Netflix

Una mamma per amica: cosa resta della serie cult sulle Gilmore Girls

Un viaggio attraverso l'eredità che "Una mamma per amica" lascia ai suoi fan, a vent'anni dall'inizio della serie.

speciale Una mamma per amica: cosa resta della serie cult sulle Gilmore Girls
Articolo a cura di

Le parole che seguono hanno il 100% di possibilità di far sentire vecchio chiunque, ma è doveroso constatare che sono passati ben vent'anni dal debutto di Una mamma per amica. Correva infatti l'anno 2000 quando su WB, canale antenato di The CW, andò in onda il primo episodio della serie nata dalla mente di Amy Sherman-Palladino che vedeva come protagoniste le Gilmore Girls, Lorelai (Lauren Graham) e Rory (Alexis Bledel), madre e figlia con un rapporto speciale. Ambientata nella fittizia Stars Hollow in Connecticut, ossia una rappresentazione emblematica della cittadina americana per eccellenza, piccola e dove tutti conoscono tutti, Una mamma per amica è stata trasmessa fino al 2007 per un totale di sette stagioni. Nel 2016 si è tornato a parlare della serie grazie a un revival prodotto da Netflix - qui la nostra recensione di Una Mamma per Amica: Di Nuovo Insieme - che con quattro episodi inediti ha esplorato le vite delle Gilmore e dei loro amici e parenti dieci anni dopo la conclusione della settima stagione.

A vent'anni dall'inizio e a quattro anni di distanza da quella che sembra la definitiva parola fine sulla storia di Una mamma per amica, quindi, cosa ci lascia quella che è una delle serie più amate di sempre? Cosa resta a chi ha dedicato almeno sette anni della propria vita a seguire le avventure del duo madre e figlia con la parlantina più veloce della TV?

Un racconto di formazione

Non c'è dubbio sul fatto che Una mamma per amica possa ascriversi al genere del racconto di formazione o, come direbbero in inglese, coming-of-age. Spalmandosi su un lasso temporale di circa sei anni, la serie inizia poco prima del sedicesimo compleanno di Rory e si conclude con la sua laurea a ventidue anni, permettendoci così di accompagnare la più giovane delle Gilmore attraverso la sua adolescenza. La scuola, i primi amori, i nemici-amici, i grossi cambiamenti tra high school e college e i dubbi esistenziali sulla carriera: Rory è una persona comune, con problemi comuni. Ed è proprio questo ciò che è interessante del suo personaggio: sebbene fin dall'inizio ci venga dipinta come la studentessa e figlia modello, Rory non può sottrarsi a quelli che sono gli ostacoli tipici della sua età, superandoli non certo grazie a quelle virtù che la rendono diligente a scuola, ma piuttosto con l'appoggio di chi le vuole bene.

Tra le particolarità della serie, tuttavia, c'è anche il fatto che non è solo Rory a crescere e maturare, sebbene tra le due protagoniste sia lei l'adolescente. Anche Lorelai infatti, trentaduenne all'inizio della prima stagione, compie un percorso che la porta finalmente verso quell'età adulta che ha sempre cercato di allontanare. Così, quindi, verso la fine della serie, c'è una gran differenza tra la Lorelai realizzata dal punto di vista sentimentale e lavorativo e finalmente in pace con la sua famiglia e la Lorelai del primo episodio, quasi più adolescente della figlia quindicenne.

Personaggi indimenticabili

L'universo di Una Mamma per Amica, va detto, è costellato di altri personaggi interessanti e indimenticabili tanto quanto le ragazze Gilmore. Co-protagonisti della serie sono infatti tutti coloro che fanno parte della vita di Lorelai e Rory e che quotidianamente interagiscono con loro e con il loro mondo: i nonni Emily e Richard, la chef Sookie, il barista, nonché anima gemella di Lorelai, Luke, ma anche Paris e Lane, le amiche di sempre di Rory, e i suoi leggendari (ex) fidanzati Dean, Jess e Logan.

Stars Hollow non sarebbe però Stars Hollow senza il suo cuore pulsante: gli abitanti. L'abile penna di Amy Sherman-Palladino ha fatto sì che la città non fosse solo un anonimo contorno alle vicende delle protagoniste, quanto piuttosto un ambiente dinamico nel quale Lorelai e Rory sono pienamente inserite. Babette e Morey, Doose, Miss Patty, la signora Kim, Kirk e gli altri sono quindi ben più di uno sfondo animato: sono la ragione per cui Stars Hollow sembra viva, e la motivazione per cui Una mamma per amica sembra così vicina alla realtà.

Una sceneggiatura fittissima e pop

Se di solito la sceneggiatura di un episodio di una serie TV ha una lunghezza di circa quaranta o cinquanta pagine, gli episodi di Una mamma per amica si aggiravano di media sulle ottanta pagine. Sì, praticamente il doppio di un episodio normale. Questo perché tutte le scene di Gilmore Girls sono rette dai dialoghi: il 'non detto' non è mai un gioco di sguardi o la camera che indugia sui personaggi silenziosi. Al limite, si tratta di allusioni, di frasi stratificate o di frecciatine: tutto però, in questa serie, gira intorno alle parole.

