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The Witcher: tutte le differenze tra serie TV e libri

Confrontiamo tutti gli episodi di The Witcher con i racconti dei primi due libri della saga: Il guardiano degli innocenti e La spada del Destino.

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Adattare una saga letteraria per il grande o per il piccolo schermo è sempre difficile. Irrimediabilmente, nella trasposizione qualcosa si perde, qualcosa si cambia e per forza di cose qualcosa si aggiunge. Nel corso degli otto episodi che compongono la prima stagione di The Witcher, le vicende del Continente ci vengono raccontate in maniera dettagliata lungo tre diverse linee temporali cronologicamente non lineari, ognuna dedicata a uno dei tre personaggi principali dello show.

Al contrario di quanto accade nei romanzi, nella serie quindi non è solo il punto di vista di Geralt a condurci nella storia, ma al suo si aggiunge quello di Yennefer e Ciri, che ci mostrano ciò che nelle pagine dei libri ci viene fornito solo tramite dialoghi e flashback. Ma quando si tratta di trasporre su carta le vicende avvenuti nei libri, principalmente raccontati nella timeline principale di Geralt, la serie ideata e scritta da Lauren Schmidt Hissrich, con protagonista Henry Cavill, dimostra di aver cambiato solo alcuni piccoli dettagli. Approfondiamo insieme, quindi, tutte le differenze e le analogie tra la serie Netflix e i libri di Andrzej Sapkowski.

Episodio 1: L'inizio della fine, tratto da "Il male minore"

L'inizio della fine, il primo episodio di The Witcher pone le sue basi unicamente sul racconto Il Male Minore contenuto nella raccolta Il Guardiano Degli Innocenti. Le differenze tra ciò che viene raccontato su carta è quello che accade sullo schermo sono in realtà davvero minime. Tuttavia l'intera linea temporale con protagonista Ciri è stata aggiunta dai creatori dello show, in quanto nei romanzi i tragici eventi e le devastanti perdite subite quel giorno dalla piccola Cirilla l'hanno portata a dimenticare tutto.

Nei racconti, infatti, la caduta di Cintra viene raccontata da Ranuncolo alla fine dell'ultimo racconto contenuto ne La Spada del destino, l'altro volume a cui questa prima stagione si basa. La linea temporale che vede invece Geralt diventare il "Macellaio di Blaviken", invece, è rimasta pressoché immutata. Nell'episodio, così come nel racconto, lo strigo arriva nel villaggio con l'intenzione di riscuotere la ricompensa per l'uccisione della kikimore che infestava le paludi intorno al centro abitato. Lì, lo strigo incontra il mago Stregobor, che compra i suoi servigi di witcher per far fronte a quello che lui considera un abominio: Renfri, portatrice sin dalla nascita della cosiddetta Maledizione del Sole Nero. La criminale, che Geralt scoprirà essere una principessa la cui vita è stata distrutta dallo stesso Stregobor, si trova a Bleviken accompagnata da un gruppo di nani, che nello show Netflix vengono sostituiti da scagnozzi umani, proprio per stanare e vendicarsi di Stregobor, uccidendolo. Il protagonista si troverà quindi a scegliere tra il male minore; uccidere Renfri o lasciare che questa ottenga la sua vendetta sull'uomo che le ha tolto tutto?

Un'altra piccola differenza tra il racconto e l'episodio è la natura delle kikimore: nella serie la piccola aiutante di Stregobor dice a Geralt che la creatura non era stata uccisa perché utile al controllo demografico. Nei racconti invece la carcassa della kikimore viene prima portata da Geralt a Caldemeyn, il sindaco del villaggio, che non sapendo che farsene prima consiglia a Geralt di lasciarla nel letamaio con i maiali e successivamente suggerisce allo strigo di portarla da Mastro Irion, il mago protettore del villaggio (che si rivela poi essere Stregobor).

