Yearly Departed: un saluto al 2020 non del tutto riuscito su Prime Video

Yearly Departed è un tentativo fin troppo banale e letterale - un funerale - per salutare il 2020, nonostante riesca comunque ad intrattenere.

recensione Yearly Departed: un saluto al 2020 non del tutto riuscito su Prime Video
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Trovare nuovi modi per salutare un anno ormai alle spalle è una delle consuetudini più ancestrali della storia televisiva; una sorta di tradizione talmente forte cui nemmeno i servizi di streaming hanno osato sottrarsi. È la stessa situazione dei film di Natale: non se ne sente esattamente il bisogno, ma in fondo fanno sempre piacere quando arrivano nella loro semplicità. Le celebrazioni di fine anno, però, non potevano avere lo stesso tono festoso e allegro per il 2020, non era possibile far finta di aver vissuto altri dodici mesi regolari e sentirsi infine dire che erano passati così velocemente da non rendersene conto. La verità è che li abbiamo sentiti tutti, sia sulla nostra pelle che sulla nostra salute mentale.

Di conseguenza Netflix ha tentato una strada differente, affidando ai creatori di Black Mirror il mockumentary Death to 2020 ed anche Amazon tra le uscite Prime Video di dicembre ha provato a rimescolare le carte con Yearly Departed, speciale comico che rappresenta un addio forse fin troppo banale e letterale.

Salutiamo per sempre i pantaloni

Presentato da Phoebe Robinson, Yearly Departed è letteralmente un funerale in cui i partecipanti - ovvero numerose attrici comiche e stand-up comedian - salutano il 2020 e soprattutto gli aspetti che in quest'anno sono venuti a mancare. È una soluzione elegante o ricercata? Assolutamente no, sembra più che altro la prima idea venuta in mente al team creativo e realizzata senza neanche cercare una vera alternativa.

Ma ovviamente, nonostante la piattezza dell'intuizione in sé, dev'essere l'esecuzione a farla da padrone e il cast in effetti si mostra promettente: una star sempre più in ascesa come Rachel Brosnahan o già affermata nel caso di Sarah Silverman, personalità da anni nel mondo della comicità quali Natasha Rothwell o Tiffany Haddish, il tocco divisivo e polemico portato da Ziwe, quello più classico e osservazionale tipico di Natasha Leggero. Insomma, scelte interessanti, diversificate, perfette per cambiare continuamente i toni e gli argomenti dello speciale e far ridere un po' chiunque.

In pratica ogni personaggio sale al centro dell'attenzione portando circa 6-7 minuti di stand-up comedy, con tematiche che spaziano dal più faceto all'attualità piuttosto pressante. E qui iniziano a sorgere i primi gravi problemi: ci sono modi e modi per discuterne e la maggior parte dei tentativi in Yearly Departed sembrano forzati. A parte il geniale pezzo della Silverman sull'addio al M.A.G.A. - il "Make America Great Again" di matrice trumpiana - e ai suoi numerosi, se non straordinari successi, il resto presenta un'assenza di naturalezza a tratti sconcertante.

Dare l'estremo saluto ai poliziotti della tv - come se i polizieschi fossero scomparsi nonostante un'annata delicata - per proporre classiche battute fin troppo facili sull'inadempienza delle forze dell'ordine americane è una soluzione ridondante e poco ispirata.

Oppure un segmento incentrato sui band-aid che sfocia improvvisamente e senza alcun collegamento in una condanna, anche qui troppo ovvia e ripetitiva, del razzismo. Prove che sbiadiscono al cospetto della violenta eleganza della Silverman o del minuscolo ma pregno pezzo della Leggero sulla famiglia e su quanto sia sfiancante starci a contatto 24h, per rimanere sull'attualità.

Di conseguenza Yearly Departed brilla enormemente di più quando non si prende troppo sul serio. Come la Brosnahan - seppur lontana dalle sue migliori interpretazioni di cui ha fatto sfoggio in Mrs. Maisel - che urla violentemente contro i pantaloni o Tiffany Haddis disperata per la scomparsa del sesso occasionale. Uno speciale targato Amazon che, anche con un'idea di base pigra, poteva essere molto più divertente, ironico e ricco di satira, per quanto alla fine offra - tra alti e bassi - dei piacevoli tre quarti d'ora.

Yearly Departed Yearly Departed non può essere definito come uno speciale di fine anno fallimentare. Probabilmente la definizione giusta è "un po' pigro e svogliato". L'idea di base - un funerale per salutare il 2020 - è il setting più basilare e letterale immaginabile ed alcuni dei pezzi di stand-up, specialmente quelli di attualità socio-politica, deludono le attese, finendo per risultare o troppo banali e ridondanti oppure troppo sconnessi. Yearly Departed brilla davvero quando non si prende troppo sul serio, quando Rachel Brosnahan inveisce contro i pantaloni o Natasha Leggere non sopporta di avere ancora intorno la sua famiglia a causa di tutti i lockdown. Tutto sommato godibile, ma con troppi alti e bassi.

5.5