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Archive 81: a cosa si ispira la nuova misteriosa serie Netflix?

Archive 81: a cosa si ispira la nuova misteriosa serie Netflix?
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Ha inquietato non poco Archive 81, la nuova serie Netflix con cui il gigante dello streaming ha dimostrato di saper gestire perfettamente il filone horror. Gli episodi traggono il proprio materiale da una specifica fonte d'ispirazione, ma nascondono tutta una serie di riferimenti esoterici realmente esistiti, oltre a un suicidio di massa.

Era fra le uscite Netflix di gennaio Archive 81 – la seconda del mese è stata una settimana davvero molto ricca, vi consigliamo di recuperare ciò che potreste esservi persi. Dalla showrunner Rebecca Sonnenshine, questo nuovo titolo horror ha saputo conquistare le notti e le insonnie dei meno deboli di cuore: anche se in realtà i nuovi episodi su Netflix sembrano adatti a diversi tipi di pubblico, poiché spingono più sulla suspance e inquietano con la semplicità del soprannaturale, regalando portali mistici e spazio-temporali che potrebbero gradire anche al pubblico del genere più fantascientifico. Tanto che sono alte le speranze per una seconda stagione di Archive 81.

Protagonista è Dan (Mamoudou Athie), un giovane archivista che, grazie alla sua impareggiabile esperienza nel settore, viene incaricato di restaurare alcuni vecchi nastri magnetici, fortemente deteriorati da un incendio e che in quanto tali non possono essere trasportati al di fuori dell’archivio dove sono conservati. Dan sarà costretto quindi a lavorare in totale solitudine in questo inquietante magazzino isolato dal centro città. Tutte le premesse di un perfetto horror.

Gran parte dei nastri proviene dal 1994 e furono realizzati da una giovane studentessa e documentarista di nome Melody (Dina Shihabi). Le indagini svolte all’interno del suo condominio la portano a scoprire inquietanti rituali a metà fra il satanico e la stregoneria, che coinvolgono i suoi dirimpettai e si svolgono nel cuore del’edificio. Almeno fino a un incendio che lo mangerà fin nelle fondamenta, uccidendo tutti fra cui (apparentemente) anche Melody.

Per quanto riguarda portali e riuscita dei suddetti riti, ovviamente la serie non può essere tratta da una storia vera, nonostante l’intelligente cornice del “filmato ritrovato” dia quel tocco di realismo che può far pensare a un sottotesto reale. Principale fonte d’ispirazione della serie è l’omonimo podcast da cui è stata adattata, iniziato a uscire in forma di episodi sonori a partire dal 2016 e conclusosi (per ora) nel 2018 alla sua terza stagione. I podcast sono frutto di sceneggiature originali realizzate da da Marc Sollinger e Dan Powell.

Andando a scavare nel Credo dietro i rituali però, si possono scoprire diverse analogie con fatti realmente accaduti e dal terribile impatto. New York City e lo Stato nel suo insieme sono stati per decenni un focolaio di misticismo e spiritualità soprannaturale, nonché di culti e società segrete. Ma le convinzioni della Vos Society sulla cometa Kharon ricalcano quelle del culto di Heaven’s Gate, che si suicidò di massa nel 1997 credendo che la cometa Hale-Bopp li avrebbe liberati dai loro corpi e traghettati in un nuovo mondo. L’etimologia stessa di Kharon, infatti, deriva da Caronte, il traghettatore dello Stige che trasportava le anime all’Inferno, ripreso principalmente in Dante. Inoltre il nome della congrega Baldung, opposta alla Vos Society, potrebbe rifarsi a quello dell’artista Hans Baldung, i cui soggetti prediletti erano stregoneria e spiritualismo.

Avete recuperato la serie? Che ne pensate? Ditecelo nei commenti!

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