Episodio 2: Quattro marchi, tratto da "Il confine del mondo"

Il secondo episodio dello show è basato sul racconto intitolato Il confine del mondo e si distacca maggiormente dalla storia originale solo nel momento in cui introduce la linea temporale di Yennefer. Come che per Ciri, anche le vicende della Maga di Vengerberg, che nei romanzi sono solo accennati, sono stati scritti appositamente per la serie. Un'altra differenza tra il racconto e l'episodio è il rapporto tra Geralt e Ranuncolo. Se nella serie televisiva i due hanno appena fatto conoscenza, ne Il confine del mondo, lo strigo e il bardo si conoscono già da tempo. Arrivati nella Valle dei Fiori, un piccolo paesino ai confini del mondo vicino agli ultimi luoghi abitati dagli elfi e dove apparentemente regna la pace, Geralt e Ranuncolo sentono parlare la gente del luogo di un diavolo che infesta i loro campi e i cui dispetti sono diventati un vero problema. Accettato l'incarico, la ricerca del diavolo, che si rivelerà essere un silvano di nome Torque, porterà lo strigo a incontrare Filavandrel, ultimo re degli elfi, che dapprima li salva dalla furia e dal disprezzo dei suoi soldati e poi, accecato lui stesso dall'odio per gli umani li condannerà a morte sotto le proteste del solo silvano, che invece vede in Geralt e Ranuncolo del buono. Se nella serie è lo stesso Filavandrel a salvare e liberare i due, nel romanzo questo accade solo dopo la comparsa di un'altra creatura, Dana Méadbh, la Vergine dei campi che dissuade Filavandrel e i suoi elfi a uccidere lo strigo e il bardo.

Episodio 3: Luna traditrice, tratto da "Lo Strigo"

Il terzo episodio, Luna Traditrice, è invece l'adattamento de Lo Strigo, il primo racconto contenuto ne Il Guardiano degli innocenti e che presenta per la prima volta in assoluto il personaggio di Geralt di Rivia. Mentre le timeline di Ciri e Yennefer scorrono seguendo la loro via autonoma dai ibri, Geralt entra nel regno di Temeria. A Wyzima, capitale del regno, si troverà suo malgrado a dover dare la caccia ad una strige, un orribile mostro che la notte esce dal suo nascondiglio per fare a brandelli minatori e cittadini innocenti.

Nella serie oltre, ad aver inserito il personaggio di Triss Merigold, non presente nel racconto, ci sono differenze riguardanti sia l'origine della strige e sia nella storia dello strigo che aveva preceduto Geralt alla caccia al mostro. Nel racconto è chiaro sin da subito, e noto a tutti, che la strige è figlia di Re Foltest, nata dall'incesto tra il regnante e sua sorella Adda morta con ancora in grembo la bambina.

Proprio per questo motivo, piuttosto che uccisa, la creatura viene tenuta a bada nelle rovine del vecchio castello abbandonato. Nella serie questo punto viene invece dipanato lungo l'episodio con Geralt che, aiutato da Triss, scoprirà il mistero intorno alla tragica fine della principessa, dopo diverso tempo. Per quanto riguarda invece lo strigo arrivato nel villaggio prima di Geralt e che nella serie muore ucciso dal mostro, nel racconto originale semplicemente scappa via ancora prima di affrontare la strige. In questo episodio, peraltro, la serie TV ci svela per la prima volta un dettaglio importante sui piani temporali del racconto: nella storyline di Yennefer compaiono Foltest e Adda bambini, che invece nelle scene con Geralt dovrebbero essere ormai anziani.

Episodio 4: Banchetti, bastardi e sepolture, tratto da "Una questione di prezzo"

La quarta puntata, Banchetti, bastardi e sepolture, è il fedele adattamento del racconto Una questione di prezzo ma, per quanto riguarda la timeline di Ciri si ispira almeno in parte all'ultimo racconto che dà il titolo alla raccolta La Spada del destino.

E se Una questione di prezzo presenta alcune differenze minime come la presenza di Ranuncolo alla festa di fidanzamento della Principessa Pavetta (madre di Ciri), in questo episodio è proprio la timeline di Ciri che subisce alcuni drastici cambiamenti dalla storia originale. Al contrario di quanto avviene ne La Spada del destino, nell'episodio Geralt e Ciri sono ancora separati, poiché la piccola viene accompagnata nel corso della sua fuga fino alla Foresta di Brokilon, da Dara, un giovane elfo che nei romanzi di Sapkwoski non esiste. Un'altra differenza sta proprio nel rapporto con le driadi, le abitanti della foresta. Se nella serie l'acqua delle driadi ha proprietà curative, ne La spada del destino questa viene utilizzata sulle bambine per farle dimenticare il loro passato e tramutarle in driadi. Inoltre alla fine del racconto, dopo essere scampati ad un agguato proprio grazie alla tribù delle donne di Brokilon, è proprio Geralt a consegnare Ciri a Sacco di Topo per riportarla a Cintra sana e salva.

