Westworld non è il nuovo Lost, ma ha lo stesso potere

Dai forum siamo passati ai social e Reddit, ma il risultato non cambia. Westworld ha ereditato da Lost il potere di smuovere la creatività.

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Che Westworld sia un prodotto dalla qualità elevatissima è fuori discussione, qualità confermata anche dalla seconda stagione, di cui abbiamo visto in anteprima i primi cinque episodi. Una grande scrittura, un cast d'eccezione in grado di fornire prove attoriali sopra la media e un comparto tecnico straordinario sono i meriti oggettivi che hanno reso, col tempo e una a volte difficile digestione, un'opera acclamata da critica e pubblico. Inizialmente però la definizione più immediata, più di pancia, è stata quella che la associava a Lost, per alcuni la serie di riferimento per tutto quello arrivato dopo e metro di paragone inevitabile e inarrivabile. La ragione è presto detta: Lost a suo tempo ha avuto un impatto così travolgente, una partecipazione collettiva così forte, che qualsiasi serie dall'ambientazione gravitante intorno alla fantascienza o il sovrannaturale (e con una massiccia dose di piani temporali e plot twist) diventa automaticamente una serie "alla Lost".

Essere il nuovo Lost

Due anni fa, all'uscita della serie HBO, ci si chiedeva se Westworld potesse essere il nuovo Lost, così come è successo ad altre decine di serie. Pensiamo a The 100, a Flashforward, o ad Alcatraz fino ad arrivare a Revolution: sono tutte serie che a Lost hanno guardato, cercando di lanciarsi in quel filone tanto di moda al tempo e di cui hanno provato a sfruttare la popolarità. Hanno preso di Lost i più svariati elementi, dal setting desolato alla situazione di sopravvivenza, dalla narrativa ampliata da flashback e flashforward fino ai viaggi nel tempo. In quasi tutti i casi, in più, si è pensato addirittura di coinvolgere gli artefici di Lost, dai produttori fino agli attori. Prendiamo ad esempio Revolution: tra i produttori troviamo Bryan Burk e J. J. Abrams, che Lost hanno contribuito a crearlo, così come scorrendo tra i nomi del cast spunta fuori un gruppo ben nutrito di ex naufraghi. Tutte serie alla ricerca del cosiddetto "effetto Lost", di quel qualcosa che prima di un prodotto di qualità o meno, aveva reso la serie un evento da vivere attivamente, con partecipazione, e non semplicemente un qualcosa da guardare. Lost non era una semplice serie, non si limitava a quei quarantacinque minuti settimanali, ma era un continuum che si estendeva, e principalmente viveva, al di là dello schermo. Lost era le lunghe telefonate ad episodio appena concluso, le notti insonni sui forum. Non si guardava solamente per scoprire come sarebbe andato a finire, né perché il concept fosse interessante. Non solo. Era una spinta all'immaginazione, alla costruzione di narrativa, una sfida creativa, una caccia al tesoro, al dettaglio, all'easter egg. Dentro la botola per un anno poteva esserci di tutto, così come la ricostruzione del mondo Lost era disseminata tra i fotogrammi: una lore non interattiva per la quale serviva solamente un occhio attento ed un cervello svelto.

Effetto Westworld

Tutti ci hanno provato ma nessuno è riuscito nell'impresa. Che Lost fosse di una qualità e un'originalità superiore? Indubbiamente era ben fatto ma non era quello il punto. I "cloni" hanno travisato la sua vera forza, puntando su quelli che erano ambientazioni, strutture o meccanismi narrativi simili ma mancando il bersaglio. Il vero potere di Lost non stava nel plot twist, ma nell'attimo prima, l'attimo che dava lo spazio allo spettatore di costruire, di viaggiare con la mente, di fare le sue mille teorie. Due anni fa, al suo esordio, ci chiedevamo se Westworld potesse essere il nuovo Lost. La risposta è no. Perché è un prodotto dall'identità propria fortissima, riconoscibile, che non ha bisogno di paragoni, la cui qualità, a livello produttivo e di scrittura, è anche superiore alla serie Abc. Come Lost, però, Westworld è riuscita a travalicare lo schermo, a smuovere le menti, fino a diventare un'ossessione. L'"effetto Lost" di cui parlavamo sopra si è trasferito dai forum ai social, ha scoperto Reddit, è diventato ancora più esteso, perché più capillari e potenti sono le vie per diffondersi. Come Lost, Westworld ci ha riproposto uno spazio interattivo, una tela da riempire prima che da subire. Ha preso l'effetto Lost e lo ha fatto addirittura diventare una delle colonne tematiche su cui poggiare tutta la serie, in un movimento autoriflessivo. Perché un parco dove poter costruire la propria storia, riempire spazi scriptati, cercare un labirinto o una narrazione nascosta per scoprire cosa ci è celato non è altro che quella dannata botola l'attimo prima di aprirla, quando ancora tutto è possibile.