Vikings: un riassunto di tutta la storia per ripartire dalla Stagione 6

La sesta ed ultima stagione è iniziata da poco, non esiste momento migliore per ripercorrere le imprese dei vichinghi più famosi del piccolo schermo.

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Dire addio ad un serie non è mai facile, ma è al contempo un momento cruciale. In un certo senso la peculiarità del medium stesso risiede in quell'istante, quando bisogna separarsi da qualcosa che negli anni - o perché no, anche nel giro di poche settimane - era diventata un'abitudine, un rituale, al punto da considerare quei personaggi alla stregua di compagni di viaggio. Ed è un sentimento che un film, a meno che non sia parte di un franchise longevo, per forza di cose non può restituire: quando in un giorno imprecisato nei prossimi 12 mesi daremo l'addio definitivo a Vikings ci sentiremo esattamente così, come se stessimo salutando degli amici che ci hanno accompagnato nel corso degli anni, tra gioie e dolori. È inevitabile, possiamo solo sperare che quel momento finale renda onore a tutto ciò che è venuto in precedenza. senza lasciare rimorsi o rimpianti e magari facendoci emozionare ancora.

Il countdown, infatti, è ormai finito e la prima parte della sesta stagione di Vikings è qui. Non c'è momento migliore per rivivere velocemente le gesta dei vichinghi più famosi del piccolo schermo, ricordandole con una strana sensazione fatta di curiosità mista ad una dolce melanconia.

La paradossale ascesa al potere di un fattore

Ragnar (Travis Fimmel) era allora soltanto un fattore, ma fin da subito qualcosa lo distingueva dagli altri vichinghi: la curiosità, la sete di conoscenza guidata da un'ambizione senza limiti. Stufo delle rotte decise dallo jarl locale, Haraldson (Gabriel Byrne), piuttosto conservativo e propenso a razziare sempre verso Est, Ragnar è deciso invece ad esplorare l'Ovest, ispirato da racconti di terre dalle smisurate ricchezze raggiungibili tramite l'aiuto di una rudimentale bussola solare. Con delle navi costruite in gran segreto dal suo amico Floki (Gustaf Skarsgard) e un manipolo di volontari, tra cui suo fratello Rollo (Clive Standen), riesce ad approdare sulle coste della Northumbria, regno situato nella parte settentrionale della Gran Bretagna. Furiosamente saccheggiato un monastero e riportato come schiavo, tra gli altri, un monaco particolarmente devoto di nome Athelstan (George Blagden), Ragnar scoprirà con suo disappunto che lo jarl non ha apprezzato una simile impresa, nonostante il cospicuo tesoro conquistato.

La faida sfocia in un duello che vede come vincitore il giovane fattore, incoronato nuovo jarl, finalmente libero di razziare in forze i territori scoperti. Sul finale di stagione, però, due eventi scuotono questo equilibrio: Ragnar tradisce la moglie Lagertha (Katheryn Winnick) con una principessa danese di nome Aslaug (Alyssa Sutherland) pur di avere una prole più numerosa e soprattutto Rollo decide di abbandonare il fratello, alleandosi con Re Horik di Danimarca (Donal Logue).

E infatti la seconda stagione si apre con questa - prima - battaglia fratricida, che tuttavia si conclude con un nulla di fatto. Anzi, Ragnar, Re Horik e lo jarl Borg (Thorbjorn Harr) preferiscono allearsi per attaccare in massa la Gran Bretagna, mentre nel frattempo a Kattegat Lagertha viene umiliata da Aslaug ed attua la fuga con il figlio Bjorn (Alexander Ludwig). Passano 4 anni, la flotta è pronta a partire ma Horik decide di escludere Borg, a causa di un diverbio. Ragnar non si oppone, il viaggio inizia e l'esercito vichingo sbarca nel Wessex, potente regno governato da Re Ecbert (Linus Roache), il vero e proprio specchio di Ragnar nella serie, così simile a lui eppure quasi opposto. La forza armata, come previsto, si fa sanguinosamente strada all'interno del regno, ma l'attacco vendicativo di Borg su Kattegat richiama Ragnar in patria.

Con uno stratagemma riesce a stanare e a far ritirare il risentito jarl, mentre fa rumore l'inaspettato ritorno di Re Horik: Ecbert infatti è riuscito a sconfiggerlo e persino a catturare Athelstan, trasformato in guerriero vichingo. Dopo aver chiuso i conti nella maniera più truce possibile con Borg, Ragnar e Horik tornano nel Wessex e stringono un accordo con Ecbert, prestando alcuni loro uomini come mercenari per delle guerre in un regno confinante. Ma il finale della seconda stagione verrà per sempre segnato dal magistrale complotto operato da quello che non era altro che un fattore ai danni del Re Horik, con un finale che si ripeterà spesso: un Ragnar trionfante, incoronato nuovo re.

