Twin Peaks compie 30 anni: elogio di un capolavoro che ha cambiato la TV

Sono passati esattamente 30 anni dall'esordio di Twin Peaks, la serie che ha consacrato il genio di Lynch e cambiato la storia della televisione.

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Diane, 11:30 di mattina del 24 febbraio. Sono quasi arrivato a Twin Peaks. Una frase che risentita adesso, a precisamente 30 anni di distanza, fa un certo effetto. Esattamente l'8 aprile del 1990 il mondo iniziò a conoscere l'agente speciale Dale Cooper (Kyle MacLachlan) e i suoi bizzarri discorsi sugli alberi che circondavano la cittadina e soprattutto sulla bontà del caffè locale. Chissà quanti all'epoca sapevano di aver appena assistito ad un evento storico, uno degli spartiacque decisivi per la crescita e lo sviluppo del medium seriale, e di essere stati catapultati nella mente di uno dei più estrosi, ambigui e profondi artisti a tutto tondo della nostra epoca, ovviamente David Lynch.

Non siamo qui per analizzare in profondità Twin Peaks, i suoi misteri, la sua estetica e quel finale tutt'ora così controverso e seducente o, come direbbe Lynch stesso, "catturare il grande pesce" nelle profonde acque della nostra mente - studi che richiederebbero in verità diverse tesi di laurea. Qui vogliamo solo rendere omaggio ad una serie che ha semplicemente spaccato in due la storia della televisione, perché esiste un prima e un dopo Twin Peaks.

Fire, walk with me

Eppure, ad un profano che per la prima volta sente parlare della creatura di David Lynch e Mark Frost, la trama potrebbe sembrare persino banale. In una remota cittadina montana del Nord America viene rinvenuto con scalpore il cadavere di una ragazza locale, Laura Palmer.

Per risolvere il caso - e vista la vicinanza con il confine canadese - viene inviato un agente dell'FBI, Dale Cooper, un incipit che sembra precludere ad un regolare investigativo dalla qualità certamente elevata fin dal pilot, ma non qualcosa di rivoluzionario o inedito. Sembrava il culmine di un certo modo di fare televisione, il punto di arrivo di decenni di esperienze, più che un nuovo inizio. Non si erano fatti i conti con la mente caleidoscopica di un cineasta come Lynch, la sua idea particolare e convulsa di ignoto mescolata con la voglia di giocare con gli stereotipi dei vari generi - il sublime corto What did Jack do? distribuito da Netflix ne è un esempio clamoroso - e l'aspettativa degli spettatori.

Da un semplice giallo Twin Peaks si trasforma e diventa qualcosa di unico, un thriller soprannaturale e kitsch che mette al centro questioni esistenziali come il libero arbitrio, il destino, l'incontro embrionale con forme di esistenza radicalmente diverse da noi e l'incapacità di comprenderle fino al punto da esserne in balia. Cooper si ritroverà spesso in contatto con queste presenze, in continuo oscillamento tra entità apparentemente positive - il Gigante e il celebre "Sta succedendo di nuovo" - e negative - Bob su tutte - in seguito quasi stilizzate nel dualismo Loggia Bianca/Loggia Nera. Con in più momenti tipici di una soap opera o una sitcom, addirittura catchphrase e battute ricorrenti, tutti aspetti che sono poi confluiti nel generico aggettivo "lynchiano", divenuto un vero e proprio neologismo.

I gufi non sono quello che sembrano

Le vicende di questa cittadina che vive grazie al legno delle foreste che la circondano si trasformano allora in una prateria in cui Lynch riversa sé stesso e il suo inafferrabile processo creativo.

Twin Peaks diventa una sperimentazione di linguaggi e immagini, personaggi contemporaneamente reali e assurdi, narrative lineari - la "risoluzione" del caso di Laura Palmer - e intricate - nel revival, per così dire, del 2017 è presente un episodio in bianco e nero e una linea di dialogo continuamente ripetuta. Un'idea talmente autoriale di fare televisione che ha cambiato per sempre la storia delle serie tv e le cui influenze sono visibili in una quantità stupefacente di prodotti.

Da Lost a True Detective, da X-Files a Fargo, dagli stessi Soprano a Black Mirror, per limitarci all'ambito seriale, il debito che il panorama attuale deve a Twin Peaks e al duo Frost-Lynch è incalcolabile. E le domande che hanno posto in una maniera così irrazionale e concettualmente forte sono alcuni tra i dilemmi insolubili che l'essere umano affronta da millenni.

Siamo davvero liberi? Perché accadono certe atrocità? Da dove nasce il male? Siamo soli nell'universo? Possiamo veramente spiegare ogni cosa? Al cospetto dell'ignoto come reagiremo? Un'odissea meravigliosa e, dopo 30 anni di Twin Peaks, sembra che abbiamo soltanto scalfito la superficie di ciò che vuole dirci la straordinaria ed eccentrica mente mai doma di Lynch.