Zenimation: un'esperienza sensoriale su Disney+ dedicata ai classici

Mindfulless e ASMR con i Classici Disney: ci provano gli Animation Studios, con episodi da cinque minuti che acuiscono le nostre sensorialità.

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La qualità dei prodotti Disney passa da una moltitudine di elementi figli delle diverse tecniche necessarie per confezionare un film d'animazione di altissimo livello. Sin dai primi anni di Burbank, Walter Elias Disney ha perseguito una capillare attenzione al dettaglio, votato sempre a un rifacimento continuo delle sue opere, finendo anche per arrivare a concludere i suoi lavori praticamente sul gong. Un esempio lampante è Fantasia, la cui prima pellicola arrivò a New York per la premiere con l'ultimo volo da Los Angeles, dove avevano appena finito di riprendere le scene riguardante l'Ave Maria, segmento conclusivo del Classico.

Ma la storia di Walt Disney è anche fatta di metri di pellicola buttati, cartoni animati completamente rifatti da zero, come Pinocchio, ma anche come Robin Hood, quando al posto di Disney c'era oramai Wolfgang Reitherman. Una tale imposizione e ricerca del dettaglio non poteva non essere tramandata negli anni, fino ad arrivare ai giorni nostri, con la forza tipica della tecnologia moderna a prestarsi alla realizzazione di Classici di alto livello. Zenimation, la nuova serie di Disney+, racconta proprio il dietro le quinte degli elementi a disposizione del nostro mondo e di come Disney li abbia saputi adattare alle sue esigenze di animatore e alle nostre di spettatore.

Mindfullness made in Disney

Zenimation sposa anche uno dei concetti che maggiormente sta diventando forte in questo ultimo periodo, in particolar modo tra il 2019 e il 2020: la mindfullness. Arriva direttamente dai precetti del buddhismo, pur non sposandone la componente religiosa: tale pratica, divenuta oramai una moda soprattutto nel Nord Italia, ha spinto tantissime figure professionali a declinarsi a mo' di psicologi per trattare in maniera spirituale i propri pazienti.

La tecnica meditativa ha viaggiato così a braccetto con la nascita anche di alcuni fenomeni di rilassamento con le ASRM, le autonomous sensory meridian response: una tecnica che si è diffusa tantissimo su YouTube, sempre in quest'ultimo periodo, e che trasmette una sensazione di totale rilassamento mentale oltre a un formicolio in varie parti del corpo. Capite benissimo che non si può parlare direttamente di medicina o di effetti immediatamente benefici, ma siamo comunque dinanzi a un acuirsi di alcune sensorialità del nostro corpo, che ne trae giovamento concentrandosi solo su alcuni elementi piuttosto che su altri.


Walt Disney Animation Studios ricrea questa atmosfera, con degli episodi di appena cinque minuto l'uno: delle vere e proprie pillole che sfruttano gli elementi visivi e sonori dei Classici, ai quali viene completamente tolta la componente del doppiaggio e viene potenziato il mixaggio sonoro, così da farne risaltare tutti gli effetti e renderli il quanto più prossimi possibile a una produzione ASRM. Ne abbiamo visto i primi tre episodi, dedicati rispettivamente all'acqua, ai panorami cittadini e alla scoperta. Il primo ci ha trasportato in quella che è a tutti gli effetti l'esperienza più rilassante tra tutti gli elementi proposti: l'acqua.

Dalla magnifica cavalcata di Elsa sul cavallo ricreato dall'oceano mentre si sta recando verso l'ignoto in Frozen 2 fino al viaggio della speranza di Vaiana, Disney esalta la propria capacità riproduttiva dell'elemento di più difficile creazione in ambito digitale. Da sempre, d'altronde, il movimento dell'acqua ha dimostrato quanto difficile possa essere da riprodurre, basti chiedere ai cugini del videogioco che soltanto nell'ultimo biennio sono riusciti a raggiungere, e in maniera sporadica, un'espressione soddisfacente e appagante dell'acqua.

Disney già con Oceania aveva voluto esaltarsi e dimostrare a tutti la propria potenza di fuoco, rendendo l'oceano il vero e proprio protagonista della storia con protagonista Vaiana. In quei cinque minuti proposti, abbiamo l'occasione anche di compiere un tuffo in fondo al mare, nel mondo di Ariel.

