile e non soggetto alle regole stesse della propria comunità. In un mondo che ha perso ogni certezza, non è solo importante avere una leadership forte, ma anche una guida illuminata che non si lasci trasportare dagli istinti, rischiando di compromettere non solo la vita degli altri, ma anche la propria natura. Sta di fatto che, nel bene e nel male, “The Walking Dead” è Rick Grimes e viceversa. Senza di lui gli sceneggiatori devono seriamente pensare a che direzione prendere e trovare qualcuno che traghetti personaggi e linee narrative verso nuovi lidi.