Big Little Lies 2: il direttore del casting, David Rubin, parla di Meryl Streep

Big Little Lies 2: il direttore del casting, David Rubin, parla di Meryl Streep
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La seconda stagione della serie tv Big Little Lies è da poco tornata in onda su Sky. Tra i nuovi volti di un cast già stellare spicca quello di Meryl Streep.

Lo stesso direttore del casting, David Rubin, afferma di aver attinto direttamente all'Olimpo delle attrici. Il prodotto, infatti, non mancava già di nomi di un certo livello, dal momento che tra le protagoniste della serie tv troviamo Reese Witherspoon, Nicole Kidman, Shailene Woodley, Laura Dern e Zoë Kravitz, nel ruolo di un gruppo di mamme di Monterey.

Rubin afferma che la formula segreta che ha portato a un cast di questo calibro ha due ingredienti principali: le stesse Witherspoon e Kidman come produttrici del progetto e un'ottima sceneggiatura. Entrambi questi aspetti, da una parte la presenza di artiste celebri e dall'altra una storia che desse risalto a personaggi femminili forti, hanno dunque attirato l'attenzione di altri grandi nomi di Hollywood.

L'idea di di chiamare Meryl Streep, interprete con il maggior numero di candidature agli Oscar, parte però dalla scrittrice Liane Moriarty, autrice del romanzo a cui è ispirata la serie tv. Uno dei suoi personaggi infatti si chiamava Mary Louise, che è il nome di battesimo dell'attrice. A ciò si è unito il fatto che quando i creatori di Big Little Lies hanno proposto la parte a Meryl Streep, lei si è subito dichiarata grande fan del prodotto, colpita in particolare dai temi trattati nella storia.

Mettere insieme un cast del genere, però non è stato per nulla facile. Ognuna di loro aveva altri impegni ed è stato molto complicato riuscire a trovare un periodo adatto per poter girare la serie, in cui fossero tutte libere contemporaneamente.

Per quanto riguarda invece gli interpreti maschili, si sono svolti dei casting più tradizionali, al fine di trovare delle controparti che si adattassero perfettamente ai personaggi femminili che sono al centro della scena.

Mentre per i bambini si è optato per attori non professionisti, che potessero risultare i più spontanei possibili. Tra questi Iain Armitage, che dopo aver recitato nella prima stagione di Big Little Lies ha ottenuto un altro ruolo importante, diventando protagonista della sitcom Young Sheldon (su Everyeye.it trovate la recensione di Young Sheldon stagione 1). Ma questo nuovo impegno lavorativo, aggiunge Rubin, non ha privato il piccolo interprete della naturalezza che possedeva prima di diventare un attore più conosciuto.

A proposito del suo lavoro, Dadiv Rubin ha affermato che per progetti come Big Little Lies o Sharp Object, altra importante miniserie per cui ha lavorato, il processo è meditativo. Parte dal libro e poi passa allo script per creare una mappa in cui sistemare tutte le idee. Infine compila una lista con una serie di attori che considera più in sintonia con l'atmosfera della storia e soltanto quando è arrivato all'analisi dei singoli personaggi cerca di associare a ogni volto l'interprete più adatto.

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