WWE, The Mortician: la storia di Paul Bearer, storico manager di Undertaker

Per diversi anni, The Undertaker e Paul Bearer sono stati un binomio indissolubile e il nuovo documentario della WWE ci ricorda il perché.

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Eccoci con un nuovo appuntamento delle celebrazioni dei 30 anni di carriera di The Undertaker, che culmineranno a Survivor Series il prossimo 22 ottobre, dove parteciperà il Deadman stesso. Questa volta, però, si parla di Undertaker approfondendo il personaggio di Paul Bearer, uno dei manager più popolari del wrestling e di cui è impossibile raccontare la storia senza nominare anche il Phenom, vista la chimica perfetta che i due hanno dimostrato di avere in tutte le occasioni in cui sono comparsi insieme. Insomma, parliamo di una combinazione riuscitissima, di quelle che continuano a vivere nella memoria degli appassionati e che per i fan più giovani può essere decisamente interessante da approfondire.

The Mortician: The story of Paul Bearer ripercorre la carriera di Bill Moody (vero nome di Bearer) sottolineando quanto sia stato importante nello sviluppo del personaggio di Undertaker e non solo, ma soprattutto raccontando la storia di un uomo che nel corso della propria vita è stato contraddistinto da due passioni - i funerali e il wrestling - che è riuscito a fondere ottenendo un risultato unico.

Il suo Paul Bearer, così "sopra le righe, ma reale" (Bruce Prichard), con i suoi indimenticabili "oh yeees" pronunciati con voce altamente stridula, è stato una delle più grandi intuizioni dell'Attitude Era; nel 2014, circa un anno dopo la morte di Moody, c'è stato l'ingresso di Bearer nella Hall of Fame e ora la WWE, con questo documentario, propone un nuovo modo per scoprire meglio l'uomo che lo impersonava e come è riuscito a diventare una leggenda.

Tra pompe funebri e wrestling

Moody racconta che due sono le cose che più di tutte hanno avuto un impatto sulla sua vita: da una parte i funerali e la loro atmosfera (una passione nata nell'anno della morte di John Fitzgerald Kennedy e del nonno), dall'altra il wrestling. Era un periodo decisamente diverso da quello di oggi, dove la fruizione del prodotto passava principalmente attraverso gli spettacoli dal vivo oppure grazie alle riviste che fornivano informazioni sulle varie federazioni locali presenti sul suolo americano.

I tempi delle videocassette o delle trasmissioni televisive erano ancora lontani e il giovane Moody iniziò a muovere i primi passi nel circuito delle federazioni degli stati del sud, allenandosi da autodidatta insieme ai suoi amici, con i quali cercava di replicare quanto visto sul ring. La sua carriera da lottatore, però, non sbocciò mai definitivamente, soprattutto quando ad alcuni dei suoi colleghi sembrò ovvio che una persona con le sue caratteristiche (un'ottima espressività, la capacità di raccontare una storia e quella di farsi odiare dal pubblico) fosse perfetta per il ruolo di manager heel (ossia un personaggio sostanzialmente cattivo).

Già in quegli anni, Moody faceva dentro e fuori dal mondo del wrestling, dividendosi con la carriera da impresario di pompe funebri e cercando di restare vicino alla propria famiglia in occasione di eventi importanti, come la nascita del primogenito. A metà anni 80 tornò a lavorare a tempo pieno come manager, impersonando Percy Pringle III. Curiosamente, fu anche il manager di Undertaker (con il nome di Texas Red) nel suo match di debutto contro Bruiser Broody.

Dopo la fugace collaborazione tra i due, il destino li ha fatti rincontrare in WWE qualche anno dopo. In quel periodo (siamo nel 1991) Undertaker era già piuttosto affermato e Moody si era nuovamente staccato dal wrestling per occuparsi dalla famiglia; ma quest'ultimo ricevette una chiamata da parte di Vince McMahon. È durante il loro incontro che avvenne la genesi di Paul Bearer, dopo che McMahon notò nel curriculum di Moody che oltre a essere un manager di wrestler era un impresario funebre: la persona più adatta da affiancare a un lottatore con la gimmick da becchino.

Da questo momento in poi il racconto mostra diverse tappe importantissime per il sodalizio Taker-Bearer, come la vittoria del titolo mondiale contro Hulk Hogan a Survivor Series del 1991 o la prima Wrestlemania in cui entrarono insieme. Ma bearer non ha legato il suo nome solo al Phenom. Complice la necessità di far evolvere il personaggio di Undertaker, di portarlo al livello successivo, Bearer venne affiancato a Mankind prima e a Kane poi, rivelandosi a dir poco fondamentale per la riuscita di queste gimmick.

Un manager da Hall of Fame

Con l'introduzione di Undertaker in versione American Badass e con l'evoluzione del wrestling, il personaggio di Bearer venne pian piano accantonato, ma Moody continuò a essere utilissimo nel backstage e a mettersi a disposizione dei colleghi, che più volte hanno sottolineato quanto fosse simpatico, sempre in vena di scherzi e decisamente benvoluto da tutto lo spogliatoio.

I problemi di salute della moglie portarono a un nuovo addio al wrestling, nonostante qualche sporadica apparizione, come quella a Wrestlemania 20 quando ci fu il ritorno di Undertaker come Deadman, purtroppo resa dolceamara da una condizione fisica compromessa dai problemi di peso, al punto che Moody faticava a salire le scale. Dopo la morte della moglie, forse anche per non pensare a un evento che lo aveva provato molto, trascorse un nuovo periodo in WWE tra il 2010 e il 2012 e venne impegnato in storyline che richiamavano, come sottolinea Kane (Glenn Jacobs), le molte morti di Kenny in South Park.

Nel complesso, The Mortician: The story of Paul Bearer, mostra quanto Moody fosse innamorato della famiglia, del wrestling e delle pompe funebri e come durante la sua vita sia riuscito a trarre il meglio dai suoi legami e dalle sue passioni. Oltre al sempre apprezzato materiale d'archivio, al racconto di aneddoti e retroscena, il documentario concede spazio anche a un evento che, a seconda dei punti di vista, può essere visto come tributo o mancanza di rispetto nei confronti di Moody/Paul Bearer.

Dopo la morte di Moody, infatti, la rivalità tra Cm Punk e The Undertaker iniziò proprio con il primo che interruppe il tributo a Bearer e nelle settimane seguenti arrivò anche ad attaccare il Deadman con l'iconica urna, per poi disperdere le ceneri di Bearer sul malcapitato avversario. Su questo punto, sia Calaway che Jacobs sembrano concordi: seppur inizialmente combattuti da tale coinvolgimento in storyline di una persona appena morta, entrambi hanno capito che Moody avrebbe apprezzato tale iniziativa e che l'avrebbe vista come un omaggio al suo personaggio, anche perché si parla di Bearer e non dell'uomo che lo impersonava. The Mortician: The story of Paul Bearer sarà disponibile sul WWE Network a partire da Domenica 8 novembre.