Un modo non solo per celebrare quello che fu un inizio storico per la ripresa della Disney, che nel 1989 diede il via al Rinascimento proprio con La Sirenetta, ma anche per dimostrare che non sempre è la tecnica a creare l'atmosfera, ma anche l'abilità di creare lo scenario adatto come quello di Re Tritone.

Acqua, città e avventura

Nel secondo episodio la spina viene staccata un po' meno, perché dopo il viaggio tra l'acqua, ci siamo ritrovati nelle vaste città dell'universo Disney. Non solo New Orleans e il Monte Olimpo, ma anche scorci di Agrabah e della città dei Robinson, guardata dall'alto delle loro navicelle con grande meraviglia e stupore. Non mancherà Atlantis, ma anche quei panorami mozzafiato che nel Rinascimento aveva caratterizzato le storie più belle degli Studios. Per arrivare al Monte Olimpo, d'altronde, bisogna osservare tutto ciò che si nasconde prima, per poi godersi le nuvole che fanno da cornice ai cancelli dorati. Stessa sorte anche per arrivare ad Arendelle e i colori pastello de La principessa e il ranocchio, così lontano dalla CGI, così vicino al disegno a mano e in grado allo stesso modo degli altri Classici di abbracciarci in un momento di rilassamento, come se cullati da una folata di vento leggiadra, che ci sbroglia i capelli e ci fischia nelle orecchie.

E nel nostro viaggio nella civiltà perduta di Atlantite godremo anche dei rumori della fauna, tra ranocchi e altre creature che hanno mantenuto intatto il proprio habitat naturale in quella città sprofondata nell'oceano. Il nostro viaggio culminerà nello sfarzo della Cina di Mulan e nei giochi dei mangiatori di fuoco di Agrabah, in un montaggio che ci porta a girare l'angolo e ritrovarci nella mozzafiato San Fransokyo.

Il terzo episodio ci conduce ancora più nelle vaste lande, dimenticandosi delle città e decidendo di concentrarsi sul regno animale. Grande protagonista è Bolt, il film che segnò l'esordio di Dan Fogelman nel regno Disney, prima di realizzare il suo Rapunzel. Ma chi meglio di Timon e di Aladdin possono presentare il mondo che si nasconde dietro una tenda o un'alta frasca? Ed è così che sia Simba che Jasmine possono ammirare il panorama che si staglia dinanzi a loro, andando a scoprire ciò che fino a quel momento gli era stato solo negato alla vista.

Un modo per svelare le meraviglie che ci circondano e per spingere Vaiana a intraprendere il suo viaggio verso Tefiti, portando le navi del suo popolo fuori da quella grotta nascosta. Tra Elsa e Rapunzel, non poteva mancare Tarzan, che meglio di chiunque altro è andato alla scoperta di un mondo completamente nuovo, abbracciando una cultura impostagli ma che lo ha accolto come uno di loro.

Il tributo all'arte Disney

Zenimation è un tributo alle capacità degli animatori e degli autori del suono della Disney, in un'esaltazione della potenza visiva e uditiva dei Classici, senza che ci debba essere un'interpretazione attoriale o la musica di Alan Menken: solo pura animazione e mixaggio sonoro. Scene iconiche, raccolte dai diversi Classici Disney, che diventano così un'esperienza unica, facendo ancora una volta la storia dei film di Walt Disney Animation Studios. Scelta interessante e da non sottovalutare è quella di aver compreso soltanto film che sono successivi a La Sirenetta, quindi che abbracciano il periodo del Rinascimento e arrivano fino a giorni nostri, con Frozen 2 come conclusione.

Un modo sicuramente giusto di abbracciare un determinato periodo, che ha visto un grande passo in avanti dal punto di vista artistico, con la sapiente guida di Jeffrey Katzenberg: non è da denigrare, però, il lavoro svolto negli anni precedenti, soprattutto sotto la gestione Reitherman, che seguendo quelle linee guida imposte da Walt era riuscito, da Gli Aristogatti in avanti, a offrire degli scorci di animazione altrettanto validi e interessanti. Così come lo è la serie Disney+, sicuramente un esperimento affascinante e che esplora un nuovo modo di raccontare la propria storia e di intrattenere.