Episodio 5: Desideri incontenibili, tratto da "L'ultimo desiderio"

Desideri incontenibili è invece il quinto episodio dello show che adatta quasi interamente il racconto L'ultimo desiderio, contenuto ne Il Guardiano degli innocenti. A parte la timeline di Ciri, che continua modificare alcuni eventi de La Spada del destino, questo è forse l'episodio più fedele al racconto da cui è tratto.

Qui si narra del primo incontro tra Geralt e Yennefer, avvenuto nella città di Rinde dopo che lo strigo e il bardo Ranuncolo si ritrovano alle prese con un djinn, un demone/genio della lampada, che sembra scagliare una misteriosa maledizione su Ranuncolo. Per poterlo salvare, Geralt sarà costretto a visitare l'unica maga della zona che - in barba alle leggi che bandiscono la magia dalla città - continua a praticare incurante: la bellissima e misteriosa Yennefer di Vengerberg.

Episodio 6: Specie rara, tratto da "Il limite del possibile"

Specie Rara è un altro episodio, il sesto, che si avvicina moltissimo al racconto da cui è tratto; Il Limite del Possibile, contenuto nella raccolta La Spada Del Destino. Piccole differenze possono essere notate nel combattimento finale, che nel racconto è molto più drammatico, con Borche Tre Taccole nella sua forma di drago d'oro, che rischia più di una volta di essere sconfitto o catturato pur di proteggere il cucciolo di drago. Anche nel racconto verrà aiutato e protetto da Geralt e da Yennefer, che inizialmente avrebbe voluto ucciderlo credendo che la magia di drago l'avrebbe curata dall'infertilità. Ma, con grande disappunto della maga, alla fine del racconto Borche gli rivelerà che anche alla magia di un drago d'oro ci sono dei limiti, il limite del possibile per l'appunto.

Episodi 7 e 8: La caduta di Cintra e la battaglia di Soden

Gli ultimi due episodi che chiudono la prima stagione di The Witcher sono invece basati sul racconto Qualcosa di più contenuto nella raccolta La Spada del destino. Le principali differenze e i cambiamenti più sostanziali sono spalmati lungo tutta la timeline che riguarda La Caduta di Cintra.

Nell'episodio sette, Prima di una sconfitta, scopriamo che Geralt era proprio a Cintra la notte dell'attacco di Nilfgaard, per riscuotere la sua ricompensa secondo la Legge della Sorpresa reclamata il giorno del fidanzamento tra Pavetta e Dunny. La Regina Calanthe, dopo aver tentato di ingannarlo donando allo strigo una "falsa Ciri", lo fa addirittura incarcerare.

Nel corso dell'assedio, quando Geralt riesce a scappare dalla prigionia, vede addirittura il cadavere della stessa Regina steso ai suoi piedi dopo essersi buttata dalla torre. Nei racconti tutto ciò non accade: Geralt non si trovava a Cintra quando Nilfgard ha attaccato. La vicenda invece raccontata nell'ottavo episodio, Molto di più, con Geralt che salva il mercante dai mostri, è invece molto più fedele al racconto scritto da Sapkwoski. Infatti anche nello show vediamo il protagonista in preda alle allucinazioni dovute alle ferite procuratosi nel combattimento con le creature. Alla fine dell'episodio, quando Geralt incontra finalmente Ciri, c'è una grande differenza nella domanda che chiude la prima stagione; la principessa chiede al ritrovato strigo se crede nel destino e Geralt risponde che crede in "qualcosa di più". Nella serie invece la bambina chiede "Chi è Yennefer?". L'intera battaglia di Sodden, tra i maghi e l'esercito di Nilfgard, è ovviamente frutto della scrittura degli autori della serie televisiva, anche se nel racconto Qualcosa di più Geralt, ancora in preda alle allucinazioni, immagina di vedere l'ultimo nome inciso su una delle quattordici tombe commemorative poste sul colle dove si è tenuta la battaglia; Yennefer di Vengerberg.