Parole pronunciate in maniera che definire veloce è riduttivo, tra l'altro. I botta e risposta tipici di Una mamma per amica, soprattutto quelli tra Rory e Lorelai, erano talmente fitti di dialogo che la produzione dovette persino assumere dei dialog coach per aiutare gli attori a pronunciare le parole velocemente ma comunque scandite nel modo più chiaro possibile. La stessa Lauren Graham, nel momento di scegliere un titolo per la sua autobiografia nella quale si parla anche della sua esperienza sul set, ha deciso di chiamarla "Talking as fast as I can", ovvero "Parlando più veloce che posso".

Non è solo questa, tuttavia, la motivazione per cui la scrittura di questa serie è tra le più indimenticabili che la televisione abbia mai regalato. Il realismo che ha permesso agli spettatori di affezionarsi in modo particolare a Lorelai e Rory passa anche dai numerosissimi riferimenti alla cultura pop di cui la serie è piena: libri, film, band, personaggi famosi, citazioni e molto altro sono la base dei dialoghi della serie. Se li si conosce li si comprende, altrimenti no: è il bello della sceneggiatura di Una mamma per amica. Oltre al fatto che, proprio in virtù di ciò, ogni re-watch potrebbe regalare nuove perle: non è un problema, insomma, se alla prima visione su Italia 1 non avevate capito (o meglio, non avevate gli strumenti per farlo) chi fosse il Paul Anka in onore del quale Lorelai ha chiamato il suo cane.

Una piega inaspettata

Non è tutto oro ciò che luccica, purtroppo, e ciò vale anche per questa serie TV. C'è notoriamente un grosso problema che riguarda la settima stagione di Una mamma per amica, rappresentato da un repentino cambio di vertice: a causa di uno screzio con il network che ospitava la serie, gli showrunner Amy Sherman-Palladino e Dan Palladino hanno abbandonato la scrittura e la supervisione della settima e ultima stagione.

Questo spiega il motivo per cui una serie che appare coesa e sensata per i suoi primi 131 episodi prende una vera e propria piega inaspettata nel corso degli ultimi 22: la fuga d'amore di Lorelai con il padre di Rory, Christopher, la proposta di matrimonio di Logan a Rory e la gravidanza di Lane sono solo alcuni dei motivi per cui la settima stagione sembra una nota stonata rispetto alle prime sei. Il finale della serie vedeva Lorelai tornare con Luke e Rory imbracciare il suo sogno di diventare giornalista, ma questa sorta di lieto fine non è mai riuscito a cancellare gli avvenimenti dell'ultima stagione dalla mente dei fan, a maggior ragione visto che nulla di questa chiusura era scaturito dalla fantasia della creatrice della serie.

Il cerchio si è chiuso nel 2016, quando su Netflix è arrivata Una mamma per amica - Di nuovo insieme. Ambientati dieci anni dopo la fine della serie, i quattro episodi di questo revival sono il frutto della volontà di Amy Sherman-Palladino di tornare a Stars Hollow per finire una volta per tutte ciò che aveva cominciato. Nonostante l'innegabile effetto nostalgia, nonostante la chimica tra gli attori fosse ancora la stessa come se nulla fosse cambiato, il revival ha ricevuto più di una critica: bersaglio, prima tra tutti, la versione adulta di Rory, ritratta come lo stereotipo della millennial fallita.

Poco più di trent'anni, con una carriera poco soddisfacente e ridotta a fare l'amante di Logan, il suo storico fidanzato dell'università, la Rory del revival appare come una versione spenta della sé adolescente. E, parlando di cerchi che si chiudono, la visione della Sherman-Palladino fa convergere nel finale le storie di madre e figlia: anche Rory, come sua madre, si ritrova incinta senza il supporto del padre del bambino, sapendo però di poter contare sull'appoggio della sua famiglia, al contrario di Lorelai.

Piaccia o no, questa era l'intenzione della showrunner sin dall'inizio: più volte Amy Sherman-Palladino ha parlato delle "quattro parole" con cui avrebbe voluto che la serie finisse, parole rivelatesi poi essere "Mom, I am pregnant", cioè "Mamma, sono incinta". Tra chi vede Stars Hollow come un futuro ineluttabile per chiunque la abiti, da Rory a Lane che ha rinunciato ai suoi sogni da rocker per mettere su famiglia con Zack, e chi invece vede in questo l'unico finale sensato per la serie, resta il fatto che è questo il finale con cui Una mamma per amica era stata concepita; un epilogo che ha finalmente visto la luce, anziché restare per sempre confinato nella mente della showrunner.

Un sorriso stampato in faccia

Al netto di quanto detto finora, si può affermare senza alcun dubbio che Una mamma per amica abbia tutte le carte in regola per essere una delle più amate serie cult di sempre. Le ragioni sono da ricercare quindi nei suoi personaggi e nella dinamica tra loro, nello script sempre fresco e mai banale, nella capacità degli attori di dare vita a personalità indimenticabili: neanche un'ultima stagione sbandata riuscirà probabilmente mai a rovinare il ricordo che i fan hanno di questa serie. Persino il revival, con i suoi problemi, viene universalmente ricordato come un piacevole ritorno a Stars Hollow.

Soprattutto, Una mamma per amica è una storia senza tempo. Una storia che ci fa piacere riguardare ora, e che ci farà piacere riguardare tra anni. Forse rideremo sentendo riferimenti alla cultura del passato come gli Offspring o Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, ma di sicuro la storia di Lorelai e Rory e del loro rapporto da amiche prima che madre e figlia non smetterà mai di riuscire a strapparci un sorriso.