Willy, il principe di Bel-Air: 5 motivi per (ri)scoprire una sitcom amata

Su Netflix arriva la serie che ha lanciato il talento di Will Smith, e noi vi spieghiamo perché vale la pena recuperarla.

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Non c'è alcun dubbio che Netflix abbia compreso fin da subito quanto possa essere forte l'effetto nostalgia. Molti fan di Stranger Things lo sanno bene, come lo sa bene chi ha goduto del ritorno sugli schermi di un'eroina come Carmen Sandiego. O chi si è lanciato nel binge-watching più folle rivedendo tutte le stagioni di Friends (che ora è disponibile anche su Amazon Prime Video). Insomma, Netflix ci ha sempre visto lungo sulla nostalgia canaglia e anche ora, in questo luglio giusto un po' afoso, ci ha dato un ulteriore motivo per stare in casa, in compagnia di ventilatori e condizionatori, collassati sul nostro divano: dall'inizio del mese, infatti, sono disponibili sulla piattaforma di streaming tutte le stagioni di una sitcom storica come Willy, il principe di Bel-Air. Per quei pochi che non la conoscessero, si tratta di una sitcom anni ‘90 incentrata su un ragazzo, interpretato da un allora sconosciuto Will Smith, che viene mandato dalla madre a vivere dai ricchi zii a Los Angeles, nel quartiere appunto di Bel-Air. Abbiamo riassunto in cinque punti i principali motivi per cui non dovreste perdere per nulla al mondo l'occasione di scoprire - o riscoprire - una serie fresca e divertente che, pur non raggiungendo la notorietà di altri classici, ha lasciato una piccola traccia indelebile in una generazione intera.

La sigla

Se per caso vi sorgesse qualche dubbio sulla minuscola sinossi fatta poco sopra, basta ascoltare la sigla una sola volta. Chiunque abbia visto almeno qualche episodio della serie la ricorda ancora: quel motivetto rap che spiega, con abbondanza di esilaranti dettagli, come il giovane e ribelle William sia stato costretto, a causa dell'ambiente violento e pericoloso di Philadelphia, a cambiare vita da un giorno all'altro. Non che gli dispiaccia così tanto, in fondo. Ma è pur sempre un cambiamento totale e improvviso. E non vi annoierete mai di ascoltarla, nemmeno per la ventesima volta nella stessa giornata. Guai a chi premerà lo scellerato tasto "Salta l'intro": disonore su di lui, disonore sulla sua famiglia, disonore sulla sua mucca (cit.). Cantatela a squarciagola, sempre, specialmente se il vostro pallone da basket disturberà alcune persone poco raccomandabili e sarete obbligati a una corsa per salvarvi la vita. Questa è la maxi-storia di come la mia vita cambiata, capovolta...

Will Smith

All'epoca era un nome sconosciuto e non si esagera nel dire che Willy, il principe di Bel-Air ha letteralmente lanciato la carriera di un attore carismatico come Will Smith. Per farsi un'idea del talento allora nascosto, è stato proprio lui a scrivere (e cantare) la sigla, destinata a diventare a dir poco iconica. E non temiamo di dire, a oltre vent'anni di distanza, che sono ancora questi i ruoli che esaltano di più la vena naturale di Will Smith: ruoli comici, un po' folli, che gli permettono di dare libero sfogo al suo innato umorismo. Solo dopo aver interpretato il principe "svitato" di Bel-Air, infatti, sono arrivati i ruoli importanti in Bad Boys, Independence Day e Men In Black. Un gran bel modo di riscoprire le origini di un grande attore, in poche parole. Piccola curiosità: rivedendo alcune puntate, nel primissimo episodio nello specifico, Willy, scherzando, dice "Sono il genio della lampada di Aladino". Indovinate che ruolo ha interpretato in questo 2019? Una sciocchezza, vero, ma sono quelle coincidenze esilaranti che fanno sempre sorridere.

La Carlton Dance

Non che il personaggio stesso di Carlton (Alfonso Ribeiro) e le sue dinamiche in stile La strana coppia con il cugino Willy non siano già di per sé ragioni sufficienti a recuperare tutta la serie, ma il suo ballo avrà per sempre un posto speciale nel cuore degli appassionati. Come si può dimenticare il suo controllare in ogni stanza della casa che non ci fosse nessuno per poi scatenarsi a ritmo di It's Not Unusual di Tom Jones? O la volta in cui iniziò con quel balletto e divenne uno spogliarellista? Momenti indimenticabili, fatti di passi scoordinati, candele al posto di microfoni e capriole all'indietro usando come appoggio un divano. Se pensavate di poter vivere senza, allora non avete assaporato a fondo l'essenza della vera danza, che ha un nome e un cognome: Carlton Banks.

Geoffrey il maggiordomo

Esiste un personaggio più sarcastico e cinico del maggiordomo di casa Banks? E se anche esistesse, questi per caso è stato anche un corridore olimpico? Capace persino di rompere la quarta parete? Probabilmente no, ed ecco un altro motivo per recuperare Willy, il principe di Bel-Air, crogiolandovi in ogni scena e in ogni battuta dal retrogusto acido di questo meraviglioso personaggio. Magari partendo dalla volta in cui fu convinto di aver vinto alla lotteria e in un millesimo di secondo perse tutta la sua tipica compostezza ed eleganza da maggiordomo. Semplicemente straordinario, capace di dare in continuazione nuova linfa a interi episodi con il suo umorismo unico e pungente, irriverente, mancante totalmente di rispetto nell'istante stesso in cui uno dei padroni di casa gira la testa dall'altra parte. Imprescindibile.

Il rapporto tra i protagonisti

Immaginate un ragazzo povero, abituato a un quartiere complicato e a una vita dura. Possibilmente anche un po' pigro, svogliato nello studio e interessato soltanto alle belle donne. Immaginatelo catapultato nella casa di una famiglia dell'alta società, e immaginate quanto sia facile abituarsi agli agi e alla comodità che questa condizione sociale comporta. E di conseguenza quanto un simile personaggio possa causare attrito e antipatia nei membri della famiglia. Perché è vero che Willy, il principe di Bel-Air è prima di ogni cosa una sitcom riuscita, ma è anche la storia di una convivenza forzata e di una situazione familiare non proprio ideale. Nessuno, all'inizio, sopporta il "principino" Willy, ma rimane un membro della famiglia in un momento di difficoltà. Il modo in cui si evolve il rapporto tra tutti i personaggi è, oltre tutti gli scherzi e le gag, l'aspetto più bello e sincero che questa serie ci ha lasciato: Willy sarà anche pigro, svogliato e velocemente viziato, ma rimane un giovane simpatico, intelligente, solare e genuino. Una persona vera che pian piano supera le riluttanze e i dubbi della famiglia e riesce a conquistarla, a farsi accettare. E ad accettare la sua nuova realtà, senza dimenticare mai la sua provenienza. Non sarà la più famosa e riconosciuta sitcom della storia, eppure merita il suo spazio nella storia del genere.