Xena Principessa guerriera: un cult tra mitologia sconnessa e trash rétro

Fenomeno cult tra gli anni 90 e i primi anni 2000, Xena - Principessa guerriera è disponibile su Prime Video: ecco cosa la rende un cult.

Xena Principessa guerriera: un cult tra mitologia sconnessa e trash rétro
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C'è così tanto di Xena - Principessa guerriera che può essere definito iconico, da rendere quasi impossibile stabilire che cosa di preciso abbia reso il telefilm così amato in Italia e nel mondo, e cosa gli permetta di mantenere questo status anche ora che il mondo della produzione televisiva si è evoluto con incredibili passi avanti, sempre più vicini al cinema che al piccolo schermo.

Eppure, la sigla, l'urlo della protagonista, l'amicizia (che per alcuni sfocia in ship) con Olimpia, quell'affascinante quanto caotico pout-pourri di mitologia greca e del resto del mondo, ma anche le sperimentazioni di episodi musicali, l'azione e il divertimento: tutti elementi che, senza dubbio, ci tenteranno nel riguardare anche solo un episodio di questa vecchia gloria, disponibile tra le novità Amazon di febbraio.

Gli albori di Xena - Principessa guerriera

Nata dalla mente di John Schulian e Robert Tapert come spin-off della serie Hercules, Xena - Principessa guerriera è un ibrido tra fantasy e mitologia, ufficialmente ambientata nell'antica Grecia, di fatto non senza situazioni e personaggi di stampo anacronistico. La trama è semplice, ma di quelle che si prestano a numerose deviazioni: Xena, che per l'appunto è una principessa, ma anche una fiera guerriera, decide di appendere la violenza al chiodo e di intraprendere un viaggio per espiare tutti i propri peccati di guerra, nel quale viene accompagnata dalla sua migliore amica Olimpia che, nella versione originale, si chiama Gabrielle. A quanto sembra, gli adattatori italiani ritennero opportuno modificarne il nome perché quello vero suonava troppo strano in una serie sulla mitologia greca. Come dar loro torto?.

Il primo ostacolo alla produzione non si fece attendere: pur trattandosi di una serie americana, le riprese sarebbero state effettuate nella remota Nuova Zelanda. Un viaggio che la britannica Vanessa Angel, inizialmente scelta per interpretare la protagonista, non poteva sostenere a causa di una malattia che la affliggeva al tempo. Vennero contattate diverse attrici, finché non fu presa la decisione di affidare il ruolo a Lucy Lawless, allora pressoché sconosciuta - ma la storia ha un lieto fine: la Lawless, con la sua cintura nera di karate Shotokan, è la miglior Xena che si potesse desiderare, senza contare il risvolto sulla sua vita personale, visto che da quasi 23 anni è sposata col produttore Robert Tapert.

Anche il casting della co-protagonista Olimpia/Gabrielle non fu così semplice. La prima scelta della produzione, a quanto pare, ricadde infatti su una certa Sunny Doench. Ma anche per lei trasferirsi in Nuova Zelanda avrebbe rappresentato un grosso problema: a quanto sembra, l'attrice non era dell'idea di vivere dall'altra parte del pianeta rispetto al fidanzato. La parte del braccio destro di Xena andò quindi a Renée O'Connor, che al contrario accettò di buon grado il trasferimento ad Auckland, dove ancora oggi sembrerebbe possedere una casa.

Verso un successo lungo sei stagioni

Da lì, però, il viaggio di Xena - Principessa guerriera verso il successo fu tutto in discesa: dal 1995 al 2001 la serie andò in onda per un totale di sei stagioni e 134 episodi, 137 se si contano anche i tre della "Trilogia di Xena", contenuti in Hercules, dove la protagonista fece la sua prima apparizione televisiva. Cosa che le permise immediatamente di fare breccia nel cuore del pubblico, guadagnandosi la lealtà degli spettatori nello show a lei dedicato; il successo dei 24 episodi della prima stagione del telefilm fu tale che, con la seconda stagione, diventò la serie più vista sulla televisione americana.

