Netflix

The Witcher: ipotesi e anticipazioni sugli sviluppi della Stagione 2

Dopo il clamoroso successo della prima stagione di The Witcher, lo show made in Netflix tornerà con una seconda stagione: cosa aspettarsi?

speciale The Witcher: ipotesi e anticipazioni sugli sviluppi della Stagione 2
Articolo a cura di

Dopo avervi illustrato alcune delle principali somiglianze tra i libri e la serie The Witcher, abbiamo deciso di andare ancora più a fondo. Da settimane, ormai, giungono anticipazioni e novità in merito alla stagione 2 dello show ispirato ai racconti di Andrzej Sapkowski. Cerchiamo quindi di capire cosa potremo vedere nella seconda run della serie ideata da Lauren Schmidt Hissrich.

Il tempo del destino

Così come il destino ,anche il tempo ha giocato un ruolo fondamentale nella prima stagione di The Witcher. Come ormai noto, i primi otto episodi si svolgono su tre linee temporali diverse e cronologicamente non lineari, che coprono un arco narrativo lungo circa trenta anni in cui il destino dello strigo Geralt di Rivia si intreccia con quello della Principessa Cirilla e della maga Yennefer di Venderberg.

Un espediente narrativo resosi necessario soprattutto dalla natura del materiale originale (una serie di racconti auto-conclusivi e slegati l'uno dall'altro), ma che si è rivelato abbastanza utile per presentare agli spettatori i personaggi e il mondo in cui si muovono, permettendo agli showrunner di gettare le basi per le future stagioni dove la lore dell'universo fantasy partorito dalla mente di Andrzej Sapkowski potrà essere sviscerata a fondo come un witcher farebbe con una kikimore. Con le origini dei personaggi già raccontate e il passaggio da narrazione episodica a racconto orizzontale, nella seconda stagione la storia potrà concentrarsi maggiormente sull'esplorare il mondo di The Witcher. La Stagione 2 di The Witcher, le cui riprese dovrebbero partire a febbraio, dovrebbe ispirarsi principalmente a Il Sangue degli Elfi, primo grande romanzo nonché sequel diretto dei racconti contenuti nelle raccolte Il Guardiano degli Innocenti e La Spada del Destino.

Nel libro vengono approfonditi alcuni avvenimenti già proposti e altri semplicemente sfiorati nella prima stagione come la caduta di Cintra, con la popolazione del regno ormai perduto dispersa tra gli stati confinanti e con Ciri che è riuscita finalmente a trovare Geralt, assecondando così i piani che il destino aveva programmato per loro.

La fortezza e il tempio

Ne Il Sangue degli Elfi Geralt porta la bambina nell'unico posto sicuro che conosce: Kaer Morhen, la leggendaria fortezza degli strighi dove lui stesso è stato iniziato all'addestramento da witcher. Ed è proprio tra le mura di Kaer Morhen che Geralt insegna a Ciri l'unica cosa che conosce, ossia essere uno strigo. La bambina però mostra sin da subito delle capacità psichiche che ogni giorno diventano sempre più potenti e pericolose, attirando le attenzioni di chi, agendo nell'ombra, vorrebbe mettere le mani sulla Principessa e usare i poteri derivanti dal sangue antico per soddisfare la sua brama di potere.

Geralt così si rivolgerà alla maga Triss Merigold per aiutarlo e consigliarlo circa l'educazione di Ciri, arrivando presto a capire che la scelta migliore è quella di affidare la bambina alle cure di Nenneke, sacerdotessa di Melitele e a capo dell'omonimo tempio.

La fortezza di Kaer Morhen e il tempio di Melitele sono luoghi di notevole importanza nell'universo di The Witcher e non sarebbe affatto una sorpresa vederli nella stagione due dello show made in Netflix. Le potenzialità che offrono sono innumerevoli, sia ai fini della mitologia del Continente che al background degli stessi protagonisti. Senza contare il fatto che potrebbero servire per presentare alcuni dei personaggi più conosciuti e amati sia dai fan dei romanzi che da quelli della saga videoludica: pensiamo al misterioso mentore di Geralt, Vesemir. Importantissimo poi è il ruolo di Kaer Morhen nella storia di Ciri. La fortezza altro non è che il punto di partenza del viaggio che condurrà la bambina alla scoperta della sua natura e dei suoi poteri. Possibile anche che la vecchia roccaforte sia visitata da Triss, esplorando così il rapporto fraterno instaurato con Ciri e la seppur breve - e menzionata solo di sfuggita nei romanzi - storia d'amore con Geralt.

Uno Jedi tra i witcher?

Anche se al momento rimane solo un desiderio dei fan scatenato da un internet-joke, uno di personaggi più amati del mondo di The Witcher potrebbe avere le fattezze niente meno che del leggendario Mark Hamill. Ovviamente stiamo parlando di Vasemir, lo strigo mentore di Geralt e capo della fortezza di Kaer Morhen, che quasi sicuramente farà il suo ingresso proprio nella seconda stagione della serie, poiché il rapporto che lo lega al protagonista è di vitale importanza non solo ai fini della narrazione ma anche e soprattutto per approfondire il passato di Geralt. Non ce la sentiamo di escludere, quindi, che il rapporto tra Vasemir e Geralt venga approfondito tramite flashback, mettendo su schermo il percorso che ha portato il vecchio strigo a divenire per Geralt la figura paterna che anche i fan del videogioco hanno imparato a conoscere e amare.