L'inevitabile caduta dei giganti

Una sempre più massiccia invasione del Wessex è lo spunto che dà il via alla terza stagione: insieme a Ragnar questa volta ci sarà Lagertha, diventata jarl di Hedeby. Da Ecbert apprendono che la spedizione in Mercia a sostegno della principessa Kwenthrith (Amy Bailey) non è andata a buon fine e, in cambio di alcune terre in Gran Bretagna, decidono di aiutarla ancora una volta. La missione è eseguita perfettamente e il sogno di Ragnar inizia ad avverarsi con la creazione del primo insediamento vichingo, una speranza che però verrà immediatamente strappata via dal dietrofront del sovrano del Wessex. L'accampamento, infatti, viene raso al suolo dopo la partenza dell'esercito norreno. Nel frattempo a Kattegat Ragnar, ormai in preda all'ambizione, all'estasi e alla megalomania, organizza addirittura una spedizione in Francia per saccheggiare la sfarzosa Parigi, piano rallentato dall'omicidio di Athelstan perpetrato da Floki, geloso dell'amicizia inseparabile ed intima tra il re e un semplice cristiano.

Ragnar naufraga in un dolore che non supererà mai, eppure la spedizione per Parigi parte con i migliori auspici. L'esercito vichingo si scopre suo malgrado inadatto ad un lungo assedio, le solide mura della capitale francese reggono e il disastro sembrava imminente: solo un ingegnoso tranello di Ragnar salva la situazione, riuscendo a cogliere una parziale vittoria. Un contingente di uomini guidato da Rollo rimane a guardia della città per un decisivo assalto futuro, ma ritorna di nuovo l'antica rivalità con il fratello. Nominato duca di Normandia, Rollo attende l'inevitabile battaglia fratricida.

L'apertura della quarta stagione è a dir poco drammatica. Ragnar è sempre più solo: tradito dal suo migliore amico Floki, in rapporti precari con Aslaug e Bjorn, privo del conforto e della saggezza di Athelstan e con la sola compagnia amichevole della schiava Yidu (Dianne Doan), la seconda marcia verso Parigi sembra una chimera. Soltanto una strana droga somministratagli dall'esotica schiava e l'arrivo di Re Harald Bellachioma (Peter Franzén) smuovono lo stanco re vichingo, al limite della sua sopportazione del dolore. Mentre in Wessex e Mercia Ecbert diventa un sovrano indiscusso e Lagertha consolida il suo potere a Hedeby, l'armata norrena viene messa in piedi e parte alla volta della Francia. In un equilibrio che giorno dopo giorno pende verso l'instabilità, dovuta anche agli effetti a lungo termine della droga di Yidu, Ragnar non riesce a riprendersi una volta scoperta l'ennesima pugnalata di Rollo.

Il duca di Normandia, brillante stratega conoscente ogni possibile mossa di Ragnar, anticipa i passi e le strategie del fratello. Risultato? Un'umiliazione mai vista prima e migliaia di vite perdute. Con la coda tra le gambe i pochi sopravvissuti ritornano a Kattegat, ma giunti a casa di Ragnar non c'è più traccia e sarà così per molti anni.

L'urlo rabbioso di un popolo intero

Solo molto tempo dopo un Ragnar ormai invecchiato tornerà a Kattegat istingando i suoi stessi figli avuti da Aslaug ad ucciderlo: Ubbe (Jordan Patrick Smith), Hvitserk (Marco Ilso), Sigurd (David Lindstrom) e lo storpio Ivar (Alex Hogh), però, si rifiutano. E dopo un fallito tentativo di suicidio il pur sempre re comprende di aver ancora un ruolo in questo mondo e organizza una spedizione punitiva ai danni di Ecbert, per la distruzione dell'accampamento anni prima. Pochissimi volontari scelgono di seguirlo, tra cui Ivar. Giunti nel Wessex, Ecbert consegna Ragnar al re di Northumbria, che lo tortura e infine lo uccide gettandolo in una fossa di serpenti. Ecco l'ultimo dono del semplice fattore, poiché sapeva che con questo gesto avrebbe dato il via ad una vendetta implacabile da parte dei suoi figli, effetto che non tarda ad arrivare.