La produzione, neanche a dirlo, acquistò sempre più mezzi e più valore: al momento della sua cancellazione, nel 2001, ogni episodio della serie veniva prodotto con più di un milione di dollari, il che portava il totale a poco meno di 25 milioni a stagione. Nonostante questo, però, qualcosa iniziò a incrinarsi: pur restando nella top 10 delle serie più viste negli Usa durante tutte le sue stagioni, gli ascolti di Xena - Principessa guerriera cominciarono a decrescere, portando dapprima allo spostamento di fascia oraria (dal prime time serale al pomeriggio del weekend) e, in seguito, alla parola fine sulle avventure dell'eroina col volto di Lucy Lawless.

E forse proprio questa capacità della produzione di cancellare il telefilm prima che potesse guastarsi irreparabilmente e diventare un cattivo ricordo nella mente dei suoi spettatori le ha permesso, a 25 anni dalla sua prima messa in onda, di continuare a far vivere il suo mito nella cultura pop dei millennial. Ma qual è il segreto?

Cosa resta di Xena nella cultura del 2021

Come si diceva in apertura, ci sono davvero tante ragioni per cui Xena è stata ed è rimasta un baluardo della storia della produzione televisiva. Prima di tutto, va detto, fu la serie giusta al momento giusto: il filone inaugurato da Buffy e Dawson's Creek, cioè quello di produzioni destinate a un pubblico di giovani adulti con protagoniste femminili di spessore e non di mero contorno, furono un vero e proprio tappeto rosso per il successo di Xena. E a proposito di Buffy, se le avventure dell'ammazzavampiri di Sarah Michelle Gellar furono la base per le moderne ship, con l'eterna questione tra Buffy e Angel o Buffy e Spike, anche Xena ci mise del suo per alimentare i sogni degli shippatori in erba: i fan fremevano per avere conferma del reciproco interesse amoroso tra Xena e Olimpia, e gli autori ci ricamarono su in eterno, senza mai fornire una vera e propria risposta alla domanda - e dunque tenendo sempre l'attenzione alta sull'argomento.

Tra le motivazioni che rendono Xena una pioniera televisiva del terzo millennio, infatti, c'è proprio l'aspetto legato alla rappresentazione Lgbtq+ su schermo: Xena e Olimpia, che pure non furono mai una coppia ufficiale, sono diventate delle icone nella comunità lesbica, che da sempre ha rappresentato una grossa fetta dei fan della serie, tra i primi prodotti televisivi anche solo a sottintendere che, tra le proprie protagoniste, potesse esserci qualcosa che andasse oltre la semplice amicizia.

Ultimo, ma non certo per importanza, c'è il tema del fandom. Xena ebbe la fortuna di andare in onda agli albori di Internet, quando la rete non era ancora sovraccarica di informazioni come lo è ora, a vent'anni di distanza. Per un fan che, vista la nuova puntata, avesse avuto piacere a condividerne le gioie e i dolori con altri aficionados, la rete era il luogo perfetto: le prime community, le prime fanfiction, le prime fan art e i primi forum dedicati al mondo della tv su Internet nacquero proprio intorno a Xena, dando vita a un fenomeno che ancora oggi sopravvive.

Qualunque sia la motivazione, insomma, Xena è un caposaldo della vita di ciascun millennial, italiano e non, fortemente appassionato o semplice casual viewer. Che si aspettasse l'ora X per godersi i 45 minuti di urla, costumi dalla verosimilità pari a zero e combattimenti scenografici, in puro stile trash anni 90, o che si incappasse semplicemente in un episodio facendo zapping a casa da scuola, malati, tra una televendita di Giorgio Mastrota e un varietà con Magalli; ognuno di noi ha un ricordo legato a Xena, e Amazon Prime Video non vede l'ora di sbloccarli tutti.