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The Witcher 2, parliamo della trama e del finale della seconda stagione

Dopo aver visto i nuovi episodi su Netflix, analizziamo insieme le rivelazioni di questa stagione e le ripercussioni sul prosieguo della serie

The Witcher 2, parliamo della trama e del finale della seconda stagione
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La seconda stagione di The Witcher sta già dominando le classifiche in ogni paese in cui è disponibile Netflix, ma già si pensa al futuro della serie. Dopo le importanti rivelazioni che Lauren Schmidt Hissrich e soci hanno inserito nel corso degli ultimi episodi, lasciando molti curiosi sgomenti o particolarmente sorpresi, non poteva mancare un'osservazione più libera e attenta su quanto accaduto in questo secondo ciclo di puntate.

Netflix ha già annunciato che The Witcher è stato rinnovato per una terza stagione, e a quanto pare la fase di scrittura si è quasi conclusa. In attesa di rivedere in attività Henry Cavill e il cast, la showrunner ha già mostrato il teaser trailer di The Witcher: Blood Origin, prequel della saga che farà da viatico per la stagione 3. Rimandando eventuali discussioni sul progetto parallelo ad altre sedi, concentriamoci invece sull'analisi degli elementi che lo show potrà sfruttare dopo il rocambolesco finale che ha riunito Geralt, Ciri e Yennefer.

I monoliti e il destino dei Witcher

Come scoperto da Istredd in uno dei concept interamente originali ideati dalla serie, i monoliti rappresentano passaggi per altri mondi e la presenza di Ciri ha portato a diverse turbolenze fra i loro collegamenti. Per quanto l'idea di mostrare nuove creature sia particolarmente appetibile per un pubblico sempre più ampio, c'è da chiedersi quanto questo elemento del tutto assente nelle altre opere possa influire negativamente sul prosieguo della narrazione.

Sarebbe assurdo, del resto, pensare che i monoliti siano stati usati esclusivamente come mezzo per esplicitare la presenza del multiverso o approfondire l'origine della Caccia Selvaggia e dei mostri.

Ragionando retroattivamente, i monoliti hanno già scatenato diversi eventi di discreta importanza, dalla morte di Eskel (facilmente evitabile) al delirio di Voleth Meir (mezzo attraverso il quale molti personaggi sono andati fuori fuoco in un finale poco originale). Riguardo al primo dei due, si è evidenziata la grande difficoltà dei Witcher nel fronteggiare creature completamente sconosciute; in seguito al secondo, invece, gli strighi originali presentati dalla serie sono quasi tutti morti, lasciando pochissimi oltre a Lambert, Coen e Vesemir.

Questo elemento, tanto importante nella seconda stagione, potrebbe facilmente giocare un ruolo di primo piano anche nelle prossime puntate e sarà interessante comprendere quanto studio verrà compiuto dietro queste nuove bestie che si alterneranno a quelle già presenti nel Continente. Di certo non farà storcere il naso qualche combattimento in più, a patto che lo stile rimanga fedele al cuore dell'opera.

La caccia a Ciri

Dopo aver avuto un ulteriore assaggio dei poteri di Ciri negli ultimi episodi, escludendo la possessione che poco ha a che vedere con lo spirito della serie, The Witcher ha voluto indugiare particolarmente sul potenziale della ragazza e sulle apocalittiche conseguenze che potrebbero realizzarsi nel caso in cui dovesse cadere in mani sbagliate.

L'idea che la principessa possa distruggere il mondo è chiaramente stata esasperata nello show per aumentare la posta in gioco, al punto da inserire nell'intreccio tutte le fazioni possibili - compreso il sadico Rience e il suo misterioso mandante.

Alla luce di una simile scelta, non sorprenderà trovare maghi, regnanti, spie e assassini sulle sue tracce. Proprio per questo sarà curioso osservare quanto Ciri anticiperà l'acquisizione di poteri e capacità rispetto alla saga letteraria. Come osservato nella nostra analisi delle differenze tra la serie e i libri di The Witcher, la leoncina di Cintra acquisisce capacità magiche o di combattimento molto più avanti rispetto allo show. Nelle sue conseguenze, ciò ha portato a introdurre già adesso la Caccia Selvaggia, creando un ottimo crescendo tra riferimenti e citazioni - e facendo felici molti fan dei videogiochi che non conoscono i libri. Possiamo facilmente immaginare che il loro ruolo sarà rivelato a breve e la loro presenza si farà sempre più importante man mano che la narrazione prosegue. Più nel pratico, invece, è lecito aspettarsi che Dijkstra si metta definitivamente in azione per arrivare alla principessa prima degli altri - o prima che venga uccisa dagli altri regnanti o dalla Fratellanza.