Bjorn ritorna dai suoi saccheggi nel Mediterraneo pur di guidare l'urlo di rabbia vichingo per l'uccisione del suo più grande eroe.

Si scatena una furia irresistibile e le resistenze della Northumbria e del Wessex si rivelano vane: solo Ecbert riesce a negoziare un nobile suicidio in cambio di alcune terre, un conclusivo sotterfugio in quanto al momento della cessione lui non era più re. Le strade dei fratelli alla fine si separano: Bjorn vuole continuare ad esplorare il Mediterraneo, mentre diviene palese la follia di Ivar. Durante il banchetto di trionfo, all'ennesimo insulto da parte di Sigurd lo storpio reagisce istintivamente finendo per uccidere il fratello.

Le implacabili guerre fratricide

I rapporti tra la prole di Ragnar sono tesi quasi fino al punto di rottura, eppure la quinta stagione si apre con la conquista vichinga della roccaforte strategica di York. A nulla valgono i tentativi di riconquista da parte della famiglia reale inglese riunita dal vescovo Heahmund (Jonathan Rhys Meyers), umiliato ripetutamente dalla fine strategia militare di Ivar. Bjorn, intanto, riprende la via del Mediterraneo, Floki abbandona il gruppo stufo della violenza e Ubbe, non tollerando più le perversioni e la crudeltà del fratello storpio, torna a Kattegat, mentre Hvitserk resta al fianco di Ivar, pentendosene ad ogni occasione. Catturato addirittura Heahmund in persona e lasciato un contingente a York, lo sguardo azzurro di un innocuo storpio ora volge verso Kattegat, dove dimora l'usurpatrice Lagertha, l'assassina della sua amata madre Aslaug.

Alleatosi con re Harald, voglioso di diventare l'unico sovrano di tutta la Norvegia e dintorni, il primo scontro con le forze di Lagertha non ha effetti. Un'antica figura giunge in soccorso di Ivar: un certo Rollo duca di Normandia presta un contingente generoso di uomini pur di avere la meglio sulla moglie del defunto fratello, suo oggetto di desiderio da sempre. La battaglia decisiva, raccontata e mostrata in maniera superba in uno dei migliori episodi di Vikings, trova la vittoria di Ivar, incoronato nuovo re di Kattegat tra il malcontento del popolo.

Ivar instaura un governo di tirannia e ossessione a Kattegat, ponendosi persino come una nuova divinità da inserire nel ricco pantheon norreno. Bjorn, Ubbe e Lagertha, ridotti allo stato di reietti, non possono fare altro che seguire il consiglio spassionato di Heahmund, passato dalla loro parte poiché innamorato della fanciulla dello scudo. Si recano dunque in Inghilterra, per la precisione nel Wessex dove adesso regna Alfred (Ferdia Walsh-Peelo), figlio illegittimo del compianto Athelstan e della principessa Judith (Jennie Jacques). Indeciso sul da farsi, alla fine il sovrano decide di accoglierli per utilizzarli a sconfiggere i vichinghi stanziati ancora a York e guidati da Harald. La vittoria arride ai figli di Ragnar, finalmente accettati da una parte della società sassone e ricompensati con le stesse terre che anni prima Ecbert aveva donato all'eroe. Bjorn, però, non può essere soddisfatto di questa vita e si convince di dover riconquistare Kattegat. A fianco di un insospettabile alleato, quell'Harald combattuto fino a poche settimane prima, ritorna a casa, ma la resistenza di un sadico Ivar non risulta così facile da abbattere.

Il re storpio, tuttavia, commette un errore: manda un Hvitserk pieno di risentimento nei suoi confronti a cercare appoggio da Re Olaf (Steven Berkoff), che viene perciò convinto ad agire contro Ivar. Sotto la pressione dei due eserciti congiunti e di un tradimento di una persona a lui molto vicina, alla fine Ivar è costretto ad arrendersi, riuscendo nonostante tutto a fuggire, e Bjorn è il nuovo re, come fu suo padre prima di lui. Sullo sfondo di tutti questi avvenimenti, Floki fonda un insediamento in Islanda con l'obiettivo di creare una nuova società pura e pacifica. Uno scopo forse fin troppo utopico: le persone ricadono tristemente nel ciclo vizioso di violenza e morte e Floki scompare, non lasciando traccia di sé. E da qui è iniziata la sesta ed ultima stagione di Vikings, che sancirà una volta per tutte il destino degli eredi di Ragnar Lothbrok.