Gli Anelli del Potere reinventerà la Seconda Era? Amazon non avrebbe i diritti sui romanzi

Gli Anelli del Potere reinventerà la Seconda Era? Amazon non avrebbe i diritti sui romanzi
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Una vera e propria tempesta sta colpendo l'attesissimo Gli Anelli del Potere, da quando un articolo e successiva intervista di Vanity Fair hanno rivelato che Amazon non avrebbe dei diritti sulle opere principali in cui viene raccontata la Seconda Era, ma solo di alcuni stralci perlopiù inutili al prequel su Il Signore degli Anelli.

C’è grande fermento, tutt’altro che positivo, intorno al mastodontico progetto de Gli Anelli del Potere in uscita nel 2022. Il juggernaut targato Amazon Studios si propone come opera prequel per piccolo schermo rispetto alle due trilogie cinematografiche firmate da Peter Jackson e incentrate rispettivamente sui romanzi de Il Signore degli Anelli e su quello de Lo Hobbit. Al centro di questa nuova serie in 20 episodi – questa l’idea della produzione ancora da confermare – ci saranno gli eventi della Seconda Era, ambientata migliaia di anni prima rispetto a quanto visto nelle saghe per grande schermo.

L’arco di eventi coperto dalla serie, che già preannuncia il rinnovo per più stagioni, dovrebbe partire dall’ascesa di Sauron come Oscuro Signore alla forgiatura degli Anelli del Potere, dalla distruzione del regno di Númenor all’Ultima Alleanza fra Elfi e Uomini. A differenza di quanto adattato finora dai romanzi di J.R.R. Tolkien, ben delimitato all’interno dei romanzi, il materiale riguardante la Seconda Era è sparso attraverso diversi racconti e raccolte minori di Tolkien, che vi avevamo qui ricapitolato per farsi trovare pronti all’uscita della serie. Forse, però, c’è un problema che mai avremmo pensato di dover tenere in considerazione.

Amazon sta infatti investendo più di qualunque altra produzione della storia per questo progetto, che ci si riferisca ai titoli per grande o piccolo schermo. Ben un miliardo di dollari è infatti la cifra stimata per la realizzazione dell’intero progetto: poco meno della metà per la produzione e la costruzione dei set permanenti che verranno utilizzati nel corso delle prossime stagioni; altrettanti poi in produzione e marketing. Jeff Bezos, che secondo le parole di molti ha una vera e propria ossessione per il titolo, sta scommettendo tanto ma rischiando altrettanto, ora che una nuova esclusiva di Vanity Fair – particolarmente discussa negli ultimi tre giorni – ha rivelato una gigantesca pecca del progetto, non confermata né smentita dalla produzione.

L’articolo cita infatti un’asta del 2017, messa su dagli eredi di Tolkien, a partire dalla quale si sarebbe giocata la realizzazione di nuovi adattamenti. In vendita c’erano solo i diritti di sfruttamento delle Appendici, che Bezos si sarebbe aggiudicato per la cifra record di 250 milioni di dollari. Peccato che l’opera in questione contenga ben pochi riferimenti alla Seconda Era, contenuti perlopiù nel Silmarillion, nei Racconti Incompiuti e in alcuni dei dodici volumi di The History of Middle-Earth. L’articolo non fa parola dei diritti di sfruttamento di queste opere, ma in un’intervista correlata (che trovate in calce) tenuta dalla co-autrice del pezzo, Joanna Robinson ha ripreso le parole di uno dei due autori: “Ha affermato JD Payne: ‘Non abbiamo i diritti su Il Silmarillion, sui Racconti Incompiuti, sulla History of Middle-Earth... Abbiamo solo i diritti su La Compagnia dell’Anello, Le Due Torri, Il Ritorno del Re, Lo Hobbit e le Appendici. E basta’”.

Questo estratto d’intervista non è stato inserito dalla Robinson nell’articolo, cosa piuttosto insolita. Se la notizia dovesse rivelarsi vera, Gli Anelli del Potere potrebbe cominciare già decapitato in partenza, costretto a reinventare la Seconda Era con personaggi non presenti nei romanzi e carpendo le poche informazioni disponibili nei rarissimi stralci delle opere di cui detiene i diritti, come commenta anche la Robinson. Voi che ne pensate? Ditecelo nei commenti!

FONTE: Vanity Fair
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