Il destino degli Elfi

La sempre maggiore importanza della figura di Francesca Findabar in seno agli Elfi sarà certamente cruciale nei conflitti che verranno. Gli Scoia'Tael, del resto, sono stati appena accennati nonostante gli Elfi abbiano avuto parecchio spazio negli ultimi episodi. L'inganno dell'imperatore di Nilfgaard e l'assassinio del primo neonato elfo da decenni sono certamente le principali cause che nella serie portano alla ribalta degli scoiattoli e che daranno inizio ai disordini elfici fra i regni settentrionali.

Ma seguendo la profezia di Ithlinne e portando Istredd a rivelare il retaggio di Ciri, è probabile che Francesca e compagni faranno di tutto per portare la ragazza dalla loro parte. D'altronde, la principessa è la discendente di Lara Dorren, celebre elfa maga, ed è di sangue ancestrale: la scoperta di questi particolari porterà sicuramente gli Elfi a cercare la salvezza attraverso di lei.

Tuttavia, sarà possibile scoprire soltanto più avanti se il reale ruolo di Ciri sarà quello di salvatrice del loro popolo, dominatrice della loro razza o arma di distruzione contro gli umani. L'idea di includere maggiormente gli Elfi nel racconto può rivelarsi interessante, ma sarà possibile giudicare appieno una volta confermate o smentite le varie ipotesi.

L'identità dell'Imperatore

Agli stessi quesiti vuol trovare (o ha già trovato) risposta l'imperatore Emhyr Var Emreis di Nilfgaard. Dopo aver imprigionato due importanti personaggi della serie come Fringilla e Cahir, il cui destino dovrà essere rivelato nei prossimi episodi e differisce ampiamente rispetto al materiale originale, la seconda stagione ha chiuso i battenti con la più grande rivelazione della saga.

Il fatto che la vera identità di Duny sia quella di Emhyr è una scoperta scioccante che è stata sorprendentemente anticipata dallo show e che potrebbe stravolgere il prosieguo della narrazione. Per i fan del franchise si

tratta di un segreto di pulcinella, ma molti degli spettatori non avevano idea di un simile collegamento e anticipare una simile rivelazione può concedere loro mezzi migliori per comprendere la storia fino a questo punto e le motivazioni dietro le mosse di Nilfgaard. Se non altro, l'opportunità di osservare con più attenzione la figura dell'imperatore potrà fornire un punto di vista più ampio delle vicende. Certo è anche che l'attesa che ha tanto premiato nei libri avrebbe potuto facilmente essere sviluppata attraverso il trucco o gli effetti speciali. Ciononostante, la scelta di far conoscere Emhyr allo spettatore, mantenendo i personaggi ignari della sua vera identità, non è affatto una pessima decisione e potrebbe riservare interessanti sorprese.

Dopo aver ordinato a Fringilla e a Cahir di conquistare Cintra per catturare la principessa, assistendo al loro fallimento, pare infatti che Emhyr voglia prendere le redini della situazione e agire in maniera meno velata rispetto alla sua controparte letteraria. Attorno a questa importante figura e al suo legame con Ciri verterà il destino di tutto il Continente, dato che la parentela con Emhyr non rende Ciri la sola erede al trono di Cintra, ma anche la prossima imperatrice di Nilfgaard.

I prossimi passi dei protagonisti

Alla luce di quanto accaduto, è lecito aspettarsi un grande intrigo politico con una presenza decisamente maggiore della prospettiva Nilfgaardiana e di quelle delle varie parti in causa. Ci è già stato anticipato che la Redania avrà un grande approfondimento nel corso della prossima stagione, ma è facile immaginare che lo stesso avverrà (almeno dal punto di vista dei personaggi) per l'Impero della Fiamma Bianca. Al centro di questo quadro si porranno le vicende riguardanti i protagonisti, riuniti anzitempo dopo quanto accaduto a causa della Voleth Meir.

Non sarebbe affatto strano immaginare che Ciri venga a sapere del padre in qualche modo e che desidererà incontrarlo, finendo per contrapporre la sua figura a quelle di Geralt e Yennefer. Sarà curioso osservare l'eventualità in cui questo conflitto interiore potrebbe svilupparsi, magari con un intervento per mano dello stesso strigo o dell'imperatore.

Su questa importante scelta si concentrerà il futuro della serie, e il conflitto della principessa sarà al centro della scena in buona parte delle stagioni a venire. L'idea di rendere Ciri ancor più ambita, ampliando la schiera di individui a conoscenza della sua identità e della sua presenza al fianco dello strigo, potrebbe portare facilmente a diverse difficoltà in fase di scrittura.

Come vale per le altre proposte originali dello show, alcune decisamente più felici di altre, starà a Hissrich e soci gestire con grande attenzione e rispetto il materiale di cui dispongono. Quantomeno, superato lo scoglio de Il Sangue degli Elfi, tentando di ritrovare anche una rotta più in linea con le opere di Sapkowski.