L'ordine del caos

La prima stagione di The Witcher si è conclusa con Ciri che chiede a Geralt "Chi è Yennefer?", ma la domanda che si pongono tutti però è un'altra; "dov'è Yennefer?". Negli ultimi concitati minuti della battaglia sul Colle di Sodden tra i maghi e l'esercito di Nilfgard la bella maga interpretata da Anya Chalotra ha scatenato il suo caos sottoforma di un'ondata di fuoco che ha spazzato via i soldati Nilfgardiani. Di lei, però, non è rimasta nessuna traccia, lasciando Tissaia (MyAnna Buring), sua tutor nonché figura materna, sconvolta da tanto potere.

Restando in tema di magia ed enormi poteri da essa derivati, nei romanzi -soprattutto ne Il Tempo della Guerra (successivo a Il Sangue degli Elfi) - gli intrighi politici orchestrati dall'ordine dei maghi giocano un ruolo fondamentale nello scacchiere polveroso in cui versa il Continente. Oltre ai già conosciuti Tissaia, Sabrina, Fringilla, Stregobor, Artorius, Villgefortz (che dovrebbero tutti tornare) e alle stesse Triss e Yennefer, la seconda stagione di The Witcher potrebbe introdurne anche di nuovi.

Un'importante e possibile new entry nella serie TV è senza dubbio Francesca Findabair, elfo purosangue considerata e descritta da tutti come la donna più bella del mondo e che nei libri svolge un ruolo politico più che importante. Infatti è proprio lei, alleata con Filavandrel, a guidare gli elfi e il gruppo ribelle Scoia'tael a contrapporsi agli uomini che continuano a perseguitare tutto ciò che reputano innaturale rispetto alla loro razza. Se vedremo Francesca nella seconda stagione è ancora da determinare, ma sembra una scommessa sicura.

L'intelligence ai tempi delle fate

Un altro personaggio di notevole importanza e molto probabilmente prossima a fare il suo ingresso nella serie tv è un'altra maga; Philippa Eilhart, maga di corte del Re Vizimir di Redania. Questa non solo è una delle maghe più potenti e influenti del Continente ma potrebbe essere proprio colei che metterà in moto gli avvenimenti centrali delle future stagioni di The Witcher nonché utile strumento per scavare a fondo nella politica dei Regni del Nord.

Uno dei punti focali della trama politica che la vede protagonista è lo spymaster Redanese Sigismund Dijkstra, un altro personaggio che i fan del videogioco hanno conosciuto. Fiero patriota, Dijkstra è al comando dell'impareggiabile servizio di intelligence redanese e sa tutto di tutti, o almeno di tutti quelli che contano. Innamorato ma non contrapposto da Philippa, il signore delle spie del mondo di The Witcher ha un unico punto debole, ed è proprio il sentimento che prova nei confronti della maga. E anche se il loro è un rapporto complicato, dietro le quinte operano insieme al servizio di Re Vizimir e del regno di Redania, formando una forza formidabile, molto probabilmente l'entità politica più influente dei regni settentrionali.

Oltre a Vizimir, non ci sorprenderebbe assistere al ritorno di Re Foltest di Temeria e all'aggiunta di alcune novità "regali". Ne Il Sangue degli Elfi, ci vengono infatti presentati i Re Henselt di Kaedwen, Demavend di Aedirn e la feroce regina Meve di Rivia e Lyria, colei che ha permesso al nostro Geralt il lusso di fregiarsi dell'appellativo "di Rivia". Nel romanzo appaiono tutti in una scena memorabile che speriamo di vedere adattata nella seconda stagione. Ma se questo non dovesse accadere, pensiamo che almeno solo la regina Meve potrebbe benissimo essere presentata nel corso della serie.

Un regno sull'orlo dell'estinzione

Prima abbiamo parlato degli Scoia'tael, i ribelli capitanati dagli elfi Filavrandel e Francesca che combattono gli esseri umani per non estinguersi. Ebbene, il tema dell'estinzione potrebbe essere un altro aspetto che nella seconda stagione di The Witcher meriterebbe la giusta attenzione. La questione della sparizione nell'oscurità dei mostri, e di conseguenza degli strighi, è un tema centrale dei romanzi ed è stato già affrontato, seppur leggermente, anche dai videogiochi. E a quanto pare la stessa showrunner la pensa nello stesso modo; "questo è un tema fondamentale per l'universo in cui esistono Geralt e gli strighi. Se non ci fossero mostri la loro esistenza sarebbe privata del loro unico scopo, e all'inizio dei romanzi e della serie tv vediamo quanto gli esseri umani odino gli strighi, seppure consapevoli di aver bisogno di loro per combattere le mostruosità che abitano il Continente. Questo è il punto focale di tutto; avere bisogno di ciò che si odia...".

The Witcher - Stagione Due Non si hanno ancora certezze sulla data d'uscita della seconda stagione di The Witcher: per il momento l'unica cosa certa è che, se gli showrunner continueranno ad attenersi all'universo fantasy creato da Sapokwoski, le future run dello show made in Netflix potrebbero regalarci momenti e personaggi davvero indimenticabili. Non ci resta che aspettare.